Logo
Sanità a Carrara, l’allarme del M5s: «Investimenti annunciati, ma sul territorio si vede poco»
Il distretto Asl di Avenza (archivio)

Pedrini denuncia il divario con Massa: «Casa della salute a orario ridotto, progetto di Avenza fermo nonostante 5,5 milioni stanziati»

CARRARA – Nell’ultima seduta, la commissione Sanità del Comune di Carrara ha fatto il punto sullo stato di salute della città, con la presentazione da parte di Monica Guglielmi, responsabile della Zona Distretto, di un sunto del Piano integrato di salute. A commentare quanto emerso è Valeria Pedrini del Movimento 5 Stelle di Carrara che traccia il ritratto di «un territorio con nodi sanitari, sociali e sociosanitari ancora irrisolti».

Secondo Pedrini, a fronte di investimenti importanti già messi in campo, questi resterebbero «poco visibili sul territorio, fatta eccezione per i “graziosi moduli abitativi” allestiti negli ultimi anni». A Carrara la Casa della Salute sarebbe di tipo spoke, con apertura limitata e orari ridotti. Ad Avenza, dove avrebbe dovuto sorgere una struttura analoga a tempo pieno — con spazi previsti anche per la facoltà di Infermieristica — la situazione sarebbe ferma: «nonostante i 5,5 milioni di euro impegnati, il progetto non decolla».

Diversa la situazione a Massa, dove la Casa di Comunità spoke risulterebbe operativa a tempo pieno nei locali della vecchia struttura di via Bassa Tambura. «Un divario che non passa inosservato», sottolinea Pedrini. A far discutere è anche il tema delle strutture per il «dopo di noi». Mentre a Massa sarebbero presenti appartamenti dedicati, a Carrara, secondo quanto riferito in commissione dall’assessora al Sociale, non esisterebbero al momento soluzioni analoghe. Un dato che pesa, secondo Pedrini, in una provincia con l’età media più alta della Toscana.

«Non è una questione di campanilismo — afferma la pentastellata —. Il problema è più ampio: la povertà, anche sanitaria e assistenziale, sta peggiorando e richiede risposte concrete, non annunci». Il quadro emerso dalla commissione metterebbe in luce, a suo giudizio, «un divario tra risorse stanziate e servizi effettivamente fruibili dai cittadini: tra strutture annunciate, cantieri fermi e aperture parziali, il rischio è che Carrara resti indietro rispetto alle esigenze di una popolazione che invecchia e che chiede risposte su fragilità e cronicità».

«Senza una visione chiara e tempi certi — conclude Pedrini —, gli investimenti rischiano di restare solo numeri sui bilanci, mentre le persone continuano a fare i conti con servizi carenti. La domanda ora è una sola: quando i soldi impegnati diventeranno ambulatori, corsi di laurea e risposte quotidiane per chi vive in città?»