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Prolungamento banchina Taliercio e nuovo Prp, l’Adsp replica ai sindacati: «Nessun immobilismo»

L’Autorità di sistema portuale: «I lavori slitteranno di qualche mese per consentire di svolgere, nei prossimi mesi, i monitoraggi richiesti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica»

MARINA DI CARRARA – «Leggiamo con sorpresa la nota apparsa oggi sugli organi di informazione diffusa da Nicola Del Vecchio, segretario generale Cgil Massa-Carrara; Michele Folloni, segretario generale Cisl Toscana Nord e Paolo Fantappiè, segretario generale Uil Toscana. Rileviamo infatti come le affermazioni contenute nella nota stampa testimonino una carenza di informazioni e conoscenza degli argomenti trattati che sono stati, tra l’altro, oggetto dell’ultima riunione dell’organismo di partenariato della risorsa mare che l’Adsp ha convocato due settimane fa e dove erano presenti, in quanto componenti dell’organismo stesso, anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali firmatarie del comunicato in questione che sul tema Taliercio e piano regolatore portuale non hanno richiesto informazioni né hanno effettuato osservazioni o richiesto chiarimenti e approfondimenti». Così l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale replica a quanto dichiarato nelle ultime ore dai sindacati in merito all’ampliamento della banchina Taliercio del porto di Marina di Carrara (Massa-Carrara).

«È opportuno ricordare che l’Adsp del Mar Ligure Orientale ha costituito, così come previsto per legge, l’organismo di partenariato della risorsa mare, sede deputata al confronto tra tutte le componenti del cluster portuale. Durante l’ultima riunione è stato chiarito che i lavori per il prolungamento della banchina Taliercio, opera sicuramente «attesa da anni», ma rimasta bloccata fino a fine 2025, in attesa dell’esito della procedura di valutazione di impatto ambientale, slitteranno di qualche mese per consentire di svolgere, nei prossimi mesi, i monitoraggi richiesti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito dell’iter amministrativo che coinvolge, oltre all’Adsp, anche altri enti. I lavori, dunque, prenderanno il via nel 2027. In questo contesto l’ente, impegnato nel portare avanti numerosi progetti che riguardano entrambi i porti, ha ritenuto semplicemente opportuno, nel frattempo, ottimizzare il flusso finanziario indirizzandolo su altre opere, più mature dal punto di vista del procedimento autorizzativo e amministrativo».

«Inoltre, occorre chiarire, così come è stato fatto durante la riunione dell’organismo di partenariato, che il piano regolatore portuale non è affatto “su un binario morto”. I vertici e gli uffici dell’ente – evidenzia l’Authority – stanno lavorando intensamente per ottemperare a tutte le richieste effettuate dal consiglio superiore dei lavori pubblici, con il quale hanno scambi quasi quotidiani così come con la Regione Toscana e con il Ministero dei Trasporti nell’ambito de tavolo tecnico appositamente istituito, per compiere passi in avanti in un percorso accidentato, ma certamente non arenato. In ultimo, appare assolutamente infondata e ingiusta l’affermazione secondo la quale si assisterebbe, in merito al temporaneo stop alla banchina Taliercio, a uno «schiaffo al territorio». Si sottolinea come, nel triennio precedente l’unificazione tra i due porti della Spezia e Marina di Carrara, l’allora autorità portuale abbia effettuato investimenti solo per un milione e 900 mila euro».

«Al contrario, a seguito dell’unificazione dei porti della Spezia e Marina di Carrara in un unico sistema, l’Adsp ha investito negli ultimi anni circa 110 milioni di euro per opere già completate o in via di completamento, come la riqualificazione del waterfront, compresa la nuova passeggiata a mare; i lavori di verticalizzazione del molo di sottoflutto e di mantenimento dei fondali; la nuova sede del corpo dei piloti del porto e altri edifici in banchina servizi; gli impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici; l’efficientamento a Led delle torri faro, ecc. Interventi che hanno contribuito ad accrescere il valore del porto di Marina di Carrara nel contesto portuale nazionale ed a migliorare l’interfaccia porto-città. Dopo questo importante piano di investimenti, l’ultima ed unica opera che rimane da completare è rappresentata dal prolungamento della banchina Taliercio. Non pare, quindi – conclude l’Adsp – che lo slittamento di pochi mesi nella realizzazione dell’infrastruttura, sia da considerarsi “immobilismo” o scarsa attenzione al territorio di riferimento del porto di Marina di Carrara».