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Fivizzano, il no unanime in Consiglio al Cpr sul territorio di Massa-Carrara
Non possiamo accettare che il nostro territorio venga associato a strutture che, nella pratica, hanno mostrato limiti profondi sul piano umano, sociale e gestionale. La dignità delle persone deve restare un principio non negoziabile
FIVIZZANO – Il Consiglio comunale di Fivizzano ha approvato all’unanimità una mozione contraria alla realizzazione di un CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) nel territorio della Provincia di Massa-Carrara ( di recente il minsitro aveva espresso la volontà di realizzarne uno sul territorio aullese scatenando tnato malumore ndr). Una decisione forte e condivisa, maturata alla luce delle numerose criticità che negli anni hanno caratterizzato la gestione dei CPR in Italia. Il Consiglio comunale ha espresso profonda preoccupazione per un modello che, troppo spesso, si è tradotto in luoghi di trattenimento segnati da condizioni degradanti, tensioni continue, carenze strutturali e compressione dei diritti fondamentali delle persone. I CPR, pur essendo strutture amministrative e non penitenziarie, sono stati più volte al centro di denunce, proteste e relazioni istituzionali che hanno evidenziato situazioni incompatibili con il rispetto della dignità umana. In molti casi, uomini e donne trattenuti all’interno di questi centri vivono condizioni di forte isolamento, precarietà sanitaria e assenza di reali percorsi di tutela, con conseguenze umane e sociali gravissime. Il Consiglio comunale ritiene che il territorio della provincia di Massa-Carrara non debba essere destinato ad ospitare strutture percepite come luoghi di detenzione, incapaci di garantire condizioni adeguate sotto il profilo umano e sociale. La sicurezza e la gestione dei fenomeni migratori non possono prescindere dal rispetto dei diritti della persona, dei principi costituzionali e dei valori fondamentali di civiltà e solidarietà. Con il voto unanime espresso in aula, tutte le forze politiche presenti hanno ribadito la volontà di opporsi all’eventuale realizzazione di un CPR nella provincia apuana, impegnando l’amministrazione comunale a rappresentare con fermezza questa posizione presso le istituzioni competenti. “Non possiamo accettare che il nostro territorio venga associato a strutture che, nella pratica, hanno mostrato limiti profondi sul piano umano, sociale e gestionale. La dignità delle persone deve restare un principio non negoziabile”, dichiara il Consiglio comunale.


