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Massa, sciopero e presidio delle cooperative sociali «per la dignità di chi si prende cura delle persone»

La manifestazione oragnizzata da Usb educatori è prevista per il 18 maggio sotto palazzo civico

MASSA – “Il 18 maggio 2026, le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali incrociano le braccia. Non è solo una protesta, è il grido di chi garantisce il benessere della comunità operando in un sistema che non riconosce né il valore professionale né i diritti minimi di chi lavora” annuncia Usb educatori sociali. “Un lavoro specializzato in un deserto di opportunità -prosegue il sindacato – Oltre alle difficoltà contrattuali, ci scontriamo quotidianamente con un territorio che offre poco: contesti inadeguati. Perché operiamo in un tessuto locale povero di contesti lavorativi e di inserimento adatti alle reali necessità dell’utente. Questa carenza di strutture e sbocchi trasforma il nostro intervento in un costante sforzo di supplenza verso le mancanze del sistema. Ancora, figura di cerniera perché non siamo semplici esecutori, ma il ponte fondamentale tra l’utente, la famiglia e i servizi. Abbiamo grande responsabilità in contesti di alta criticità, spesso senza gli strumenti idonei forniti dalle istituzioni. Infine il paradosso contrattuale perché lavorare più di quanto stabilito. Denunciamo con forza una gestione dei contratti inadeguata alle reali esigenze – contesta Usb – La differenza tra ore lavorate e ore contrattuali non è più un’eccezione dettata da un’emergenza, ma una condizione strutturale necessaria per garantire il corretto funzionamento del servizio. Molti lavoratori continuano ad avere contratti con poche ore nominali e situazioni di sotto-inquadramento che non riconoscono il lavoro effettivamente svolto. Tutto ciò comporta conseguenze pesanti: maggiore precarietà, difficoltà ad accedere a un mutuo e quindi a costruirsi un futuro stabile. Anche contributi previdenziali, malattia e festività risultano inferiori rispetto all’impegno quotidiano richiesto. Un adeguato riconoscimento economico e contrattuale significa dare il giusto valore alla professionalità e alla responsabilità che ogni giorno vengono messe a disposizione del servizio”. Il sindacato aggiunge: “Esiste poi lo scoglio della discontinuità con mesi senza reddito. È inaccettabile che chi svolge una funzione pubblica essenziale debba vivere con l’ansia del calendario: a giugno lo stipendio si ferma. Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, la carenza di lavoro pianificata lascia i lavoratori senza entrate. Non avere una fonte di reddito sicura e costante per 12 mesi l’anno impedisce di pagare affitti, mutui e di condurre una vita dignitosa. Il lavoro sociale è lavoro vero, non un riempitivo stagionale”. Esorta quindi Usb: “Basta appalti al ribasso sulla pelle dei lavoratori. Chiediamo che le istituzioni pongano fine alla logica del risparmio sui servizi alla persona. Gli appalti al massimo ribasso significano: salari inadeguati nonostante la specializzazione richiesta. responsabilità scaricate sui singoli operatori e instabilità cronica per le famiglie del nostro territorio”.

Conclude Usb: “Il 18 maggio riprendiamoci la nostra dignità. Invitiamo tutti i colleghi, le famiglie e i cittadini al presidio che si terrà sotto il Comune di Massa in data 18 Maggio per dire basta al lavoro povero”.