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|«Scuola di Cervaiolo a rischio. Dietro i numeri ci sono persone e una comunità»
Rifondazione Comunista difende il plesso di Montignoso: «Non è solo un edificio, è un presidio sociale e culturale»
MONTIGNOSO – «Senza presidi educativi non c’è comunità viva». Rifondazione Comunista di Montignoso interviene sulla vicenda della scuola di Cervaiolo, che potrebbe perdere la classe prima per la presenza di pochi iscritti. Il partito di sinistra sostiene che la questione non riguardi soltanto numeri o deroghe amministrative, ma il modo in cui si pensa il territorio e il rapporto con la comunità locale. «Sappiamo che il calo demografico è un problema reale e che gli iscritti previsti per la futura classe prima sono pochi – si legge nel comunicato –. Proprio per questo, però, riteniamo necessario interrogarsi sulle scelte compiute e su quanto la comunità montignosina sia stata realmente ascoltata».
Secondo il partito, una scuola non sarebbe solo un edificio o un servizio da distribuire secondo criteri numerici. «È un presidio sociale, educativo e culturale – afferma Rifondazione Comunista –: tiene insieme relazioni, famiglie, identità territoriali e senso di appartenenza. Allontanare bambini e bambine dalla propria comunità, costringendo le famiglie a spostarsi verso altri plessi, rischia di innescare un meccanismo a catena che può portare all’indebolimento del tessuto sociale». Il comunicato sottolinea anche la valenza storica e architettonica del plesso: la scuola di Cervaiolo è dedicata a Pietro Del Giudice ed è stata progettata dall’architetto Remo Nocchi. «Anche per questo – osserva il partito – il suo ruolo non può essere valutato solo attraverso parametri quantitativi».
Rifondazione Comunista si interroga inoltre su quale idea di valorizzazione del territorio possa conciliarsi con la progressiva delocalizzazione dei luoghi dell’istruzione. «Dopo anni in cui si è parlato di recupero degli spazi, investimenti pubblici e riqualificazione del plesso – si legge nel comunicato –, sarebbe contraddittorio vedere oggi messo in discussione proprio il suo futuro». «In una fase in cui dovremmo essere particolarmente attenti a integrazione, coesione e sicurezza sociale – prosegue il partito –, il rischio che una scuola perda classi e centralità rappresenta un segnale preoccupante. Difendere una scuola non significa ignorare le difficoltà, ma ricordare che dietro i numeri ci sono persone, relazioni e una comunità che chiede di non essere marginalizzata». «Rifondazione Comunista Montignoso – conclude il comunicato – continuerà a sostenere il diritto del territorio a mantenere vivi i propri presìdi educativi e sociali, perché senza scuole vive non esiste una comunità viva».


