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|Recuperati i tre alpinisti sulle Torri di Monzone dopo un complicato intervento
L’operazione, coordinata tra Guardia Costiera, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino e 118, si è conclusa positivamente in mattinata. I giovani avevano trascorso la notte appesi in parete dopo essersi bloccati durante la discesa in corda doppia
FIVIZZANO – Tutto è cominciato alle 23.29 di giovedì sera, quando tre giovani provenienti da Stoccolma — non inglesi come sembrava dalle prime informazioni — hanno chiamato il 112 dal cuore delle Torri di Monzone, palestra di roccia per arrampicata sportiva nel comune di Fivizzano, in Lunigiana. Bloccati durante la discesa in corda doppia della via alpinistica Casa Vianello, i tre avevano esaurito le possibilità di proseguire in autonomia.
I Vigili del Fuoco, che avevano ricevuto la chiamata di soccorso, hanno girato una scheda per conoscenza alla centrale 118 Alta Toscana, che alle 23.45 ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Toscano con la stazione Carrara e Lunigiana del Sast. Nella notte, ritrovare i tre alpinisti sulla parete buia era tutt’altro che scontato. La svolta è arrivata dall’elicottero AV 139 del Reparto Aeromobile della Guardia Costiera di Sarzana, allertato dalla Prefettura di Massa-Carrara: il velivolo ha sorvolato la zona, ha individuato i tre ragazzi e ha illuminato la parete, fornendo un riferimento fondamentale per il coordinamento dei soccorsi a terra. I giovani hanno trascorso l’intera notte appesi in parete, restando costantemente in contatto con i soccorritori.
Il dispiegamento di forze
Con la luce del giorno le operazioni sono entrate nella fase risolutiva. L’elisoccorso Pegaso ha effettuato un primo sorvolo per valutare la situazione e le possibilità di recupero dall’alto, mentre le squadre del Soccorso Alpino — mobilitate non solo dalla stazione di Carrara e Lunigiana ma anche dai tecnici delle stazioni di Massa e Querceta — hanno iniziato a risalire la via dal basso.
Poco dopo è giunto sul posto l’elicottero Drago dei Vigili del Fuoco, proveniente da Genova, con a bordo personale Saf — Speleo Alpino Fluviale — e operatori con sistemi a pilotaggio remoto per il monitoraggio della parete. Il Drago ha verricellato il proprio tecnico aerosoccorritore sulla cresta, che ha raggiunto due degli alpinisti bloccati nella parte alta della parete e li ha calati con la tecnica della corda doppia, permettendo loro di scendere con il supporto diretto del personale.
Contemporaneamente, le squadre a piedi del Soccorso Alpino hanno raggiunto il terzo componente della cordata, che si trovava in una posizione più precaria: era fermo su una cengia rocciosa. I soccorritori lo hanno raggiunto dal basso e lo hanno messo in sicurezza. Alla fine, l’elicottero Drago ha trasportato tutti e tre i giovani a valle, a Gragnola.
Le visite mediche e il rifiuto del ricovero
A Gragnola li attendevano l’automedica del 118 di Fivizzano e i volontari di due ambulanze, pronte per un eventuale trasporto in ospedale. Il medico ha visitato tutti e tre i ragazzi: nessuno presentava problematiche particolari. I tre alpinisti svedesi, stremati ma incolumi dopo una notte in parete, hanno scelto di non sottoporsi ad ulteriori accertamenti ospedalieri.



