Carrara, visita neuropsichiatrica per un bambino: appuntamento… tra qualche anno
Pedrini (M5s): «Per un bimbo in età evolutiva sei mesi sono una finestra che si chiude. E i luoghi di aggregazione restano chiusi»
CARRARA – «Mi può aiutare?». Con questa domanda una mamma ha fermato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Carrara qualche giorno fa. In mano aveva una ricetta per una visita di neuropsichiatria infantile per suo figlio, categoria «differibile»: sulla carta l’appuntamento dovrebbe arrivare entro circa sei mesi. Nella realtà, dopo settimane di telefonate e pellegrinaggi al Cup, l’unica data disponibile, spuntata grazie a una disdetta, è fissata tra qualche anno.
«Non è un caso isolato – testimonia Valeria Pedrini, responsabile area sociale M5S Carrara –. È la fotografia di un sistema che, pur dichiarando di garantire le prestazioni, di fatto le colloca in un futuro indefinito. E se per un adulto sei mesi o un anno possono essere un’attesa, per un bambino in età evolutiva sono una finestra che si chiude. Ansia, disturbi dell’apprendimento, ritiro sociale: problemi che oggi esplodono e che avrebbero bisogno di risposte tempestive, non di calendari che scivolano in avanti».
Secondo la rappresentante del Movimento, ai tempi di attesa per la neuropsichiatria si sommerebbe «lo smantellamento silenzioso dei luoghi di crescita». La biblioteca dei piccoli di Carrara è chiusa da mesi per problemi al riscaldamento. La piscina comunale, unico impianto coperto della città, è inaccessibile da tempo per lavori mai partiti davvero. Il Centro Amendola, che potrebbe essere un presidio di aggregazione per adolescenti, resterebbe sottoutilizzato.
«Sport, cultura, socialità: tutto chiuso, rimandato, sospeso. Come le visite – osserva Pedrini –. Poi ci stupiamo, leggiamo e ci lamentiamo degli adolescenti con il coltello in tasca, delle baby gang, della mala movida che ogni weekend occupa le cronache. Chiediamo sicurezza, più controlli, telecamere. Giusto. Ma è un cortocircuito: pretendiamo responsabilità da ragazzi che per anni non hanno trovato uno sportello aperto, una piscina dove sfogarsi, una biblioteca dove studiare, uno specialista che li ascoltasse in tempo».
«Non si costruisce il futuro bistrattando il presente dei più giovani – conclude la responsabile del M5S –. Non si può avere una comunità sana se l’unica risposta ai bisogni dell’infanzia è rimandarli tra qualche anno, e se i luoghi di crescita e di aggregazione per mille problemi e cavilli sono chiusi. Sono scelte, e dicono molto sulla società che stiamo diventando e sulle scelte politiche da fare».


