l'attacco
|Giro d’Italia, scuole chiuse per due giorni a Massa. Fdi critica: «Grave problema per i genitori lavoratori»
«Decisione scellerata e comunicazione tardiva. Le famiglie sono state messe con le spalle al muro senza alcuna misura di sostegno»
MASSA – Fratelli d’Italia di Massa torna nuovamente a criticare il Comune per la chiusura delle scuole «con scarso preavviso alle famiglie, mettendo così in crisi i genitori che non sanno come gestire i bambini. Secondo gli esponenti del partito, la decisione di sbarrare i cancelli di ogni ordine e grado per due giorni consecutivi, il 19 e 20 maggio, in occasione del passaggio del Giro d’Italia, rappresenta una gestione scellerata della cosa pubblica che ricade interamente sulle spalle dei cittadini».
Il nodo centrale della polemica riguarda «l’impatto sociale ed economico di tale provvedimento. Fratelli d’Italia sottolinea come la chiusura delle scuole non sia accompagnata da alcuna misura di sostegno per i genitori lavoratori, i quali non godono di permessi speciali o congedi retribuiti legati a eventi sportivi. Questa situazione costringe molte famiglie a dover ricorrere frettolosamente a soluzioni private come le baby-sitter, con costi che gravano pesantemente sui bilanci familiari, o a dover sperare nella disponibilità dei nonni, creando una palese discriminazione verso chi non ha una rete di supporto su cui contare».
Particolarmente aspro è il giudizio sui tempi della comunicazione: «Ricevere un’ordinanza di tale portata a meno di due settimane dall’evento è considerato un insulto per chi lavora. Un’amministrazione attenta alle dinamiche della vita reale avrebbe dovuto informare la cittadinanza con almeno un mese di anticipo, permettendo così la programmazione di ferie o il cambio dei turni di lavoro. Invece, la scelta della giunta ha messo i genitori con le spalle al muro, trasformando quello che dovrebbe essere un momento di festa sportiva in un vero e proprio incubo organizzativo».
Fratelli d’Italia chiede dunque «urgenti chiarimenti» e pretende che il Comune «si attivi immediatamente per trovare alternative concrete a questo uso sistematico delle chiusure scolastiche, valutando l’attivazione di presidi o servizi integrativi per chi non può restare a casa. La scuola deve essere considerata un servizio pubblico essenziale e non può essere sacrificata con leggerezza per esigenze di viabilità o di vetrina, calpestando il diritto al lavoro e la serenità delle famiglie massesi».


