Massese, crollo finale e dolorosa retrocessione: una stagione da dimenticare
Iniziano a circolare voci su una possibile fusione con il Romagnano, ipotesi ancora tutta da verificare ma che testimonia l’incertezza del momento
MASSA- La Massese chiude nel peggiore dei modi una stagione già complicata, con la retrocessione dall’Eccellenza in Promozione: un verdetto pesantissimo, il primo dal dopoguerra, che segna una delle pagine più amare della storia bianconera. Una caduta che fa rumore, non solo per il risultato sportivo, ma per come è maturata. La Massese, infatti, ieri era riuscita a portarsi in vantaggio nel primo tempo nella decisiva sfida playout contro la Larcianese, dando l’impressione di poter indirizzare la gara e conquistare la salvezza. Poi, però, il crollo. Nella ripresa la squadra ha subito la rimonta avversaria, permettendo alla Larcianese di ribaltare il risultato e conquistare una salvezza che sembrava in bilico. Un passaggio a vuoto che sintetizza perfettamente una stagione fatta di fragilità, errori e mancanza di continuità nei momenti decisivi.
Sugli spalti, il clima è diventato sempre più pesante con il passare dei minuti. Al fischio finale, la delusione si è trasformata in rabbia: momenti di tensione tra alcuni tifosi e forze dell’ordine hanno chiuso una giornata già carica di amarezza. La stagione era iniziata tra mille difficoltà societarie, con il passaggio tecnico da Marselli a Pantera e una gestione complessa che ha inevitabilmente inciso anche sul campo. Problemi strutturali che, alla lunga, hanno presentato il conto.
Ora si apre una fase delicata: quella della ricostruzione. Servirà resettare, riorganizzare e ripartire con basi più solide. Intanto iniziano a circolare voci su una possibile fusione con il Romagnano, ipotesi ancora tutta da verificare ma che testimonia l’incertezza del momento. Il futuro immediato vedrà la Massese affrontare un campionato di Promozione tutt’altro che semplice, con derby sentiti contro Carrarese Giovani, Montignoso e San Marco Avenza.
La strada per risalire sarà lunga e complicata. Ma per una piazza come Massa, ferita ma appassionata, il punto di ripartenza non può che essere uno solo: ricostruire con serietà per tornare dove la storia impone.


