il tour
|Giani ad Aulla per sopralluoghi e inaugurazioni. E torna sul suo «no» al Cpr
Il presidente della Regione: «La Lunigiana va valorizzata, non penalizzata»
AULLA – Giornata sul territorio per il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che oggi ha fatto tappa ad Aulla (Massa-Carrara) per una serie di visite istituzionali. Dai lavori nel centro cittadino fino alle frazioni, il filo conduttore è stato quello della ricostruzione e della riqualificazione, a partire dal nuovo salone polifunzionale in fase di realizzazione sotto il palazzo civico, destinato a sostituire il cinema distrutto dall’alluvione del 2011. «Bene i lavori dell’auditorium, è l’ultima delle grandi opere per poter dire di aver risistemato ciò che era stato devastato dall’alluvione del 2011 – ha dichiarato Giani – Bene anche la palestra che abbiamo inaugurato e ciò che andremo a fare ad Albiano. Sono tutti interventi importanti che danno impulso a un territorio straordinario».
Spazio anche alla scuola, con l’inaugurazione della palestra di Serricciolo accolta dall’entusiasmo degli studenti, e ad Albiano Magra, dove è stata posata la prima pietra dei nuovi spogliatoi della struttura scolastica, finanziati dalla Regione.
Ma la visita è stata segnata soprattutto dal passaggio a Pallerone, nell’area ex Cjmeco indicata per la possibile realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri. Da lì, il presidente ha preso posizione in modo netto: «Ho voluto vedere personalmente il sito del presunto Cpr, perché secondo me è una scelta assurda e mi opporrò con tutte le mie forze affinché non venga fatto questo sacrilegio alla Lunigiana. Qui stiamo lavorando per valorizzare il territorio anche sul piano turistico, lungo una direttrice che collega Aulla a Fosdinovo, verso luoghi come il bellissimo Castello di Ponzanello. La Lunigiana va valorizzata, non penalizzata».
Contrarietà condivisa dal sindaco di Aulla Roberto Valettini: «Un supporto importante quello della Regione, ma sul Cpr abbiamo già espresso il nostro no, senza se e senza ma. Una contrarietà motivata non solo da ragioni culturali e sociali, ma anche tecniche, in quanto l’area è inidonea per spazi insufficienti, vicinanza alle abitazioni e destinazione urbanistica non compatibile. L’amministrazione è pronta a ricorrere al Tar e al Consiglio di Stato, faremo tutto quello che sarà necessario perché è una scelta scellerata per Pallerone e per tutta la Lunigiana».


