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«Pontile pronto entro il 2027, sorgerà dove era e come era. Con gli 8,5 milioni saremo più forti nel trattare con l’assicurazione»

Il primo cittadino: «Salvini, Barabotti e i senatori della Lega hanno capito che questa era un’emergenza, una ferita al territorio». L’onorevole: « Il sindaco Persiani non percepirà alcun emolumento per l’incarico e la responsabilità di commissario straordinario».

MASSA – Il nuovo pontile sarà pronto entro la fine del 2027. Con gli 8,5milioni che grazie alla Lega sono stati inseriti sotto forma di emendamento nel testo del Decreto Commissari passato due giorni fa al Senato in una corsa contro il tempo (alla Camera, su cui come al Senato verrà posta la fiducia, sarà approvato entro il 10 maggio) sarà centrato l’obiettivo di restituire a Massa il suo pontile, dopo il disastroso incidente del 28 gennaio 2025 quando un cargo di 100 metri si schiantò contro la struttura iconica di Marina di Massa. “Come promesso”, sottolineano all’unisono in conferenza stampa a Villa Cuturi i vertici locali del Carroccio, i suoi consiglieri comunali e soprattutto l’onorevole Andrea Barabotti e il sindaco Francesco Persiani nominato, con lo stesso emendamento, commissario straordinario. Gli uomini chiave dell’operazione ‘andata in porto’ sono loro tre: il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il deputato Andrea Barabotti e il sindaco Francesco Persiani. Ma in realtà, sostengono i tre artefici dell’impresa, è stata tutta la squadra della Lega, militanti inclusi, a guadagnarsi questo merito. “Abbiamo fatto rete” sottolineano sia Barabotti che Persiani, mentre Salvini manda un video messaggio. Grazie all’emendamento inserito e approvato potrà partire immediatamente la fase della progettazione che durerà per tutto il 2026 e che dovrebbe aiutare a capire la portata di quello che sarà l’intervento e quali saranno le difficoltà maggiori. Per questa fase serviranno 1,050 milioni. Nei primi mesi del 2027 avrà luogo la progettazione esecutiva e poi l’affidamento, per infine partire con i lavori veri e propri che in meno di un anno realizzeranno il nuovo pontile. “Sorgerà là dov’era e come era” dichiara Barabotti. Per quest’ultima fase serviranno 7,520 milioni. In merito al denaro anticipato dal Ministero Andrea Barabotti mette le mani avanti e blocca sul nascere ogni protesta. “Non faremo nessun regalo all’armatore e al proprietario, a chi ha buttato giù il pontile– parla alla sala colma di pubblico – l’assicurazione dovrà pagare tutto altrimenti l’amministrazione, con la fianco lo Stato, passerà alle vie legali”. Sul ruolo di Francesco Persiani in qualità di commissario, Barabotti mette i puntini sulle i: “Si assume questa responsabilità senza ricevere alcun compenso o gettone o rimborso spese. Resterà in carica fino al completamento dei lavori e avrà la diretta possibilità di interloquire con tutti gli enti del governo e del demanio”. Considerato che il pontile è un bene demaniale dato in concessione al Comune. Barabotti si è guadagnato infine un sentito applauso quando ringraziando il partito della Lega, a partire dai senatori del Carroccio, con i quali si è interfacciato trovando sponda per il passaggio di tutta la documentazione in relazione all’iter iniziato al Senato per l’appunto e ringraziando il sottosegretario Edoardo Rixi che in qualità di esponente del Governo ha seguito il provvedimento, ha detto rivolgendosi ai tanti militanti in sala: “Questo risultato è il frutto di un lavoro di squadra. Barabotti senza tutte queste persone non sarebbe stato in grado di fare quello che ha fatto”. Sorridono Persiani e Barabotti, ringraziando per lo sforzo straordinario anche gli uffici, ritrovatisi a preparare documenti in orari improbabili. Ancor meglio nel dettaglio scende il sindaco soprattutto in riferimento ai processi giudiziari in corso. Racconta anche l’immediato attivarsi dell’amministrazione che non ha mai dormito sugli allori, avendo potuto notificare all’esecutivo un accertamento tecnico preventivo, deciso subito nell’immediatezza del fatto nominando alcuni consulenti per capire le responsabilità nautiche e ottenendo così una prima valutazione del danno. E’ proprio in base a questa relazione ‘anticipata’ che si sono potuti inviare documenti precisi all’esecutivo e chiedere il finanziamento dell’importo necessario. “Questi 8 milioni non nascono a caso” sottolinea Persiani ripercorrendo le varie fasi susseguitesi dopo il 28 gennaio 2025. Come la fase della rimozione della Guang Rong, il cargo piombato sul pontile e portato via nel dicembre scorso: “Sono state operazioni complesse- ha ribadito il sindaco- poi c’è stata la giornata del 2 ottobre 2025 quando il vicepremier e ministro Salvini mi ha chiamato a Roma e io gli ho portato la documentazione in cui era indicato quanto fosse necessario per la ricostruzione del pontile. In quell’occasione mi disse che ci avrebbe dato una mano. Poi il 7 ottobre è venuto a Massa e ha promesso che il Governo si sarebbe impegnato per il pontile”. Sono passati mesi da quel giorno ma Persiani, dice in sala, non ha mai dubitato che il governo avrebbe mantenuto fede alla promessa. “Abbiamo un onorevole, Barabotti – si è complimentato -, che ha dimostrato cosa significhi essere deputato: lavoro, impegno e incidere. Salvini, Barabotti e i senatori della Lega hanno capito che questa era un’emergenza, una ferita al territorio. Tutto ha funzionato bene perché abbiamo fatto rete. Ognuno ha saputo compiere bene il proprio tratto di percorso. Abbiamo davvero una struttura comunale forte e salda”. Venendo alla parte tecnico-giuridica, il sindaco ha illustrato alcuni aspetti. Il pontile è rimasto danneggiato nella sua parte finale: la rotonda che ha ceduto ed è finita a testa in giù con i piloni che spuntano verso l’alto e l’ultima campata del pontile. Il resto non ha subito conseguenze. Quandi adesso si dovrà procedere con la rimozione dei detriti della parte del pontile che ha ceduto e poi la ricostruzione ma solo di quella parte lesionata. “Ci sono due processi in corso, uno civile per il risarcimento di cui siamo parte e uno parallelo penale per il quale non abbiamo interesse a partecipare – ha descritto la situazione legale il sindaco -. Armatore e proprietario sono ciprioti mentre l’assicurazione è inglese e ha grandi capacità finanziarie ma risponde per i danni materiali, come può essere il pontile, con dei massimali, dei limiti oltre i quali non risarcisce mentre i massimali non ci sono per danni su persone e per danni ambientali. Infatti per bonificare in seguito all’impatto della nave ha speso ben 15milioni di euro. E quindi ora ci oppone questi massimali. Inoltre dagli accertamenti è emerso che i detriti del pontile rappresentano un danno ambientale ma l’assicurazione sta cercando di sottrarsi dal pagare le operazioni di bonifica affermando che ha portato via la nave e questo sarebbe sufficiente. Data la situazione, con queste risorse che arrivano sono più tranquillo e sono in grado di confrontarmi con l’assicurazione senza sentirmi con l’acqua alla gola e senza dover per forza accettare qualsiasi importo”. “Abbiamo attivato la fiera della concretezza- commenta anche il commissario provinciale della Lega Andrea Tosi in conferenza – con lo sblocco di questa somma abbiamo evitato che il pontile finisse nel dimenticatoio”. “Non era scontato che dal governo arrivassero 8,5milioni, a Massa la Lega ha avuto la forza di far valere le proprie posizioni anche grazie a un gruppo consiliare unito” ha chiosato Filippo Frugoli capogruppo della Lega. E poi c’è il vicesindaco Andrea Cella che si toglie qualche sassolino dalla scarpa per via delle polemiche che hanno preso di mira il suo profilo social: “Il tempo delle chiacchiere è finito, qua c’è un’amministrazione che lavora”.