A Carrara arriva il ‘Patto per la buona movida’: speciali ‘guardiani’, più turni della Polizia Municipale e il ‘bollino’ per i locali
Lo scopo è quello di delineare un modello di integrazione e cooperazione tra amministrazione comunale, forze dell’ordine, associazioni di categoria, esercenti, pro loco e tutti i diversi attori del territorio per promuovere pratiche di coesione civile e sociale
CARRARA – Li potremmo definire come una specie di «guardiani della movida» anche se a un nome specifico l’amministrazione comunale non ha ancora pensato: saranno almeno sei su Marina di Carrara presenti nei weekend estivi (si partirà a metà maggio) a cui poi si aggiungeranno altri per il centro di Carrara nelle serate delle iniziative. Mentre su Avenza, hanno spiegato in conferenza la sindaca Serena Arrighi e l’assessore Gianmaria Nardi, il problema non è legato alla movida e per questo si stanno orientando, come è noto, verso altre soluzioni come il presidio della polizia locale.
Saranno figure formate appositamente con il compito di mediare tra i ragazzi e le forze dell’ordine, segnalando problemi e diventando un punto di riferimento per chi frequenta il quadrilatero della movida marinella. Verranno implementati inoltre gli orari per la polizia locale con un maggior numero di turni serali, proprio con l’intento di alleggerire il grande lavoro che grava sulle forze dell’ordine. Non solo, un’altra misura contemplata dal «Patto per la buona movida» che sarà siglata presso la prefettura dalle varie forze in campo e di cui l’amministrazione carrarese si è fatta promotrice, ci sarà un bollino di «garanzia» rilasciato a quegli esercizi virtuosi che rispetteranno le regole e le ordinanze e firmatari del patto.
Sulla scia dei fatti tragici di Massa che hanno visto l’uccisione di un uomo da parte di alcuni giovani nel centro cittadino e dopo il provvedimento di chiusura anticipata dei locali, l’amministrazione carrarese ha deciso di proporre una iniziativa incardinata sulla collaborazione con tutte le realtà coinvolte nella movida. La filosofia di sindaca e assessore è: più luci accese, più controlli, più decoro per una città più bella e più sicura e un’estate tutta da vivere. È questa la proposta del comune di Carrara di un «Patto per la buona movida». Scopo del patto è quello di delineare un modello di integrazione e cooperazione tra amministrazione comunale, forze dell’ordine, associazioni di categoria, esercenti, pro loco e tutti i diversi attori del territorio per promuovere pratiche comuni finalizzate a migliorare le condizioni di vivibilità, di coesione civile e sociale nelle diverse aree della città che ospitano la vita notturna.
Tra i soggetti a cui è stata proposto il patto ci sono Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Nausicaa S.p.A., RetiAmbiente Carrara, consulta comunale giovani, ufficio scolastico territoriale, Coni e abbiamo intenzione di coinvolgere l’Asl, tutto ovviamente sotto l’egida della prefettura e il coinvolgimento delle forze dell’ordine.
«Ogni luce accesa è il miglior antidoto a incuria e degrado – dice la sindaca di Carrara Serena Arrighi –. All’indomani dei tragici fatti di Massa, come amministrazione comunale ci siamo fatti promotori di un percorso condiviso con aziende partecipate, forze dell’ordine, associazioni di categoria e singoli esercenti per comprendere e gestire le problematiche legate alla movida e avviare un processo virtuoso che permetta alle attività di crescere, aumentando le ricadute positive per tutto il territorio. Questo percorso si concretizzerà con la sottoscrizione di un “Patto per la buona movida”. La bozza del patto è stata già presentata ai vari soggetti interessati e nei prossimi giorni sarà esaminato dalle commissioni consiliari, infine sarà siglato in prefettura con l’obiettivo di fare sì che diventi uno strumento in grado di ripristinare condizioni di normalità lavorativa in un contesto più sicuro».
«Il territorio di Carrara è per sua natura eterogeneo e così lo è anche la sua movida con profonde differenze sia per tipologia di pubblico che per numero di presenze tra il centro storico e il litorale. Pur in contesti diversi, tuttavia, i problemi sono gli stessi: schiamazzi oltre l’orario di chiusura, abuso di alcol anche da parte di minori fino a veri e propri eccessi che possono degenerare in vandalismo e violenza tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine – spiega l’assessore al commercio Gianmaria Nardi –. Partendo da questa presa di coscienza tutti i firmatari di questo patto siamo concordi nel ritenere che misure restrittive all’attività degli esercizi commerciali rappresentino, sul lungo periodo, una sconfitta per tutto il territorio. Un locale che chiude prima significa non solo meno lavoro per gestori e dipendenti, ma anche e soprattutto meno presidio della città, significa strade deserte, meno illuminazione e di conseguenza maggiore insicurezza. L’obiettivo di questo “Patto per la buona movida” vuole dunque essere quello di coinvolgere il territorio facendo sì che tutti i soggetti diano il proprio contributo per promuovere un modo responsabile di vivere la città. Per chi sottoscriverà il patto ci sarà poi un “bollino” che certificherà l’adesione da parte del singolo locale e il suo impegno a realizzare le varie azioni previste».
Aggiunge l’assessore in merito a questa nuova figura che controllerà le aree di movida: «Abbiamo pensato di usare uno strumento che in Emilia-Romagna è normato per legge, uno strumento nuovo, una figura a metà tra coloro che lavorano nei locali per la sicurezza ma anche un animatore che è in grado di segnalare i problemi, fare un lavoro di mediazione».
Sono diversi gli obiettivi del Patto per la buona movida. Si parte, anzitutto, dal rispetto delle buone pratiche commerciali, dei divieti e delle prescrizioni accompagnato da una riduzione del consumo di alcol. Per fare ciò il comune si impegna a potenziare il numero di agenti di polizia locale presenti sul territorio nelle aree della movida, ma allo stesso tempo intende attivare, grazie a uno stanziamento di 60mila euro, un servizio di tutoraggio privato che agisca come primo strumento di presidio del territorio e di verifica dei comportamenti non corretti. Il «Patto per la buona movida» affronta però anche molti altri aspetti. Tra questi, per esempio, è previsto che tutti i soggetti del patto si impegnino a diffondere tra esercenti e cittadini una più forte e radicata cultura della segnalazione. Verranno pertanto attivate iniziative di sensibilizzazione sul tema, con il coinvolgimento della consulta giovani comunale e l’ufficio scolastico territoriale. Sul fronte del decoro il comune si impegnerà al potenziamento dell’illuminazione e all’aumentare il numero dei cestini, gli esercenti si impegneranno invece al rispetto delle norme di conferimento dei rifiuti e a garantire l’apertura e il funzionamento dei servizi igienici durante l’orario di apertura.

