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Marina di Carrara, la Pro Loco contro il ‘coprifuoco’: «Chiudere i locali non spegne il degrado»
(archivio)

«Proprio la scorsa notte – tra sabato e domenica – a locali chiusi, intorno alle 2, ignoti si sono introdotti nel giardino di un residente, urinando e danneggiando proprietà. I controlli? Assenti»

MARINA DI CARRARA – «Marina di Carrara rischia di diventare una città buia. Non solo per le luci che si spengono prima, ma per una visione miope che confonde la sicurezza con il silenzio forzato. L’idea che anticipare la chiusura dei locali alle 00:30 possa ridurre la criminalità è, nei fatti, smentita dalla realtà. La sicurezza non nasce dal vuoto, ma dalla presenza: dove ci sono persone, lavoro, luce e attività, c’è controllo. Dove si spegne tutto, restano solo strade deserte e terreno fertile per chi le regole non le rispetta». Così interviene la Pro Loco Marina mare, a commento delle recenti restrizioni alla movida decise dalla Prefettura di Massa-Carrara dopo il tragico fatto accaduto nel centro di Massa dove è stato ucciso i 47enne Giacomo Bongiorni.

«Non è teoria: è cronaca. Proprio la scorsa notte – tra sabato e domenica – a locali chiusi, intorno alle 2, ignoti si sono introdotti nel giardino di un residente, urinando e danneggiando proprietà. I controlli? Assenti. Questo dimostra con chiarezza che il problema non è l’orario dei locali, ma l’assenza di presidio del territorio. Si sta colpendo la parte sana della città: imprenditori, lavoratori e famiglie che tengono viva Marina di Carrara, soprattutto in una fase cruciale della stagione. Il ponte del 25 aprile e quello del 1° maggio – evidenziano dall’associazione – rappresentano momenti fondamentali per l’economia locale, già fragile. Questa decisione ha fatto saltare incassi, compromesso programmazioni e messo in difficoltà chi investe e lavora onestamente».

«E mentre i locali, che pagano il suolo pubblico e rispettano regole sempre più stringenti (fino all’obbligo di ritirare sedie e arredi in anticipo), vengono penalizzati, chi crea problemi resta libero di agire indisturbato. La sicurezza si costruisce in un altro modo: con controlli veri, continui, visibili. Con la presenza delle forze dell’ordine nelle strade e con strumenti concreti come daspo urbani, sanzioni efficaci e interventi tempestivi. Nelle grandi città si parla perfino di supporto dell’Esercito: qui, invece, si sceglie la strada più semplice e meno efficace, quella dei divieti generalizzati».

«Una città turistica non può essere trattata come un problema da spegnere. Marina di Carrara ha bisogno di essere vissuta, non svuotata. Ha bisogno di sicurezza vera, non di provvedimenti che danno l’illusione del controllo mentre indeboliscono il tessuto economico e sociale. La tragedia che ha colpito la comunità non può diventare il pretesto per misure che non affrontano le cause reali del problema. Servono risposte serie, non scorciatoie. Perché una città viva è una città più sicura. E spegnere le luci – conclude la Pro Loco – non ha mai fermato il buio».