Porto, erosione e non solo. L’associazione ‘Amare Marina’ critica la sindaca Arrighi: «Amministrazione miope»
L’associazione accusa: «L’ampliamento dello scalo minaccia la sicurezza idraulica del Carrione e la salute dei cittadini. La politica ignora l’inquinamento e il caos dei Tir sui viali a mare»
MARINA DI CARRARA – «Ancora una volta ci duole constatare che amministratori e politici carraresi, quando parlano del porto di Marina di Carrara, dimenticano del tutto i danni che l’espansione portuale sta portando a Marina di Carrara, ovvero a Carrara, non solo alla Versilia». Inizia così la dura nota dell’associazione AmareMarina, che contesta le recenti dichiarazioni della sindaca Serena Arrighi sulla gestione dello scalo (qui).
«Ci viene il dubbio che queste persone questo territorio, e soprattutto la costa, non lo conoscano affatto. È ormai acclarato che il porto di Marina di Carrara impatta sulle dinamiche marine provocando erosione delle spiagge da Marina di Massa a Viareggio. Ma il problema sussiste anche alla foce del Carrione, che si vuole costringere in un imbuto con la realizzazione di tre nuove banchine. L’alluvione del 2014 la ricordiamo tutti, così come ricordiamo che per fare defluire le acque fu necessario abbattere i muretti portuali».
Degrado e traffico pesante
L’associazione punta il dito contro l’impatto visivo e logistico dell’infrastruttura: «Lo stato di devastazione della zona dal porto fino alla Partaccia è una cartolina di benvenuto fatta di container alti cinque piani e moduli giganteschi. I mezzi che provengono da La Spezia o Santo Stefano di Magra dovrebbero utilizzare l’autostrada e uscire al casello di Massa, invece passano dall’Aurelia e dai viali a mare per risparmiare sul pedaggio. Con il restringimento della carreggiata per la ciclabile a Marinella – Fossa Maestra, sarà pericolosissimo far convivere auto e Tir, ma questo non interessa a nessuno».
L’appello alla prima cittadina
Secondo AmareMarina, l’amministrazione non starebbe tutelando adeguatamente i propri cittadini: «Si persevera sulla ricaduta occupazionale nonostante non ci siano dati oggettivi. Ricordiamo alla sindaca Arrighi che il suo compito è tutelare la salute e l’integrità dei carraresi. Al tavolo tecnico dovrebbe portare il problema dell’inquinamento atmosferico e acustico, e il rischio che l’ampliamento alla foce del Carrione mandi sott’acqua l’abitato di Marina di Carrara».
In conclusione, l’associazione critica la scelta di non partecipare direttamente ai confronti pubblici: «Non comprendiamo il comunicato dell’amministrazione volto a confutare i dati emersi dal tavolo tecnico di Forte dei Marmi. Ci sembra che, ogni volta invitata, la sindaca preferisca evitare un confronto diretto. Forse perché difendere l’indifendibile sarebbe insostenibile?».


