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«No» al Cpr ad Aulla: lunedì sera presidio sotto il Comune. Cgil: «No a questi centri né qui né altrove»
Il Comune di Aulla (archivio)

Il segretario Del Vecchio: «La destra usa i migranti per nascondere i fallimenti su lavoro e salari. Chi amministra chiarisca se la sua è una posizione tecnica o di principio»

AULLA – «Mentre il centrodestra lunigianese e Forza Italia a livello regionale scelgono la strada Nimby (Not In My Back Yard, «non nel mio giardino») – elettorale per alcuni, verrebbe da pensare – noi ribadiamo invece, con coerenza e tenendo fede ai nostri principi e ai nostri valori, che i Cpr non li abbiamo mai voluti e non li vogliamo in nessun luogo, perché calpestano la dignità umana, come ricordava anche papa Francesco». Così il segretario della Cgil di Massa-Carrara, Nicola Del Vecchio, che interviene nel dibattito sull’ipotesi di insediare un Cpr, centro di permanenza per rimpatri, a Pallerone di Aulla. «Proprio per questo come Cgil di Massa-Carrara aderiamo convintamente al presidio che si terrà domani, lunedì 27 aprile, alle ore 20:45 sotto il Comune di Aulla e invitiamo tutte e tutti a partecipare».

«In quel contesto – prosegue il sindacalista – chiederemo chiarezza, perché chi amministra ha il dovere di esprimere le proprie posizioni senza ambiguità: il sindaco Valettini e la maggioranza che lo sostiene sono contro un Cpr ad Aulla perché quelli che la destra evidentemente ritiene scarti umani devono restare lontani dal proprio territorio, o sono contrari a luoghi dove vengono negati diritti e dignità? La differenza non è per nulla banale. Noi non abbiamo dubbi: un Cpr non deve essere fatto né ad Aulla né altrove. La nostra è una contrarietà netta e convinta in qualsiasi zona della nostra provincia, della nostra regione e del nostro Paese. Il motivo è semplice: i Cie prima e i Cpr adesso sono luoghi dove viene calpestata la dignità umana».

«La destra invece, ogni volta che ci avviciniamo alle elezioni, sembra un disco rotto: torna a parlare di migranti e invasione secondo una strumentale narrazione securitaria. È così che provano a distogliere l’attenzione dei cittadini dai loro fallimenti, come il referendum Meloni-Nordio, e dalla loro incapacità di dare risposte vere ai problemi delle persone, a partire dal lavoro, dai salari e dalla precarietà. Si parla di nuovi Cpr dopo altri fallimenti su questi temi, come i centri in Albania. La vera sicurezza nasce dal contrasto alle povertà e alle marginalità, dalla coesione sociale. Invece ogni volta provano a percorrere la via più breve, innescando la guerra tra ultimi e penultimi e alimentando pregiudizi. Ma le italiane e gli italiani sono stanchi di farsi prendere in giro: lo hanno dimostrato anche un mese fa difendendo la nostra Costituzione. E siamo certi – conclude Del Vecchio – che non si faranno ingannare neppure stavolta sui Cpr, che non aumentano la sicurezza dei cittadini mentre umiliano la dignità delle persone detenute».