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Movida, Fdi critica le restrizioni: «Le piazze vanno riempite di qualità, non svuotate»
Il luogo dell’omicidio

Il coordinamento comunale contro le restrizioni indiscriminate: «La sicurezza non può essere sinonimo di divieti per chi lavora»

MASSA – «Dopo i tragici fatti, la risposta delle istituzioni è stata immediata: controlli, zone a vigilanza rafforzata, limitazioni sugli orari e sulla vendita di alcol. Una reazione comprensibile, almeno nelle intenzioni: dare un segnale, ristabilire ordine, prevenire altri episodi. Tuttavia, si tratta di una scelta che rischia di penalizzare gli esercenti e svuotare il centro della nostra città, lasciandolo in preda a quella “mala movida” che genera schiamazzi, degrado e problemi di ordine pubblico». Interviene così il coordinamento comunale di Fratelli d’Italia sulle recenti misure restrittive introdotte dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica nelle scorse settimane in seguito all’omicidio di Giacomo Bongiorni.

«Il vero tema, oltre che dal punto di vista culturale, non è quello di svuotare le piazze ma riempirle con qualità. Le famiglie e i ragazzi che vogliono realmente divertirsi devono tornare a essere i protagonisti di una sana movida che rispetti le esigenze dei residenti e degli esercenti. Se da una parte il governo, con il susseguirsi di provvedimenti, cerca di ampliare i poteri per impedire episodi di insicurezza, dall’altro compito delle istituzioni, insieme alle categorie dei commercianti ed esercenti, è quello di realizzare un’offerta capace di attrarre la parte sana della città. La sicurezza – proseguono da Fdi – non può essere sinonimo di restrizione della libertà. Non può significare che, per evitare il rischio, si debba ridurre lo spazio della vita normale. Una città non è sicura quando è vuota, silenziosa o chiusa in anticipo; è sicura quando è vissuta, presidiata e attraversata da persone che si sentono libere».

«La differenza vera si gioca su un piano più profondo: quello culturale. Se non si interviene sulle cause e sui comportamenti, si continuerà a rincorrere le emergenze senza mai risolverle. Serve una risposta forte, capace di rimettere al centro il valore della convivenza e del limite. È lì che si costruisce una sicurezza duratura, non nelle ordinanze temporanee. Il punto resta fermo: la sicurezza non può essere scaricata su chi lavora e su chi vive onestamente. Non può trasformarsi in una serie di divieti che colpiscono indistintamente tutti, mentre chi crea problemi resta, di fatto, un passo avanti. La strada deve essere un’altra: colpire chi sbaglia, proteggere chi rispetta le regole».

«Ben venga una presenza forte e visibile delle forze dell’ordine, insieme a controlli mirati e prevenzione concreta, ma senza arretrare sul terreno della libertà. Una famiglia deve poter uscire senza paura e un commerciante deve poter lavorare senza essere penalizzato. Se per sentirsi più sicuri si accetta di restringere tutto questo, allora bisogna avere il coraggio di dirlo: non è la delinquenza che sta arretrando. Per questo – conclude il partito di Giorgia Meloni – chiediamo che venga convocato al più presto un tavolo dalla Prefettura affinché, tutti insieme, categorie e rappresentanti del territorio e delle istituzioni trovino la strada più opportuna da percorrere».