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Ecco ‘Accademia Provinciale’, la residenza d’artista che trasforma la Lunigiana in una ‘scuola diffusa’

Il progetto è reso possibile grazie al finanziamento della Regione Toscana attraverso il programma Fse 2021-2027 a sostegno dell’occupazione nei beni culturali e nell’arte contemporanea

CARRARA – Un progetto ambizioso che unisce alta formazione, rigenerazione territoriale e occupazione giovanile. È stato presentato presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara l’open call di «Accademia Provinciale – Residenze d’Artista». L’open call, che sarà pubblicata il 27 aprile, è la procedura di selezione rivolta ad artisti e creativi per partecipare a un progetto, che in questo caso prende vita grazie a finanziamenti regionali. L’iniziativa, cofinanziata dall’Unione Europea tramite il Pr Fse+ Toscana 2021-2027 e sostenuta da Giovanisì – Regione Toscana, segna un punto di svolta per le politiche culturali del territorio. Il progetto è promosso dal comune di Mulazzo, ente capofila, in partenariato con l’unione di comuni montana Lunigiana e il Gal consorzio Lunigiana, con la collaborazione scientifica e curatoriale del collettivo multidisciplinare Provinciale 11.

Un modello innovativo di formazione. «Accademia Provinciale» non è una semplice residenza, ma un laboratorio sperimentale della durata di sei mesi rivolto a 10 giovani artisti e curatori under 35. Attraverso un modello di «scuola diffusa», i partecipanti vivranno un’esperienza di coabitazione e produzione artistica radicata nel contesto rurale, dividendo le proprie attività tra il borgo di Mulazzo e il convento degli Agostiniani di Fivizzano. L’obiettivo centrale è contrastare la precarietà del settore artistico fornendo competenze ibride e tecnico-curatoriali immediatamente spendibili nel mercato del lavoro contemporaneo. Il percorso prevede: formazione teorico-pratica su temi quali ecologia, curatela situata e progettazione culturale; mentoring personalizzato con docenti e artisti di rilievo internazionale; esplorazione territoriale con visite guidate al centro Pecci, alle cave di marmo e al museo delle statue stele; restituzione pubblica finale con una mostra collettiva e la pubblicazione di un catalogo bilingue.

A fare gli onori di casa in occasione della presentazione del progetto presso palazzo del Principe sono stati la presidente dell’Accademia di Belle Arti Cinzia Monteverdi e il direttore Marco Baudinelli. «Per l’Accademia di Belle Arti oltre a essere un piacere è un dovere appoggiare progetti come questi capaci di fare sistema e di fare rete» – ha commentato Cinzia Monteverdi sottolineando il respiro internazionale del percorso formativo – «l’Accademia è aperta e si mette a disposizione».

«Con “Accademia Provinciale” – ha dichiarato in conferenza Claudio Novoa, sindaco di Mulazzo, ponendo l’accento su come il progetto avrà comunque ricadute su tutto il territorio lunigianese – facciamo un passo decisivo nel percorso di valorizzazione dei territori marginali iniziato con Lunigiana Land Art e proseguito con l’Ellisse e le panchine dorate di Massimo Uberti, il progetto “Io come Natura” di Virginia Zanetti, e Raccolti 2024 e 2025 di P11, reso possibile grazie alla sinergia con la fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Non ci limitiamo a ospitare artisti, ma creiamo una vera e propria “scuola diffusa” che trasforma i nostri borghi in laboratori di produzione culturale. Il nostro obiettivo è dimostrare che l’arte contemporanea può essere un motore concreto di rigenerazione e un’opportunità di lavoro reale per le nuove generazioni, offrendo ai giovani quegli strumenti tecnici e curatoriali necessari per essere competitivi nel mercato culturale odierno».

Il problema dello spopolamento e della migrazione studentesca in Lunigiana è la preoccupazione di Annalisa Folloni, presidente dell’unione di comuni montana Lunigiana, che ha messo a fuoco alcune caratteristiche del progetto che si propone anche di contrastare questi fenomeni augurandosi continuità e un seguito: «Questo progetto rappresenta un’eccellenza nella governance culturale di area vasta. Grazie alla collaborazione tra comuni, accademie e collettivi internazionali, riusciamo a offrire ai giovani artisti un’immersione totale nel nostro tessuto sociale ed economico. La Lunigiana non è solo una cornice, ma un soggetto attivo con cui i partecipanti dialogheranno per sei mesi, sviluppando competenze ibride che spaziano dalla sostenibilità ambientale alla progettazione territoriale». Il merito di aver presentato il progetto in regione va al Gal consorzio Lunigiana, il cui presidente Roberto Galassi ha evidenziato: «Il Gal sostiene con forza questa iniziativa perché incarna perfettamente la nostra missione: la valorizzazione integrata delle risorse locali. Crediamo nel legame indissolubile tra cultura, sviluppo rurale e rigenerazione. “Accademia Provinciale” stimola un’economia della conoscenza che parte dalle nostre radici — dal lavoro degli artigiani alle peculiarità geologiche delle cave e dei boschi — per proiettarle in una dimensione internazionale e innovativa».

A cofinanziare «Accademia Provinciale» è la fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Enrico Isoppi in conferenza argomenta convintamente le ragioni del coinvolgimento dell’ente di cui è presidente: «La Lunigiana è un territorio importante per storia e bellezza e possiede le maggiori potenzialità di sviluppo in ambito turistico economico rispetto ad altri. Un progetto che richiama l’Accademia non poteva che nascere qui in Accademia di Belle Arti, capace di mettere insieme non solo i territori comunali ma anche le istituzioni. Noi ci abbiamo creduto e abbiamo fatto squadra».

Accademia Provinciale. In che modo si incontra un territorio che non ci appartiene? Quando si appartiene a un territorio, a una terra, a un suolo? In che modo le pratiche artistiche possono emergere in relazione a un ambiente senza riprodurre modalità di coinvolgimento estrattive o strumentali?

L’open call sarà pubblicata il 27 aprile 2026. Accademia Provinciale è una residenza estesa per artisti/artiste e curatori/curatrici, concepita come programma di apprendimento non formale, articolata in due edizioni parallele, in programma da agosto 2026 a gennaio 2027. Il board di selezione è formato da Alberte Agerskov, Arnold Braho, Emanuele Caprioli, Carolina Merlo, Ludovico Orombelli e Paola Shiamtani. Come progetto di apprendimento partecipato, Accademia Provinciale favorisce l’incontro tra artisti/artiste under 35 e docenti con esperienza in ambito scientifico, artistico e filosofico, per l’articolazione di pratiche site-specific in relazione al territorio della Lunigiana. A spiegare i contenuti del programma in conferenza sono due membri del collettivo Provinciale 11: Emanuele Caprioli e Ludovico Orombelli. Ma prima di entrare nel dettaglio del progetto e della sua organizzazione didattico-formativa, merita una descrizione del collettivo su cui fa perno il progetto.

Provinciale 11. Provinciale 11 è un collettivo interdisciplinare che immagina modelli culturali decentralizzati attraverso l’esercizio della scrittura, della curatela e delle arti visive. Con i suoi nove membri provenienti dall’Italia, dall’Albania, da Cipro e dalla Danimarca, si interroga sulle modalità con cui condurre ricerche artistiche individuali e collettive in terre lontane dalla propria. Attraverso residenze, letture pubbliche, simposi e mostre, in Lunigiana e in altri luoghi, il collettivo fonda le proprie attività sull’ascolto e sul dialogo, spesso lasciandosi accompagnare dalle prospettive di figure provenienti dai mondi della filosofia e della scienza, della teologia e dell’antropologia. Ciascun progetto di P11 partecipa alla costruzione di un insieme di saperi in divenire, risultato delle interazioni possibili tra i luoghi e gli artisti chiamati ad abitarli per brevi o lunghi periodi. Dal 2022 Provinciale 11 sviluppa la residenza artistica Raccolti, un programma di ricerca e residenza transdisciplinare negli spazi di casa Vettese Donati, a Mulazzo, in Lunigiana. Il progetto favorisce l’incontro tra il contesto locale e la comunità artistica internazionale, attivando pratiche legate alle arti visive, alla performance, alla musica, al cinema e alla ricerca teorica. Con il sostegno di Toscanaincontemporanea nelle edizioni 2024 e 2025, del comune di Mulazzo e della fondazione Crc, Provinciale 11 ha sviluppato le edizioni di Raccolti attorno al tema del suolo, esplorato da prospettive artistiche, antropologiche, scientifiche e filosofiche. Gli/le artisti/e Marina Xenofontos, Arijit Bhattacharyya, Shibayan Halder, Irene Fenara, Lara Dâmaso, Marina Cavadini e Peng Shuai Paolo sono stati/e invitati/e a sviluppare una ricerca in dialogo con il paesaggio, la memoria e le comunità della Lunigiana. Il programma, realizzato in collaborazione con il comune di Mulazzo, ha incluso momenti di residenza, incontri con studiosi e professionisti — tra cui Angela Vettese, Cléo Carastro, Federico Nicolao e Niamh O’Malley — conversazioni pubbliche al teatrino Malaspina, proiezioni, letture poetiche e pratiche collettive, tra cui un disegno condiviso realizzato con pigmenti naturali del territorio durante Bancarel Vino. Le edizioni 2024 e 2025 si sono concluse con performance, installazioni site-specific e video arte, restituendo al pubblico gli esiti delle residenze.

Venendo al progetto, questo si articola in due residenze parallele, attive contemporaneamente dal 1° agosto 2026 al 31 gennaio 2027 tra Mulazzo (MS) e Fivizzano (MS). Ogni sede ospita cinque partecipanti (quattro artisti/artiste e un curatore/curatrice) per sei mesi di convivenza, ricerca e produzione, accompagnati da un programma di seminari, workshop e simposi proposti da teorici/teoriche e docenti internazionali. Il programma è suddiviso in tre moduli, corrispondenti alle tre fasi della ricerca:

  • Un primo modulo dedicato allo studio del contesto (Modulo 1 – Situare la Scuola), come momento di ascolto, immersione e costruzione collettiva di strumenti critici per entrare in relazione con il territorio attraverso ricerca, casi studio e attivazioni pubbliche;
  • Un secondo modulo progettuale (Modulo 2 – Il Giardino), centrato sulla sperimentazione pratica e sulla co-progettazione di un giardino collettivo come spazio di cura, ecologia e intreccio tra pratiche individuali e dimensione comune;
  • Un terzo modulo di restituzione (Modulo 3 – Forme di Condivisione), dedicato alla produzione e alla condivisione degli esiti tramite formati espositivi ed editoriali, pensati come dispositivi di memoria e trasmissione del processo.