Carrara, scontro su avanzo di bilancio e fondi Pnrr: «Solo fortuna». «No, amministrazione assennata»
Opposizioni: «Quasi 100 milioni di euro di finanziamenti. Una cifra enorme. Ma dove sono i risultati? I cittadini vedono una città bloccata». «Risultati che derivano dal lavoro di altri». La replica: «Abbiamo integrare con diversi milioni grazie alle nostre politiche»
CARRARA – I 12,5 milioni di avanzo come da rendiconto 2025 approdato in Consiglio comunale a Carrara (Massa-Carrara) per essere approvato suscita comunque non poche polemiche nelle varie anime dell’opposizione. Tra i malumori spicca quello del consigliere del M5s Matteo Martinelli e del consigliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel.
Contesta sulla sua pagina social Martinelli in merito all’avanzo registrato in bilancio: “Spunta un avanzo di 12 milioni, di cui ben 9 derivano dalle nostre politiche di bilancio e da sentenze riferibili all’amministrazione Zubbani sul lapideo. 3 milioni invece si spiegano con una sottostima iniziale delle entrate del lapideo del 2025. Con questi fanno oltre 30 milioni di risorse libere che la sindaca Serena Arrighi, la più fortunata dal dopoguerra, ha beneficiato e che derivano dal lavoro di altri. A questi si aggiungono i 25 milioni per i progetti Pnrr e i 25 milioni dei progetti dell’articolo 21 del Regolamento agri marmiferi”. Aggiunge Martinelli: “Solo pochi giorni fa la maggioranza, che già conosceva questi numeri a differenza nostra, ha respinto la nostra mozione sull’esproprio di Villa Ceci dicendo che tra l’altro non c’erano i soldi! La sindaca, inizia la discussione criticando apertamente la nostra amministrazione per i ritardi dei lavori su alcuni lotti del Bando Periferie. Non si spiega il perché. Del resto lei è ”nuova” e non sa nulla delle sentenze della Corte costituzionale, dei problemi legati ai progetti inizialmente presentati, delle posizioni del Governo di allora e infine della pandemia. Dopo quanto ha ereditato, di cui al punto precedente. La sindaca ha anche la faccia di bronzo di lamentarsi”.
Più pacato ma non meno critico il consigliere Manuel che tra l’altro ricorda anche lui il Bando Periferia con cui si sta recuperando Palazzo Rosso e presto anche Palazzo Pisani, perduto e poi ‘ritrovato’: “Negli ultimi anni su Carrara si è abbattuta una vera e propria pioggia di risorse pubbliche: Pnrr, Bando Periferie, articolo 21, waterfront. Quasi 100 milioni di euro. Una cifra enorme. Un’occasione irripetibile. Eppure la domanda è semplice: dove sono i risultati? Perché oggi i cittadini vedono soprattutto una città bloccata: cantieri ovunque, viabilità in difficoltà, disagi quotidiani. Una fase che potrebbe anche essere comprensibile, se dietro ci fosse una regia chiara. Ma è proprio questo il punto: la regia non si vede. Non è un caso che, nonostante tutte queste risorse, sia stato necessario l’intervento del Governo per prorogare il Bando Periferie. La scadenza era fissata al 31 dicembre 2025. Non è stata rispettata. Un fatto preciso, non un’opinione: senza quella proroga, una parte degli interventi sarebbe saltata. Questo non è programmazione. È rincorsa. E mentre arrivano fondi dall’esterno, il Comune è costretto anche a mettere mano alle proprie casse, riallocando risorse per tenere in piedi opere già avviate: piscina Tosi, Palazzo Pisani, Palazzo Rosso. Segno evidente che qualcosa, nella gestione, non ha funzionato come doveva. Nel frattempo restano aperti nodi pesanti: la scuola Buonarroti, ancora in una situazione che preoccupa famiglie e personale; la piscina Tosi, simbolo di ritardi e incertezze; Via Verdi, ennesimo esempio di lavori in forte ritardo che si tradurranno in nuovi disagi per un centro storico già allo stremo dopo mesi di cantieri interminabili. E allora la domanda torna: con 100 milioni di euro, è questo il risultato? Gran parte degli interventi riguarda manutenzioni e riqualificazioni. Utili, certo. Ma insufficienti per cambiare davvero il destino della città. Perché senza sviluppo economico, senza visione, senza attrattività, Carrara resta ferma. L’unico vero progetto strategico è il waterfront. Ma anche qui va fatta chiarezza: lo sta realizzando l’Autorità Portuale, non l’amministrazione comunale. E soprattutto: dov’è il progetto complessivo per la Marina? Ex Mediterraneo, Villa Ceci, ex campo profughi: aree ferme, senza una direzione chiara. Senza una visione, anche le opere più importanti rischiano di restare pezzi isolati. Alla fine, i cittadini non giudicheranno i cantieri. Giudicheranno la loro vita quotidiana. Se i servizi funzionano. Se ci si muove meglio o peggio. Se ci sono più opportunità oppure no. Oggi, la sensazione diffusa è che a fronte di risorse straordinarie, i risultati siano ancora deboli. E questo è il vero punto politico. Perché 100 milioni di euro non sono un alibi. Sono una responsabilità enorme. E oggi ci troviamo anche con 12 milioni di euro di avanzo di bilancio: una cifra importante che rischia però di essere dispersa in interventi spot, senza una visione seria e strutturata. Il rischio concreto è quello delle solite scelte a breve termine, utili più a creare consenso immediato che a costruire sviluppo duraturo. In questi anni si è andati avanti navigando a vista, mettendo insieme idee prese qua e là, tra vecchie amministrazioni e decisioni improvvisate. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un insieme disordinato, senza una direzione chiara, senza una strategia. Si è voluto costruire qualcosa di nuovo, ma senza un progetto coerente. E così, invece di un abito su misura per la città, ci ritroviamo con un vestito rattoppato, fuori stagione e inadatto alle sfide che abbiamo davanti. Il rischio concreto è che Carrara, davanti a un’occasione storica, si limiti a galleggiare invece di crescere”.
A queste critiche la sindaca e l’assessore al Bilancio Mario Lattanzi fanno presente che le risorse del Pnrr sono arrivate dopo la pandemia a tutte le amministrazioni e che trattandosi di un’occasione, deve essere anche saputa cogliere. “Sicuramente il Pnrr è seguito alla pandemia ed è chiaro che gli amministratori che si sono ritrovati ad amministrare dopo la pandemia hanno avuto a disposizione il finanziamento – risponde alle accuse la sindaca in conferenza stampa -, però il finanziamento comporta un lavoro quotidiano importantissimo perché possa giungere al termine. Dopo 4 anni di lavoro sul Pnrr mi sento di dire che sì è vero che abbiamo avuto un finanziamento ma il lavoro di portare avanti i cantieri e di reinvestire sul Pnrr ( perché noi ad oggi abbiamo messo 6milioni ma a breve diremo quanti saranno complessivamente le risorse messe per integrare) è lavoro nostro e la possibilità di mettere questi milioni è derivata dalla buona amministrazione in merito alle finanze pubbliche. Poi 17 milioni a disposizione ce le aveva anche l’amministrazione precedente con i Bandi delle Periferie, anche a loro sono piovuti addosso 17 milioni che però non mi pare si siano concretizzati in opere. Ancora: sull’operazione Strabag di chiusura del contenzioso Progetto Carrara, è vero che l’amministrazione precedente aveva accantonato dei fondi che noi abbiamo usato ma la soluzione l’abbiamo trovata noi. L’operazione l’abbiamo conclusa noi e i 3 milioni si sono liberati in questo modo. Altra cosa: lo scorso anno siamo stati in grado di chiudere il disavanzo strutturale con cui tutti gli anni dovevamo impostare il bilancio del Comune. Si trattava di un disavanzo derivato da una modifica della redazione del bilancio del Comune che era stata imposta per legge, però questo disavanzo doveva essere chiuso tra 18 anni e noi abbiamo scelto di chiuderlo l’anno scorso. Cosa che ci consente oggi di avere l’avanzo disponibile. Non c’è solo la fortuna ma anche la componente di scelte fatte”.

