«Sul monte Borla situazione gravissima, si ritirino le autorizzazioni». ‘Apuane Libere’ all’attacco
L’associazione rivolge poi un appello diretto al sindaco di Fivizzano, Gianluigi Giannetti: «Intervenga con decisione ritirando i permessi a chi, in maniera palese e reiterata, continua a ignorare le leggi che ruotano intorno al settore lapideo»
APUANE – L’associazione ecologista Apuane Libere, da anni attiva nel monitoraggio ambientale sulla catena montuosa delle Alpi Apuane, ci tiene a replicare alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’ambiente David Barontini, recentemente incontrato nel suo ufficio fiorentino (qui l’intervento di Barontini).
«Vista la disponibilità all’approfondimento dell’assessore – fanno sapere in una nota gli ambientalisti – abbiamo subito pronto un nuovo grave caso per gli uffici delle direzioni di competenza e per l’avvocatura regionale. Nei giorni scorsi infatti, i volontari e le volontarie di Apuane hanno raccolto immagini nell’area estrattiva sotto il monte Borla, nel territorio comunale di Fivizzano, che mostrano una situazione gravissima. Emergono violazioni delle norme sulla sicurezza dei lavoratori, con persone trasportate sulla benna di un mezzo meccanico e operai impiegati su piattaforme rialzate senza adeguati dispositivi di protezione individuale; nonché lavorazioni in violazione alle prescrizioni impartite».
Secondo l’associazione, si tratta di episodi che rappresentano pratiche intollerabili e lesive della dignità del lavoro: «Non è accettabile che, nel 2026, in un comparto tanto redditizio, vi siano ancora condizioni operative incompatibili con qualsiasi principio di legalità. Accanto al tema della sicurezza, permane un pesante problema ambientale: è dal 2021 che denunciamo che l’attività del sito estrattivo Castelbaito ha compromesso il fosso di Fratteta. I responsabili hanno già ricevuto molte contestazioni e diffide dalle autorità competenti senza che ciò abbia prodotto un reale cambio di condotta».
«Tutta la documentazione raccolta – prosegue Apuane Libere – è stata trasmessa sotto forma di diffida alla Regione Toscana chiedendo l’applicazione della legge, che significherebbe il ritiro della Pca, in quanto a ottobre dello scorso anno la ditta Marmi Walton Carrara Srl fu già sanzionata con una diffida regionale. Sono stati inoltre informati gli enti preposti ai controlli, compresa l’Asl competente». L’associazione rivolge poi un appello diretto al sindaco di Fivizzano, Gianluigi Giannetti: «Intervenga con decisione ritirando i permessi a chi, in maniera palese e reiterata, continua a ignorare le leggi che ruotano intorno al settore lapideo».
«Questa vicenda dimostra ancora una volta – commenta il neo presidente Marco Giudici – come il modello estrattivista apuano non garantisca né sicurezza né sostenibilità. Per questo ribadiamo la necessità di avviare una vera riconversione economica del territorio, capace di creare lavoro stabile, sicuro e dignitoso, senza devastare l’ambiente e senza mettere a rischio la salute dei lavoratori».


