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Cpr a Pallerone, la Cisl: «Scelta sbagliata e insostenibile»
Michele Folloni (archivio)

AULLA – Riceviamo da Michele Folloni, segretario della Cisl Toscana nord, e pubblichiamo.

«La Cisl Toscana Nord esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di realizzare un centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) nell’area di Pallerone, nel comune di Aulla, individuata dal ministero dell’Interno come possibile sede per la regione Toscana.

Le dichiarazioni del sindaco di Aulla e presidente della provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, colgono un punto che, come Cisl Toscana Nord, condividiamo con chiarezza: questa scelta è sbagliata e non sostenibile per il territorio. La discussione aperta in questi giorni conferma ancora una volta i limiti di un modello che si è dimostrato nel tempo inefficace, costoso e caratterizzato da criticità strutturali. Non si tratta quindi di una posizione ideologica, ma di una valutazione concreta.

Un Cpr comporta inevitabilmente criticità rilevanti: impatto sulla gestione dell’ordine pubblico, pressione su servizi già limitati e rischio di tensioni sociali. A questo si aggiunge un elemento dirimente, come evidenziato dal comune: la totale inidoneità dei locali individuati e la mancanza degli spazi necessari, con criticità sul piano logistico, urbanistico e sociale. Un aspetto che da solo dovrebbe chiudere ogni ipotesi, perché certifica l’assenza delle condizioni minime, oltretutto per un’ipotesi nata senza alcun confronto con il territorio.

Il punto è chiaro: Aulla non può essere individuata come luogo di risposta a problemi che hanno una natura molto complessa, scaricando su una comunità locale costi e criticità senza adeguati strumenti. La Cisl Toscana Nord ritiene inoltre che il sistema dei Cpr necessiti di una revisione profonda, capace di superare un’impostazione che non garantisce risultati adeguati né sul piano del rimpatrio né tantomeno su quello della tutela della dignità delle persone trattenute.

La gestione dei flussi migratori non può essere affrontata attraverso strumenti emergenziali. È necessario investire in politiche di accoglienza, integrazione, formazione e lavoro, rafforzare i servizi territoriali e promuovere un approccio europeo condiviso. Ogni scelta relativa a strutture di trattenimento deve avvenire con criteri chiari e con il pieno coinvolgimento dei territori, ritenendo che la detenzione amministrativa debba essere extrema ratio, limitata nel tempo e accompagnata da garanzie adeguate.

Per queste ragioni esprimiamo la nostra contrarietà all’ipotesi di realizzazione di un Cpr a Pallerone. Riteniamo che sia indispensabile mettere al centro la coesione sociale, la sicurezza delle comunità e un modello di gestione delle migrazioni più efficace, umano e sostenibile».