Cave e ambiente, la Regione replica ad Apuane Libere: «Pronti a valutare interventi sulle autorizzazioni»
L’assessore Barontini precisa i contenuti del vertice: «Approfondimento con l’avvocatura per i casi più gravi». In arrivo deroghe per il personale e più guardie ambientali volontarie
MASSA-CARRARA – In relazione ai recenti articoli usciti sui media sull’incontro tra la Regione Toscana e l’associazione Apuane Libere sulla gestione del territorio apuano dello scorso 14 aprile (qui l’articolo), «è opportuno riportare con precisione i contenuti emersi dal confronto, che si è svolto in un clima costruttivo e istituzionalmente equilibrato». Così l’assessore regionale David Barontini interviene in replica a quanto affermato dall’associazione ambientalista.
Alla riunione hanno partecipato due rappresentanti dell’associazione e quattro figure della Regione — l’assessore all’ambiente David Barontini, il caposegreteria dell’assessore, il direttore della struttura urbanistica e sostenibilità e la dirigente della tutela della natura e del mare — in ragione delle diverse competenze coinvolte. «Nel corso dell’incontro – spiega la Regione – è stato espresso apprezzamento dall’assessore per le segnalazioni ricevute, con particolare riferimento alle criticità connesse alle attività estrattive delle cave di marmo presenti all’interno del parco delle Alpi Apuane. Proprio su questo fronte, l’assessore ha assunto formalmente l’impegno di avviare un approfondimento con l’avvocatura regionale per valutare strumenti più efficaci di intervento, inclusa la possibilità di incidere sulle autorizzazioni nei casi più gravi, nel rispetto del quadro normativo vigente».
La posizione dell’assessore regionale
«Dispiace che il rappresentante dell’associazione abbia omesso di riportare questo passaggio centrale del confronto. L’obiettivo condiviso resta, comunque, quello di rafforzare la capacità di azione amministrativa senza uscire dai confini della legalità», dichiara Barontini.
Personale e controlli sul territorio
«Durante il confronto – aggiunge la Regione – è stata inoltre affrontata la questione delle risorse umane dedicate ai controlli. Il numero di unità di personale a disposizione degli enti parco è infatti condizionato da limiti stringenti: i trasferimenti economici dalla Regione sono soggetti a un tetto massimo fissato dalla normativa nazionale. A livello regionale è previsto un limite analogo che, tuttavia, è stato oggetto di deroga per tre anni a partire dal 2026, proprio per consentire un rafforzamento temporaneo della capacità operativa».
«In questo quadro – prosegue la nota – è stata espressa inoltre la volontà di incrementare il numero delle guardie ambientali volontarie (Gav), rafforzando al contempo il coordinamento con i carabinieri forestali, al fine di intensificare le attività di controllo, in particolare nelle aree interessate dalle attività estrattive. Infine, è stata ribadita l’importanza del confronto istituzionale anche sul piano normativo. La Regione intende infatti interloquire con i consiglieri regionali in merito al piano integrato del parco, attualmente all’esame del Consiglio, riconoscendo il ruolo centrale dell’assemblea legislativa nelle scelte strategiche che riguardano il futuro del territorio apuano».


