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«Perché le fontane pubbliche non funzionano?». Italia Nostra contesta Evam sulla disponibilità idrica

MASSA –  Lascia uno strascico di polemica il convegno di evam dell’altra settimana soprattutto a intervenire a ad appuntare qualche critica è Italia Nostra, sezione Massa-Montignoso. L’associazione fa spaere: “Abbiamo partecipato con piacere con il  presidente e alcuni soci al  convegno avente il tema ‘Evam Spa: acqua, territorio e futuro’, valutando l’iniziativa come importante e necessaria al fine di approfondire e fare chiarezza circa   scopi e le prospettive dell’intervento pubblico a tutela delle acque minerali apuane e circa  sia il ruolo svolto a riguardo da Evam spa che lo stato attuale e i programmi futuri della società. Abbiamo seguito con attenzione e apprezzato per la loro chiarezza e concretezza sia l’intervento del sindaco Francesco Persiani che quello dell’assessore  alle partecipazioni comunali Marco Mercanti. Abbiamo poi particolarmente apprezzato l’intervento di contenuto scientifico svolto dal Dr.Fausto Bonsignori che ha brillantemente illustrato le caratteristiche e le peculiarità delle acque captata da Evam spa e commercializzate con i marchi Amorosa e Fonteviva. Del contenuto di questi interventi la stampa locale ha dato ampia e completa notizia. Al termine delle relazioni, nel tempo riservato agli interventi del pubblico, noi di Italia Nostra abbiamo introdotto due questioni che non erano state affrontate dai citati relatori. La prima, esposta dal presidente Bruno Giampaoli, riguardava il fatto che ormai da molto tempo non erogano più acqua le fontane pubbliche cittadine (Canevara, Fontana davanti all’Evam, fontana della Rocca-ex Cristallo). Fontane alle quali da sempre e numerosi i massesi erano soliti fare rifornimento. Veniva quindi evidenziato che fosse dovere del sindaco porre fine a questa assai negativa situazione sia con interventi diretti quale amministrazione pubblica, sia attraverso l’Evam che, quale società partecipata dal Comune non può e non deve perseguire il solo interesse economico ma deve avere presenti, e concretamente tutelare, anche le necessità dei cittadini operando in modo che sia loro garantita la possibilità di accedere gratuitamente a questo bene primario e indispensabile alla vita dell’essere umano. La seconda questione, affrontata dal socio ing. idraulico Carlo Milani, riguardava l’invito alla società Evam a procedere, all’interno della sua concessione mineraria, alla individuazione di nuove sorgenti e alla loro corretta captazione (preferibilmente in galleria ed evitando perforazioni in quanto tale metodo ha dato nel passato risultati negativi) in vista dell’ottenimento della successiva autorizzazione alla commercializzazione. Quanto sopra è stato segnalato come assolutamente urgente vista la sua indispensabilità per supportare il non rinviabile sviluppo delle quantità imbottigliate da mettere sul mercato e l’evidente pregresso errato comportamento della società che oggi ha a disposizione le sole tre sorgenti captate al momento della sua entrata in attività-nei lontanissimi anni 1980, per una delle quali ( Sette Fontane) per altro non è mai stata presentata al Ministero la pratica per l’ottenimento dell’autorizzazione alla vendita. Poiché le questioni prospettate da Italia Nostra non hanno avuto risposta (ad eccezione della precisazione del sindaco circa il permanere per la fontana di Canevara di un situazione di inquinamento che rende l’acqua non potabile ormai da molti anni), le riproponiamo pubblicamente all’attenzione del sindaco e del presidente dell’Evam”.

Lo stesso ingegner Milani socio di Italia Nostra scrive in una nota stampa: “Ritengo necessario aggiungere qualcosa al mio intervento al margine del convegno organizzato da Evam, intervento nel quale mi sono permesso di contestare alcune affermazioni dei relatori. Sono intervenuto al convegno ed ancora intervengo sulla stampa  non per far polemica ma perchè sono affezionatissimo all’Evam  in quanto per molti anni  dall’Ottanta in poi ho lavorato come professionista  per questo ente  realizzando la captazione delle sorgenti attualmente utilizzate per l’imbottigliamento nonchè il relativo acquedotto. Diciamo subito, a scanso di equivoci, che le nostre ( mi permetto di dire “nostre” ) acque sono veramente ottime  così come le opere di captazione che  vennero visitate con grande interesse , mi ricordo, da una delegazione della Finlandia, una nazione che di acqua e di civiltà ambientale  se ne intende davvero. L’acqua quindi è ottima e leggerissima, ma il problema, checchè se ne possa dire trionfalisticamente, è che di acqua nel monte Belvedere  ce ne è poca,  nei periodi siccitosi pochissima , e  non si può mettere da parte nei periodi piovosi. Le sorgenti  ancora utilizzabili  sono sparse nel territorio , captarle , controllarle, salvaguardarle   e convogliarle  all’imbottigliamento sarebbe costosissimo; pensare poi  di utilizzare  quelle di Montignoso o Strettoia è impensabile , senza contare  che alcune sorgenti “papabili “ servono all’acquedotto idropotabile dei paesi montani, il che vuol dire che acqua minerale  preziosa viene giocoforza  utilizzata per le lavatrici. Questo problema della scarsità d’acqua nei periodi siccitosi  è sempre stato ben presente e l’opportunità  di  captare nuove sorgenti è sempre stata ben valutata da chi in passato ha diretto l’ente interpellando geologi ed idrologi di fama nazionale, di cui non sto a fare  il nome. Mi sembra, e se sbaglio, mi si corregga, che il problema di nuove risorse idriche e della protezione dall’inquinamento, sempre possibile, delle sorgenti, non sia stato negli anni  approfondito adeguatamente, tant’è che le sorgenti sono ancora  solo quelle captate  appunto negli anni  Ottanta e non sono state adottate  misure specifiche di protezione del bacino di alimentazione delle stesse. Prima di pensare a nuovi mercati  quindi , a mio avviso, bisognerebbe pensare all’acqua   e pensare anche che la concorrenza , ad esempio Sant’Anna e Lauretana,  dispone di sorgenti  anch’esse leggerissime ,  molto più abbondanti e provenienti da bacini incontaminati ad oltre 1000 metri di altezza. Un invito quindi a riflettere pensando anche alla poesia in dialetto  di Ubaldo Bellugi  “ Pogo de tutto  ”. Massa ha ottimo vino di Candia, ha , o meglio aveva,  ottimo  olio della costa,ottimi fichi, ottimi limoni, ottime barbe, ottimi agli , ottime castagne, tutto poco però. Per l’acqua è uguale e speriamo che non ce ne sia poco anche di cervello”.