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Consiglio solenne a Massa: il vicesindaco toglie la fascia e lascia l’Aula. Polemica sul discorso di Baccelli

I gruppi consiliari di Partito Democratico, gruppo misto di minoranza e Massa è un’altra cosa: «Atto preoccupante, chiediamo le immediate dimissioni di Cella». Del Vecchio (Cgil): «Vergogna istituzionale». Cella: «E’ stata fatta pura propaganda politico-partitica».

MASSA – «Quanto accaduto questa mattina durante il Consiglio comunale in forma solenne per l’anniversario della liberazione della città di Massa è un fatto grave, che merita una riflessione seria e non strumentale», danno notizia i gruppi consiliari di Pd, gruppo misto di minoranza e Massa è un’altra cosa. Nel corso dell’intervento del costituzionalista invitato, il professor Luca Baccelli, che ha proposto un collegamento tra i valori della resistenza e alcune dinamiche del presente, il vicesindaco Andrea Cella — presente in rappresentanza del sindaco — ha scelto di abbandonare l’aula, togliendosi la fascia tricolore. Al commento dei consiglieri si associa quello della Cgil. Ma non tarda ad arrivare la replica del vicesindaco che spiega il perché del suo gesto.

«Un gesto che non può essere derubricato a semplice dissenso politico», accusano i consiglieri. «In una sede istituzionale, e soprattutto in un momento solenne e condiviso come la celebrazione della liberazione, chi rappresenta il Comune ha il dovere di garantire rispetto, ascolto e senso delle istituzioni, anche di fronte a posizioni non condivise».

Il comunicato sottolinea come la seduta avesse regalato momenti di grande emozione, grazie alle parole degli studenti delle scuole cittadine che hanno letto gli atti relativi al primo consiglio comunale di Massa del 2 maggio 1946: «Le parole emozionanti del primo sindaco di Massa, Giulio Guidoni, e di tutti quelli che hanno vissuto quella indimenticabile giornata. Il vicesindaco di Massa, Andrea Cella, ha mancato di rispetto a tutta la città con questo gesto».

Secondo le opposizioni, la liberazione non è una ricorrenza «neutra», bensì il fondamento della democrazia e della Costituzione: «Proprio per questo, il confronto tra passato e presente non solo è legittimo, ma è parte integrante di una memoria viva, che parla al nostro tempo. Abbandonare l’aula in quel modo significa invece sottrarsi a questo confronto e, soprattutto, indebolire il ruolo istituzionale che si è chiamati a rappresentare». I gruppi consiliari concludono parlando di un segnale preoccupante che mina il clima di unità: «Le istituzioni sono di tutti e si onorano anche — e soprattutto — quando si ascolta ciò che non si condivide. Per tutti questi motivi, per la palese mancanza di rispetto nei confronti della città di Massa, chiediamo le immediate dimissioni del vicesindaco Andrea Cella».

Del Vecchio (Cgil): «Vergogna istituzionale»

«Questa mattina, assieme a tantissime persone, ero a Forno in occasione della manifestazione promossa dall’onorevole Riccardo Ricciardi, che ci tengo a ringraziare. Poco prima, nel Consiglio comunale di Massa, si è assistito all’ennesima vergogna istituzionale, quando il vicesindaco leghista sì è alzato, togliendosi la fascia, durante l’orazione ufficiale del professor Luca Baccelli, reo, probabilmente, di aver collegato i valori della Resistenza e quel periodo storico a quanto sta accadendo nel quotidiano anche e soprattutto nella nostra provincia, dove decine di attiviste e attivisti sono stati colpiti da provvedimenti che scaturiscono dal nuovo decreto sicurezza adottato da questo governo. La storia non si riscrive. Le nostre radici sono ancorate nel sangue di chi ha perso la vita per la nostra libertà, per donarci quella bellissima Carta Costituzionale che deve essere applicata in ogni sua parte». È il commento di Nicola Del Vecchio, segretario della Cgil di Massa-Carrara.

Il vicesindaco Cella: «Parallelismo con governo nazionale all’insegna della pura propaganda politico-partitica»

«Oggi celebriamo l’81esimo anniversario della liberazione della città di Massa dalla follia del nazifascimo: un momento solenne che ha l’obiettivo di unire tutti, a livello locale come nazionale, su una ricorrenza importante per la nostra democrazia. Ho dovuto abbandonare la sala del Consiglio comunale. L’ho fatto perché l’oratore ufficiale, individuato da ANPI, invece di celebrare il giorno della liberazione di Massa dal nazifascismo, si è avventurato in collegamenti e attacchi col presente, cercando di affiancare il nazifascismo di allora con Israele, Stati Uniti, Russia, finendo poi col nostro governo nazionale. Ha utilizzato in modo bieco una celebrazione solenne a cui era stato invitato, per fare pura propaganda politico-partitica contro un governo eletto democraticamente: governo eletto con gli strumenti che proprio i nostri liberatori ci hanno fornito dal 1945. Tutto ciò è per me inaccettabile e intollerabile: specialmente durante una giornata che dovrebbe unire tutti, che non deve essere strumentalizzata da qualche agitatore travestito da professore».