attendono l'estradizione
|Omicidio: latitanti da 27 anni, due fratelli arrestati tra Lunigiana e Spezzino
Imprenditori edili, vivevano sotto falsa identità dal 1999. Traditi dalle impronte digitali dopo la condanna per una faida familiare
MASSA-CARRARA – Sono stati arrestati dalla polizia di Stato due fratelli di origine albanese ricercati a livello internazionale per omicidio premeditato commesso nel 1999 in Albania. I due uomini erano stati condannati dal tribunale albanese alla pena di 16 anni e 6 mesi di reclusione per l’uccisione di un connazionale, avvenuta al culmine di una faida familiare.
L’operazione interforze
L’operazione è stata condotta dai poliziotti delle squadre mobili di Massa-Carrara e La Spezia, che hanno eseguito un mandato di cattura internazionale ai fini estradizionali, coordinati dagli investigatori del servizio centrale operativo e del servizio per la cooperazione internazionale di polizia, con il supporto della Sisco Liguria.
Le articolate indagini del servizio per la cooperazione internazionale di polizia e del dipartimento polizia criminale albanese, tramite l’ufficio Interpol di Tirana, hanno permesso di ricostruire la lunga latitanza dei due fratelli, fuggiti subito dopo la condanna e stabilitisi in Italia sotto falsa identità.
Traditi dalle impronte digitali
Determinanti per la loro localizzazione sono stati gli accertamenti tecnici condotti che, attraverso l’analisi delle impronte digitali, delle immagini e dei controlli di polizia effettuati negli anni, hanno consentito di confermare la reale identità dei due latitanti, perfettamente integrati nel tessuto sociale ed economico locale.
I predetti si erano stabiliti tra la Lunigiana e lo Spezzino insieme alle rispettive famiglie e avevano avviato un’attività imprenditoriale nel settore edile. A seguito delle perquisizioni svolte dalla polizia, sono stati trovati in possesso di documenti albanesi falsi, propedeutici all’ottenimento del relativo permesso di soggiorno sul territorio nazionale. Per questi fatti sono stati deferiti — uno in stato di arresto — alla procura della Repubblica della Spezia in ordine al possesso e all’uso di documenti falsi.
In attesa di estradizione
Dopo l’esecuzione del provvedimento di cattura internazionale, i due sono stati posti a disposizione della procura generale della Repubblica presso la corte d’appello di Genova e ristretti uno nella casa circondariale di Marassi (GE) e l’altro in quella della Spezia, in attesa dell’avvio della procedura di estradizione verso l’Albania. L’operazione conferma l’efficacia della cooperazione internazionale tra le forze di polizia e le autorità giudiziarie nel contrasto alla criminalità anche oltre i confini nazionali.


