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«Mancano medici, non cemento». A Carrara la denuncia sulla sanità apuana

«L’Asl assuma neuropsichiatri infantili e pensi ai medici di base che mancano. Si chiamano medici di base perché sono la base della sanità, abbiamo una sanità senza basi perché senza testa».

CARRARA – Non è cambiato niente dalla conferenza stampa svoltasi a Massa, a palazzo ducale, qualche settimana fa rispetto a quella di stamani sotto il palazzo comunale in piazza II Giugno: a contestarlo sono alcune mamme presenti. Le madri con figli bisognosi di visite specialistiche presso neuropsichiatri infantili continuano a vivere sulla loro pelle liste d’attesa infinite, con appuntamenti fissati nell’ottobre 2027 o, peggio, rimanendo senza alcuna data in attesa di poter prenotare.

Dopo l’annuncio dell’esposto in procura da parte del comitato salute pubblica Massa-Carrara e dell’Usb, l’Asl aveva reso nota la prossima assunzione di due professionisti. Tuttavia, le famiglie confermano che per il momento nulla si è mosso. Un problema critico, poiché per accedere al sostegno scolastico è necessaria la certificazione del servizio pubblico: il certificato del privato non basta. «Sarò richiamata, ma quando non si sa», dice mamma Claudia; «Mi hanno detto di andare al Cup ogni giorno a verificare se c’è posto», aggiunge mamma Valentina.

La conferenza ha toccato il tema dei container dove sono stati spostati gli ambulatori dal monoblocco, chiuso per criticità sismiche. Bonito Blasco del comitato ha denunciato l’abbandono di strutture funzionanti: l’ospedale civico, l’avancorpo del monoblocco (non compromesso sismicamente) e le palazzine di Monterosso. Alla protesta hanno aderito diversi esponenti politici: Andrea Tosi (Lega), Massimiliano Manuel (Fdi), Giulio Zanetti (Democrazia sovrana e popolare), Massimiliano Bernardi (Lista civica di centrodestra) e Matteo Martinelli (M5s).

Marco Lenzoni (Usb) ha spronato a un ritorno al sistema delle Asl provinciali, criticando l’attuale gestione regionale avviata sotto la presidenza di Enrico Rossi e proseguita con Eugenio Giani. «Quando manca uno specialista qui, perché non parte da Livorno visto che siamo un’unica “Aslona”?», contesta Lenzoni, denunciando come le risorse siano concentrate a Pisa, Firenze e Siena.

Lenzoni ha poi sollevato il problema dei trasporti interni: in Lunigiana, dopo le 16:00, il personale del 118 viene distolto dalle emergenze per trasferire i pazienti tra i reparti, sottraendo professionisti salvavita al territorio. Infine, il dito è puntato contro le nuove costruzioni: «Si spendono milioni per la casa di comunità a Massa e per il “cubo” a Carrara invece di recuperare il patrimonio esistente. Temiamo che le palazzine storiche vengano svendute ai privati per progetti immobiliari. I soldi vanno messi per curare la gente e per assumere personale, non nel cemento. Abbiamo una sanità senza basi perché senza testa».