Logo
Evam, il futuro dell’acqua: «Necessari 2 milioni per gli impianti. Adesso serve una nuova fase e una visione comune»

«La partecipata non si rilancia con dichiarazioni di principio o con le sterili polemiche di questi giorni ma con visione industriale, con investimenti, con partners adeguati, con competenze vera e con responsabilità condivisa».

MASSA- In gioco c’è la sopravvivenza di Evam con il valore identitario del territorio di cui è portatrice e i suoi dipendenti. Viene detto neanche troppo tra le righe sia dal sindaco Francesco Persiani, sia dall’assessore Marco Mercanti, sia dal presidente della partecipata che imbottiglia e vende  l’acqua delle nostre Alpi Apuane, Massimo Gelati. I risultati delle politiche che si propongono l’inversione di tendenza si cominciano a vedere: con l’aumento anche se timido del fatturato e con un decremento, anche se non ancora sostanzioso, del livello di indebitamento ma – sostiene Gelati al convegno tenutosi in Aula X Aprile ‘Evam spa: acqua, territorio e futuro’ ( relatori i professori Mauro Rosi e Fausto Bonsignori entrambi dell’Università di Pisa) – siamo al 75% del percorso ed è necessario ancora un ultimo e ulteriore sforzo da parte della comunità. Questo concetto viene espresso trovando sponda nell’intervento del sindaco, il quale precedendolo ha parlato chiaramente di una nuova fase che si dovrà aprire per Evam: per questo la ricapitalizzazione di 750mila euro deliberata in Consiglio comunale e per questo la necessità per l’amministrazione e la città  di continuare a investire e per questo il possibile e potenziale ingresso di qualche socio privato nel capitale sociale.

Persiani ha ricordato e messo nelle premesse le acque turbolente della partecipata: “Evam ha attraversato fasi complesse anche ultimamente segnati da cambiamenti rilevanti nei rapporti commerciali che hanno inciso in modo concreto sull’equilibrio aziendale, che ci hanno un po’ fatto preoccupare. Di fronte a questo scenario il Comune ha dovuto assumere in questi anni decisioni importanti e fare delle scelte. L’ultima scelta importante che abbiamo fatto è quello di intervenire e di non restare fermi perché volevamo che questa società a valorizzare l’acqua delle nostre montagne Pertanto l’aumento di capitale, la ricapitalizzazione che è stata deliberata in Consiglio di 750mila euro rappresenta un gesto concreto di fiducia e di responsabilità. Non è soltanto un sostegno finanziario ma un segnale istituzionale forte. Evam è un patrimonio pubblico e produttivo su cui questa amministrazione intende continuare a investire preservando l’andamento societario. Allo stesso tempo è importante essere trasparenti e chiari: questo intervento non esaurisce un percorso ma semmai cerca di stimolarlo un nuovo percorso. E’ un passaggio che consente di rafforzare le basi e creare le condizioni per una nuova fase. Il futuro di Evam infatti si giocherà sulla capacità di evolvere, di aprire nuovi mercati, di valorizzare pienamente le qualità delle proprie risorse anche con una riqualificazione degli impianti. L’acqua delle Apuane rappresenta un elemento distintivo del territorio, non solo per le caratteristiche naturali ma per il valore in termini di identità ed anche di prospettive di economiche. Evam significa anche lavoro, competenza, continuità produttiva: sono valori importante per il nostro territorio ecco perché vogliamo fare in modo che la società possa continuare a lavorare. Lavorerà sempre nel pubblico? – ha chiesto aprendo a nuovi soci possibili – Questo è un tema che magari sul quale su cui qualcuno potrebbe fare delle riflessioni. E’ vero che ci sono tante possibilità e comunque noi siamo affezionati alla nostra società nulla vieta nei prossimi anni di valutare altri scenari. Significa una presenza industriale che ha radici profonde nella nostra comunità, significa di origini di un prodotto che merita di essere accompagnato in un percorso di crescita ed è questo il nostro proposito: crescere e consolidarsi. Quindi il senso di questo convegno è proprio questo: mettere a sistema conoscenza e esperienze e visioni diversi per costruire una prospettiva credibile e duratura. Non vogliamo ragionare a tempo il tempo di una consiliatura, cerchiamo di guardare lontano perché dobbiamo gettare le basi perché la situazione in cui si è trovata Evam nel lontano passato e anche recentemente non si verifichi più. Quindi come amministrazione, come soci quasi assoluti dobbiamo garantire serietà, stabilità, credibilità e dare gli atti di indirizzo necessari e opportuni”.

E’ stato di Gelati il compito di sviscerare alcuni dati: innanzitutto ci sono 5 fonti (Fonteviva, Amorosa, Sette Fontane, Acqua Viva e Volpara) e il problema è trasportare le acque dalle fonti allo stabilimento per circa 2 km. Un problema che si pone solo per Acqua Viva e per Volpara per le quali Evam non ha comunque neanche l’autorizzazione a imbottigliare. Così come non ha l’autorizzazione a imbottigliare per Sette Fontane. Già qui si profila una prima necessità di impiegare  ingenti risorse. L’acqua imbottigliata e commercializzata quindi risulta solo per Fonteviva e Amorosa. “Servono sicuramente investimenti – sostiene Gelati – e gli investimenti principali che abbiamo inserito nel nostro piano oltre all’autorizzazione per Sette Fontane, sono le risorse sugli impianti che sono molto datati. Si tratta di interventi molto importanti, il cambio di alcune macchine. Sulla linea Pet sono necessari 750mila euro, sulla linea vetro gli investimenti necessari sono maggiori, 1,250 milioni, per complessivi  2 milioni di euro”. Poi c’è un altro nodo: su Amorosa è la multinazionale tedesca Humana ad avere l’esclusiva della commercializzazione e Gelati ribadisce che ha appreso come la multinazionale non abbia intenzione di investire . “Infatti abbiamo registrato un calo drastico di Amorosa e per questo abbiamo spinto su Fonteviva e i dati sul fatturato ci danno ragione” spiega. Le potenzialità sono parecchie assicura Massimo Gelati, pur riconoscendo l’importanza di non danneggiare l’equilibrio ambientale delle Apuane. “Potenzialmente ci sono 175 milioni di litri l’anno e oggi siamo a circa 10milioni. C’è quindi un grande margine recuperabile. Fonteviva e Amorosa hanno una capacità massima di 74 milioni di litri, Sette Fontane 16mila, Acqua Viva 28mila, poi c’è la possibilità di fare ulteriori perforazioni” fa presente. In sostanza sotto la guida di Gelati, Evam registra una riduzione di fatturato di Amorosa ma un aumento anche se minimo di Fonteviva con un fatturato complessivo del +3,1%  e soprattutto dal 2021 al 2025 l’indebitamento è stato ridoto del 10%. E’ stato infine l’assessore alle Partecipate Marco Mercanti a tirare le somme e chiudere il cerchio: “Se crediamo tutti che Evam sia un patrimonio del territorio, allora deve essere il territorio stesso nelle sue espressioni economiche, istituzionali e sociali a decidere se vuole scommettere investendo fino in fondo su questa realtà. Evam non si rilancia con dichiarazioni di principio o con le sterili polemiche di questi giorni ma con visione industriale, con investimenti, con partners adeguati, con competenze vera e con responsabilità condivisa. Il Comune può sostenere ma non può essere lasciato solo a reggere all’infinito una sfida”.