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Nuove aperture e gestioni straniere a Marina di Carrara: l’analisi di Confcommercio sul futuro
immagine creata con AI

Apre un nuovo kebab in piazza Menconi e ‘La Tazza d’Oro’ passa di proprietà e i titolari sono stranieri. Queste sono le ultime attività in ordine di tempo. Abbiamo chisto cosa ne pensa a Bruno Ciuffi

CARRARA – Abbiamo contattato il presidente di Confcommercio di Massa-Carrara Bruno Ciuffi per fargli alcune domande rispetto allo stato di salute del commercio carrarese. La chisura di tanti negozi, l’acquisizione di alcune attività storiche da parte di stranieri, come il bar La Tazza d’Oro a Marina di Carrara, il nuovo (il sesto o settimo sul territorio comunale) negozio di kebab in piazza Menconi sempre a Marina di Carrara e altre attività ancora nel centro storico (tutto in linea con un trend italiano che vede  un’espansione visibile di negozi etnici e di ristoranti asiatici che sembrerebbero sostituire le attività tradizionali in molte città), potrebbe lasciar pensare a una resa da parte  del commerciante e artigiano carrarese e italiano col pericolo in futuro della loro scomparsa definitiva? Proviamo quindi a fare qualche domanda.

I commercianti di Carrara stanno soffrendo. Sicuramente Carrara centro, ma anche Marina di Carrara sta cominciando a preoccuparsi: c’è il pericolo di vedere scomparire il negozio e l’attività artigianale italiana in favore di quella straniera?

«Non c’è dubbio che da diversi anni i tessuti commerciali delle nostre città stiano cambiando in modo veloce e profondo la loro conformazione. Un processo, questo, dal quale ovviamente non è esente neppure Carrara e che non è riconducibile ad una sola ragione. La concorrenza sleale dei colossi dell’E – Commerce, sotto forma di disparità fiscale nei confronti del piccolo negozio tradizionale, è certamente una causa primaria, ma non la sola. Negli ultimi la pandemia, lo scoppio della guerra in Ucraina e adesso il conflitto in Medio Oriente hanno provocato rincari di materie prime e dei costi energetici, e di conseguenza aumenti che hanno messo in ginocchio moltissime piccole e medie imprese, magari a conduzione familiare. Un recente studio effettuato su scala nazionale da Confcommercio ha evidenziato come in provincia di Massa-Carrara, dal 2012 al 2025, si sia registrato un calo del 31,6 per cento di attività commerciali. Un dato a dir poco allarmante».

Esiste questa tendenza?

«Certamente siamo di fronte a una tendenza chiara e ad oggi inarrestabile, tenendo conto del fatto che gli unici settori che riescono per adesso a tener botta siano quelli legati al comparto turistico – ricettivo: ristorante, bar, hotel, B & B. Il cosiddetto commercio al dettaglio invece (alimentari, abbigliamento, librerie, edicole e molto altro ancora) registra invece flessioni diffuse e strutturali, che richiedono correttivi immediati».

In piazza Menconi a Marina di Carrara per esempio apre un kebab, sempre in centro a Marina un noto bar viene rilevato da stranieri: cosa sta succedendo? E un piano del commercio secondo lei potrebbe aiutare?

«L’arrivo di imprenditori stranieri, di per sé, non è necessariamente un elemento negativo a prescindere. Fondamentale però è che questo fenomeno non porti con sé una snaturazione del tessuto commerciale tradizionale. I piccoli negozi di paese o di quartiere sono elementi identitari che hanno sempre svolto una funzione sociale, oltre che commerciale, rappresentando anche baluardi di sicurezza con le loro luci accese in una strada o in una piazza. La politica è chiamata a giocare dunque un ruolo fondamentale nel percorso di rilancio a tutti i suoi livelli, compreso ovviamente quello comunale. Un piano del commercio può essere un ottimo strumento, ma più di ogni altra cosa servono misure concrete: pensiamo ad esempio ad un’offerta commerciale disciplinata nei centri storici, il riutilizzo immediato dei locali sfitti e la coniugazione dello sviluppo economico con quello urbanistico».