Logo
«Bonifica Buca degli Sforza: lavori a pieno ritmo e primi segnali di ripristino del suolo»
foto da 'Cambio Montignoso'

«Alcune zone sembrano già terminate in quanto il colore della terra ha un aspetto quasi normale mentre altre sono ancora bianche».

MASSA-CARRARA – “A Marina di Massa alla Fossa del Sale o Buca degli Sforza, i lavori di rimozione del materiale inquinante stanno procedendo”. Cambio Montignoso aggiorna rispetto la bonifica in corso alla Buca degli Sforza. “Alcune zone – mette al corrente Cambio Montignoso – sembrano già terminate in quanto il colore della terra ha un aspetto quasi normale mentre altre zone sono ancora bianche. I camion che sono partiti in queste settimane incominciano a essere veramente tanti. Gli attuali camion hanno un rimorchio con una portata quasi doppia rispetto a quella degli anni settanta quando questi fanghi venivano scaricati in questo terreno paludoso. A quel tempo la legislazione ambientale era molto debole mentre quella inerente gli abusi edilizi era già consolidata. Uno dei reati classici in materia edilizia è quello del cambio di destinazione d’uso del terreno da agricolo a discarica, trattasi di un reato permanente e continuato nel tempo la cui prescrizione decorre con la messa in pristino dei luoghi, ovvero da quando termineranno i lavori di rimozione di questo materiale inquinante. L’altro punto criticabile – osserva Cambio Montignoso – è l’innalzamento di due metri circa del terreno e quindi una modifica sostanziale morfologica del territorio. Difficili pensare che i proprietari non si siano mai accorti di questo andare e venire di camion, non so se abitassero di fronte a questo terreno o a Roma. E’ difficile credere che le autorità non si domandassero di questi continui viaggi di camion sul territorio dalla Renella fino al confine tra Cinquale e Ronchi. I camion una volta erano più piccoli e quindi i viaggi saranno stati almeno il doppio di quelli attuali. Oggi – conclude dalla sua pagina social Cambio Montignoso -questo materiale inquinante viene rimosso a carico di tutta la collettività pagando quasi 10 milioni di euro. Soldi delle tasse che invece di andare per le scuole per i professori per assumere medici e infermieri, si spendono per un reato di cui certamente le istituzioni erano a conoscenza. Oggi fortunatamente le persone sono molto più colte e si informano attraverso la tecnologia e internet. Oggi siamo più sensibili ai temi ambientali. La domanda a questo punto è se poi il terreno verrà acquistato o verrà confiscato.Ma questo fa parte del folklore italico”.