sì al 46%
|Referendum giustizia: vince il “No”. Anche a Massa-Carrara. I risultati
Il 53,96% degli apuani ha bocciato il quesito. Il dato apuano si allinea alla tendenza dello Stato, mentre la Toscana si conferma la Regione con la partecipazione più alta
MASSA-CARRARA – Con lo scrutinio giunto ormai alle battute finali, il quadro politico della provincia di Massa-Carrara emerge con estrema chiarezza. Quando mancano solo 8 sezioni al completamento totale (251 su 259), i cittadini apuani hanno espresso un parere nettamente contrario alla proposta di riforma dell’ordinamento giurisdizionale.I risultati: il verdetto di Massa-Carrara e il confronto nazionale. Il risultato provinciale vede la vittoria dei no con 47.734 voti, attestandosi al 53,96%. I sì si fermano invece a quota 40.727, raggiungendo il 46,04%.
Questo dato riflette quasi specularmente la tendenza registrata a livello nazionale dove, con due terzi delle sezioni scrutinate, il no si attesta intorno al 54%, confermando una sostanziale uniformità di giudizio tra il territorio apuano e il resto d’Italia. Nonostante le peculiarità locali, la provincia ha scelto di seguire l’orientamento nazionale, respingendo l’impianto della riforma costituzionale. A livello toscano, invece, il no ha raggiunto il 58%.
Affluenza
Il dato sull’affluenza resta uno degli elementi più significativi di questa tornata elettorale, con numeri che hanno superato le aspettative della vigilia. La provincia di Massa-Carrara ha chiuso con un’affluenza definitiva del 61,88%. La Toscana si conferma tra i territori più attivi d’Italia con una media del 66,27%. Sebbene Massa-Carrara risulti la provincia con la partecipazione meno elevata in ambito regionale, il suo dato resta comunque buono. A livello nazionale, l’affluenza si è attestata al 58,93% (dati riferiti a 61.436 sezioni su 61.533).
Analisi del voto
Il confronto tra i dati evidenzia come Massa-Carrara si collochi in una posizione mediana: ha votato più della media nazionale (circa tre punti percentuali in più), ma sensibilmente meno rispetto alla media della regione Toscana, che ha mostrato una mobilitazione eccezionale. Con il rigetto del quesito a livello provinciale e nazionale, la riforma non entrerà in vigore, lasciando invariato l’attuale assetto costituzionale dell’ordinamento giudiziario.



