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«Niente medico di base e visite neuropsichiatriche solo nel 2027». Esposto in Procura di Usb, M5S e comitati

Anziani malati e invalidi mandati per le visite anche a Livorno Cisanello o Piombino Sul banco degli imputati ci finiscono le aslone e l’aziendalizzazione del servizio sanitario pubblico

MASSA-CARRARA – Che la sanità pubblica sia una questione di giustizia lo si sapeva. Giustizia sociale, più precisamente. In questo caso però Marco Lenzoni, sindacalista Usb, ha deciso di fare un esposto in Procura: dietro a lui, insieme a lui e a suo sostegno ci sono Usb, il comitato di Salute pubblica Massa-Carrara, la Consulta popolare per la sanità, il Movimento 5 Stelle e tutti i comitati lunigianesi (Sos salute Lunigiana e Lunigiana salute).

La situazione è divenuta insostenibile per moltissimi cittadini, da qui la decisione di rivolgersi alla giustizia penale perché si faccia chiarezza. Nell’esposto sono indicati nero su bianco nome e cognome di sei cittadini e la data della visita ottenuta con le condizioni di salute in cui si trovano.

I casi denunciati: attese fino a due anni e «viaggi della speranza»

Mamme con bambini bisognosi di visite neuropsichiatriche – necessarie anche per ottenere le certificazioni richieste per l’insegnante di sostegno scolastico – si sono viste proporre appuntamenti non prima di un anno e mezzo: si parla di giugno 2027 o addirittura ottobre 2027. Pazienti anziani sono costretti a raggiungere centri ospedalieri lontani chilometri all’interno dell’area vasta per poter accedere a visite diagnostiche. Malati cronici, oncologici o cardiopatici, si ritrovano senza un medico di base e bisognosi sistematicamente di farmaci salvavita e ricette.

«Sono anni che svolgiamo attività di sportello sanitario – riferisce Marco Lenzoni in conferenza stampa –. La maggior parte delle volte siamo riusciti, tramite segnalazioni alla Asl, a risolvere i problemi. Ma in quest’ultimo periodo molti casi, anche gravi, non hanno trovato soluzione. Abbiamo ricevuto la segnalazione di un signore 85enne di Carrara che ogni volta deve elemosinare una prescrizione da qualche medico perché non ha il medico di famiglia. Poi abbiamo i casi di 90enni invalidi al 100% ai quali è stato proposto di andare a Livorno, a Cisanello o a Piombino. Chiedere a un anziano con due infarti pregressi di fare 220 km tra andata e ritorno è un modo per scaricarsi legalmente la responsabilità. Questo per noi non è servizio sanitario, è un percorso a ostacoli insormontabile».

Il nodo della neuropsichiatria infantile

Particolare attenzione è stata rivolta alla mancanza di medici di neuropsichiatria infantile a Carrara. «Sono centinaia le mamme rimaste senza uno specialista – spiegano alcuni genitori presenti –. Aspettare fino a ottobre 2027 significa interruzione di servizio. Abbiamo allegato all’esposto anche le fatture delle visite fatte in privato (120 euro l’una) quando sarebbero spettate gratuitamente. Inoltre, i docenti di sostegno possono interfacciarsi solo con medici accreditati Asl: se il pubblico manca, il danno è doppio».

Le voci della protesta: «Manca la programmazione»

Elia Buffa, responsabile provinciale di Usb, rivendica le vecchie battaglie contro la nascita delle «aslone» in Toscana: «Lo avevamo detto che saremmo arrivati a questo punto. I diritti dei pazienti vanno di pari passo con quelli dei lavoratori: basta tagli e privatizzazioni».

Per Valeria Pedrini del M5s, la radice del problema è l’aziendalizzazione della sanità con contratti non appetibili che spingono alla fuga verso il privato: «Ho cominciato negli anni ’70 e non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione peggiore delle vecchie mutue».

«Il diritto all’accesso alle cure è imprescindibile e previsto dalla Costituzione – ribadisce Sara Giulia Vignozzi del comitato di salute pubblica –. È incomprensibile come ci mandino sempre altrove. Chi programma queste trasferte della salute? Perché Massa, Carrara e la Lunigiana sono sempre più neglette? Manca la programmazione territoriale».