Massa, l’arte ferita: lo sfregio all’Afrodite di Tongiani riaccende il dibattito su degrado e cultura
Dopo i recenti atti vandalici, il Polo Progressista attacca l’amministrazione Persiani denunciando un clima di abbandono. Italia Nostra rievoca l’inaugurazione del 2004 con Sgarbi e chiede maggiore protezione per il patrimonio cittadino
MASSA – La notizia del danneggiamento della fontana «Trionfo di Afrodite» di Vito Tongiani, nel centro di Massa (Massa-Carrara), ha sollevato un’ondata di reazioni politiche e culturali che scuotono la città di Massa. L’episodio non viene letto solo come un atto di vandalismo isolato, ma come il sintomo di un malessere sociale e di una gestione del territorio che finisce al centro della critica politica.
La denuncia del Polo Progressista: «Indifferenza e degrado»
Il Polo Progressista e di Sinistra (composto da M5s, Rc e Mcc) interviene con durezza attraverso le parole della consigliera comunale Daniela Bennati, inquadrando il danno all’opera come l’ultimo di una lunga serie di eventi critici nel quartiere della Martana. «Il danneggiamento del Trionfo di Afrodite è l’ultimo di una lunga serie di episodi che stanno accadendo da mesi e che ho più volte esposto al sindaco Persiani in Consiglio comunale», attacca Bennati. La critica si estende alla gestione complessiva della sicurezza e del decoro: «La sua totale indifferenza ai furti nelle attività commerciali di via delle Mura sud, alla comparsa di svastiche nel quartiere ebraico e in piazza Berlinguer, ai vandalismi notturni segnalano un aumento del degrado in città che non si risolve con l’ordine pubblico».
Secondo il Polo Progressista, la città starebbe vivendo un impoverimento economico e sociale, mentre l’amministrazione sarebbe distratta dalla corsa per la Capitale della cultura: «Enormi risorse sono destinate a questa operazione di propaganda personale; ci sarebbe invece bisogno di forti investimenti pubblici per sradicare il dominio della cultura patriarcale». Una riflessione, quest’ultima, che nasce dall’osservazione dei bersagli scelti dai vandali nel tempo: prima la Lavandaia di Gigi Guadagnucci, poi Sophia (in memoria del femminicidio di Cristina Biagi) e ora l’Afrodite. «Nessuna statua maschile ha mai subito questi trattamenti, segno di una cultura che fatica ad accettare la rappresentazione della donna nello spazio pubblico», conclude il movimento, invitando il Comune ad aprire un tavolo di confronto con le associazioni locali.
Il ricordo di Italia Nostra: quando Sgarbi inaugurò la piazzetta
Sul fronte della tutela del patrimonio, Italia Nostra esprime profondo rammarico, ricordando il valore storico e simbolico del monumento e dell’area che lo ospita. I recenti danni hanno riportato alla memoria l’inaugurazione della piazzetta, avvenuta nel giugno del 2004. «Era il 28 giugno quando un giovanissimo Vittorio Sgarbi partecipò all’inaugurazione proprio della nuova piazzetta dove venne installata l’opera di Vito Tongiani», ricorda l’associazione. In quel pomeriggio di sole, il critico d’arte intervenne davanti a centinaia di persone. In realtà, lo spazio era stato inaugurato qualche settimana prima, l’8 giugno, con una manifestazione organizzata proprio da Italia Nostra a cui parteciparono l’autore Tongiani, cittadini e figure storiche del mondo culturale e politico locale come Bruno Giampaoli, Imo Furfori, Claudio Palandrani, Agnese Bondielli e Brunello Pucci. Oggi, di fronte allo sfregio, Italia Nostra auspica che l’opera «torni al più presto al suo posto, con l’inserimento di un sicuro sistema di protezione», inviando contemporaneamente un augurio di pronta guarigione a Vittorio Sgarbi per i suoi recenti problemi di salute.



