In calo anche a Pisa e Lucca. Il saldo tra aperture e chiusure resta positivo, ma non basta a compensare l’uscita dalla categoria per ragioni anagrafiche
MASSA-CARRARA – La fotografia aggiornata al 2025 ha confermato una tendenza ormai strutturale che vede nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa diminuire il numero complessivo di imprese guidate da «under 35».
Il calo non è però legato a una minore propensione ad avviare nuove attività da parte dei giovani, ma al progressivo invecchiamento dei titolari che, superata la soglia dei 35 anni, pur continuando l’attività imprenditoriale, escono dalla categoria delle imprese «giovanili». In tutte e tre le province le nuove iscrizioni sono risultate infatti superiori alle cessazioni, ma non sufficienti a compensare queste uscite. L’aumento inoltre dell’età media di avvio d’impresa, insieme alla riduzione della popolazione giovanile, ha quindi generato una diminuzione dell’incidenza e del tasso di imprenditorialità giovanile, pur in presenza di saldi annuali ancora positivi tra aperture e chiusure.
«Non siamo di fronte a un venir meno dello spirito imprenditoriale – osserva Valter Tamburini, presidente della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest – bensì a una trasformazione di natura strutturale. I giovani continuano ad avviare nuove attività, orientandosi con frequenza crescente verso ambiti ad alto contenuto innovativo. La criticità risiede piuttosto nel timing: l’ingresso nel mondo imprenditoriale avviene in età più avanzata e, conseguentemente, l’uscita dai parametri statistici si anticipa. In questo scenario diventa prioritario attivare strumenti concreti e mirati — formazione qualificata, facilitazioni nell’accesso al credito, percorsi di orientamento — per accelerare la scelta imprenditoriale e favorire il ricambio generazionale nelle imprese esistenti. Investire su chi oggi avvia un’impresa o subentra alla guida di un’attività significa rafforzare in prospettiva la competitività del territorio e la tenuta del sistema produttivo locale».
Lucca: i servizi superano il commercio
A fine 2025 le imprese giovanili lucchesi sono risultate 2.695, in calo del 4,9% rispetto all’anno precedente. Durante l’anno si sono registrate 516 nuove attività e 249 cessazioni, con un saldo positivo di 267 imprese. L’incidenza sul totale delle imprese provinciali è scesa così al 6,7%. Dal punto di vista settoriale, il peso maggiore si concentra nei servizi alle imprese, affermatosi quale principale ambito di insediamento dell’imprenditoria giovanile, mentre il commercio ha perso il primato arretrando sensibilmente. Sul piano territoriale, la maggiore incidenza di imprese «under 35» si registra in Media Valle (7,6%) e in Garfagnana (7,1%), pur permanendo segnali di fragilità nelle aree interne.
Massa-Carrara: Lunigiana al vertice per incidenza
Nella provincia apuana le imprese «under 35» sono scese a 1.296 unità, corrispondenti a una diminuzione dell’1,7%. Anche qui il saldo è comunque rimasto positivo, con 260 aperture contro 116 chiusure, ma non sufficiente a controbilanciare le uscite dalla categoria a causa dell’invecchiamento dei titolari. L’incidenza sul totale provinciale si è attestata al 6,3%. Il commercio ha chiuso il 2025 confermandosi il comparto più consistente, nonostante una ulteriore contrazione. In controtendenza sono cresciuti i servizi alle imprese, che hanno sensibilmente rafforzato il proprio peso. Dal punto di vista territoriale, il numero maggiore di imprese giovanili è rimasto nell’area costiera, mentre la Lunigiana ha mantenuto un’incidenza più elevata (7,4%).
Pisa: tiene il commercio, crescono i servizi
Nel territorio pisano la diminuzione è risultata più contenuta: le imprese giovanili si sono attestate a 2.920 unità, in calo dell’1,7%. Le nuove iscrizioni, pari a 591, hanno superato nettamente le cessazioni (235), generando un saldo positivo di 356 unità. L’incidenza sul totale provinciale si è attestata al 7,1%. Il commercio ha mantenuto il primato, pur avendo registrato una contrazione, mentre i servizi alle imprese hanno consolidato il proprio ruolo dinamico. La presenza delle imprese «under 35» è diffusa su tutto il territorio, con valori relativamente più elevati nella Val di Cecina (incidenza 7,8%).


