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‘AmareMarina’ su ampliamento porto: «Rischio idraulico su territorio fragile, cercare alternative di sviluppo»

MARINA DI CARRARA – “Chi è cagione del suo mal, pianga se stesso. Una saggezza popolare che a Carrara non trova soddisfazione. È la poca lungimiranza imprenditoriale, oltre che politica, che ha tarpato le ali, in tutti questi anni, allo sviluppo economico di questo territorio”. ‘AmareMarina’ torna a farsi sentire riportando al centro lo scalo marinello chiedendo espressamente a politica e classe imprenditoriale un cambio di strategia. “Ancora oggi continuiamo a leggere – riprende AmareMarina – chi si ostina a credere che un nuovo piano regolatore portuale porterebbe benessere e lavoro. Chi ancora, con una sorta di ricatto occupazionale, cerca di influenzare per una rapida approvazione del prp senza la minima preoccupazione di cosa comporterebbe, dal punto di vista della pericolosità idraulica e idrogeologica l’ ampliamento previsto alla  destra del Carrione per Marina di Carrara. Basterebbe questa mancanza di sensibilità per comprendere quanto poco conta, per chi si affanna a cercare l’approvazione, la sicurezza di tutta una Marina che già ha subito una alluvione, presto dimenticata e che solo pochi mesi fa ha rischiato di avere di nuovo le case invase dalle acque del Carrione. Non si può cercare il profitto sulla fragilità idrogeologica di un territorio. Chi con questa mentalità è andato avanti in tutti questi anni è responsabile dell’ attuale situazione di degrado lavorativo-occupazionale e della fragilità del territorio. È ora di prendere atto di una situazione non più sostenibile e di cercare alternative di sviluppo e utilizzo del porto. Certo questo comporterebbe una elasticità mentale politica-imprenditoriale che a quanto pare è totalmente assente in chi reclama lavoro a scapito della deturpazione del litorale”.