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Maggioranza di centrodestra spaccata a Massa: Forza Italia abbandona l’aula sul Puc, il Pd salva la delibera

La consigliera Dina Dell’Ertole: «Prima la visione della città, poi i singoli interventi: questo il motivo per cui sono uscita dall’Aula». Rifondazione Comunista: «Se il Partito Democratico strizza l’occhio alle forze moderate della maggioranza noi non ci saremo».

MASSA – Il colpo di scena di ieri sera in Consiglio comunale quando la maggioranza di centrodestra si è spaccata nuovamente deve aver disorientato un po’ alcuni ma non chi aveva seguito attentamente la cronaca politica di queste settimane. Nuovamente, dopo quel 2023 in cui sul piano degli arenili Fratelli d’Italia votò contro sfilandosi così dalla maggioranza. Questa volta sul voto del Puc a uscire dall’aula è stata Forza Italia. A salvare la proposta di delibera e la maggioranza, votando a favore, è stato il  Pd con i consiglieri Enzo Romolo Ricci, Stefano Alberti e Daniele Tarantino.  Ricrodiamo che il Puc si sostanzia in un accordo tra un soggetto privato  e l’amministrazione comunale in cui si approva un progetto complessivo di trasformazione d’uso ( in questo caso da industriale-.artigianale in commerciale direzionale) definendo  obblighi reciproci tramite una convenzione urbanistica. Nel dettaglio è stata l’assessore Alice Rossetti a spiegare il contenuto del Puc approvato. Si tratta della formazione di un Progetto unitario convenzionato-Via Mattei da attuare in un’area a Marina di Massa all’incrocio tra via Mattei e via Gorizia.  In sostanza si prevede la delocalizzazione dell’attuale attività artigianale e riqualificazione delle volumetrie esistenti per funzioni di tipo commerciale direzionale. Sono Edifici attualmente a carattere industriale-artigianale e l’intervento di cambio di destinazione d’uso è previsto dal Regolamento Urbanistico il quale lo ammette per fabbricati di superficie superiore ai 500 mq in caso, appunto, di presentazione di un progetto unitario convenzionato. “La proposta – illustra Rossetti -chiede un intervento di cambio di destinazione da industriale-artigianale a commerciale direzionale attraverso l’individuazione di due stralci funzionali indipendenti, con interventi di ristrutturazione e annesse aree a parcheggio verde. Il primo stralcio è in aderenza a via Mattei dove si svilupperà un’attività di ristorazione. Nel secondo stralcio, nell’area retrostante con la ristrutturazione dell’edificio il manufatto avrà uso direzionale. E’ prevista la realizzazione di parcheggi a raso in entrambi gli stralci. Sempre in  entrambi gli stralci ci saranno anche parcheggi a uso pubblico (14 posto auto e 9 per motocicli) oltre a un’area verde. Il Puc nasce dalla volontà attuatrice di cambiare la destinazione d’uso dei fabbricati esistenti attualmente edifici usati per la lavorazione di pietra e di marmo, in attività direzionale- commerciale, escluso l’alimentare: è infatti prevista la ristorazione”. Puc Via Mattei viene dunque approvato con 19 voti favorevoli, nessun astenuto e nessun voto contrario. Escono dall’aula la consigliera del gruppo misto di centrosinistra Dina Dell’Ertole, Daniela Bennati del Polo Progressista e di Sinistra, Ivo Zaccagna di massa è Un’Altra Cosa e Fratelli d’Italia insieme a Forza Italia. Sulla maggioranza di centrodestra sull’orlo di un possibile sgretolamento erano già circolate voci, poi fugate dal sindaco Francesco Persiani, quando qualche settimana fa si trattava di votare il bilancio di previsione, poi votato regolarmente dalla maggioranza. Circa il ruolo di stampella del Pd arrivano le critiche di Rifondazione Comunista di Massa. Mentre Dina Dell’Ertole spiega le ragioni che l’hanno spinta a uscire con queste parole: “Nel Consiglio comunale di ieri è stato approvato il Progetto Unitario Convenzionato di Via Mattei. Ho scelto di non partecipare al voto, in coerenza con quanto già fatto su varianti e pratiche urbanistiche analoghe. La mia posizione non è contro il singolo intervento, ma contro un metodo che continua a procedere per atti puntuali senza che il Consiglio e la città abbiano ancora potuto discutere il nuovo Piano Operativo Comunale. Il Piano Operativo è lo strumento che deve definire in modo chiaro dove e come si può trasformare il territorio. Senza questo quadro generale, ogni intervento rischia di diventare una scelta isolata, priva di una visione complessiva. Il governo del territorio non può essere la somma di opportunità che si presentano nel tempo. Deve essere una scelta politica chiara, pubblica e condivisa sulla città che vogliamo costruire. Continuerò a chiedere con forza che il Piano Operativo venga portato in Consiglio comunale e discusso apertamente, affinché i cittadini sappiano con trasparenza cosa si può fare e cosa non si può fare a Massa. Lo sviluppo non si blocca con le regole. Si rafforza quando le regole sono chiare e uguali per tutti”.

I malumori nel centrosinistra per il voto del Pd sono espressi da Nicola Cavazzuti di Rifondazione Comunista: “Opposizione? Chi era costei? – No non Carneade di manzoniana memoria ma il ruolo di opposizione cita Cavazzuti – La domanda di Manzoni può essere così modificata alla luce di quello che è successo ieri sera in Consiglio comunale. In due occasioni, non una, il Partito Democratico ha garantito la maggioranza al Sindaco Persiani. La prima volta votando a favore dell’ennesima variante urbanistica che ha ricordato i tempi in cui i bilanci dei comuni si chiudevano attraverso le concessioni edilizie e i conseguenti oneri di urbanizzazione incassati. Una stagione quella che ha distrutto urbanisticamente e ambientalmente il nostro territorio creando un caos edilizio dove le speculazioni dei palazzinari hanno riempito pochi e fidati portafogli. Continuare su questa linea, gestendo il territorio a suon di varianti, significa scavare la fossa, urbanistica, a tutti noi, significa rendere difficile la fornitura dei più basilari servizi pubblici essenziali: una città frammentata come la nostra ha difficoltà economiche e logistiche nel garantire il benessere quotidiano, ce ne accorgiamo con la viabilità, con l’igiene urbana, con i costi conseguenti. La seconda volta astenendosi sul regolamento del forum dei giovani, regolamento che ha mostrato tutte le sue criticità grazie agli  emendamenti che abbiamo, solo noi, portato in aula con la nostra consigliera Daniela Bennati. Il PD, pur riconoscendo le nostre ragioni, non ha avuto il coraggio di mettere in minoranza il sindaco e ha permesso che l’atto passasse con tutti i suoi enormi limiti. Se il Partito Democratico ha deciso che il prossimo governo della città arrivi attraverso un compromesso al ribasso con le forze meno estremiste che oggi appoggiano il sindaco Persiani, se ha deciso che valga la pena assecondare le voglie di una maggioranza che si sta preparando a diventare sempre più “Vannacciana”, se ha deciso che si debba continuare in una linea di gestione della città che strizza l’occhio ai soliti poteri forti del territorio, è bene che sappia che non troverà mai in noi un alleato. I principi democratici scolpiti nella nostra Costituzione ci obbligano moralmente, eticamente e politicamente a garantire una opposizione capace di dare diritti e voce a chi oggi non ce l’ha, garantire spazi di azione a chi oggi è colpito da questa destra reazionaria nella espressione del proprio pensiero, garantire un orizzonte libero dagli interessi personali e affaristici di chi specula. Non contrastare in ogni occasione chi sta conducendo la nostra città e il nostro paese verso una deriva autoritaria significa esserne complici. E noi non lo possiamo essere”.