Il Tar boccia il ricorso di Antonella Bundu. Guidi (Fdi) resta in Consiglio regionale
«Si sarebbe aperto in Camera di Consiglio del tribunale un ampio dibattito sulla legge elettorale toscana e su come tutelare la volontà degli elettori».
MASSA-CARRARA – Ricorrerà in Consiglio di Stato Antonella Bundu. La candidata presidente di Toscana Rossa alle regionali 2025 non si fermerà al responso del Tar il quale ha rigettato la sua richiesta che le venisse assegnato il seggio anche se la sua lista non aveva raggiunto la soglia di sbarramento in occasione delle amministrative dello scorso autunno. A ottobre, lo ricordiamo, la lista Toscana Rossa aveva raccolto 57.250 voti, pari al 4,51% dei consensi espressi quindi sotto la soglia del 5% e sono stati invece 72.321 i voti raccolti da Antonella Bundu come candidata presidente, pari al 5,2% dei voti. Dei 72.321, sono oltre 11.200 i voti espressi esclusivamente per Antonella Bundu (non rientra in questo caso chi si è avvalso della possibilità di voto disgiunto). Quindi secondo Sinistra Progetto Comune e Nicola Cavazzuti di Rifondazione Comunista di Massa: “Dato che Antonella Bundu era la candidata presidente di una sola lista, quella di Toscana Rossa, possiamo affermare che chi ha votato esclusivamente il suo nome (senza avvalersi, quindi, della possibilità di voto disgiunto) intendesse votare il progetto tutto”. La volontà di quegli 11.200 elettori che hanno votato per la Bundu, ci spiega Cavazzuti, sono sicuramente da considerarsi anche espressione di voto per la lista perché altrimenti avrebbero votato per qualche altra lista attraverso il voto disgiunto. Quindi la lista Toscana Rossa dovrebbe considerarsi, secondo le forze politiche che sostengono Antonella Bundu, sopra la soglia di sbarramento. Cavazzuti ci rivela che nonostante il Tar abbia rigettato la richiesta: “Si sarebbe aperto in Camera di Consiglio un ampio dibattito sulla legge elettorale toscana e su come tutelare la volontà degli elettori della Bundu. Sicuramente – ha commentato Cavazzuti che ha confermato l’intenzione di procedere fino in Consiglio di Stato – si sta facendo strada la consapevolezza che la legge elettorale sia da rivedere perchè soggetta a dare adito a contestazioni”. Infatti Cavazzuti ricorda anche il ricorso proposto, e accolto dal Tar, della candidata di Fratelli d’Italia Serena Bulleri, che chiedeva il riconteggio delle schede perché non la convincevano alcune che erano state annullate, e anche in questo caso i dubbi sono legati alla poca chiarezza della legge rispetto le indicazioni circa le modalità del voto disgiunto. In entrambi i casi, tra l’altro, sia nell’ ipotesi in cui il Consiglio di Stato cambi tesi rispetto al Tar sia nel caso in cui il riconteggio dia ragione a Bulleri, a farne le spese sarebbe il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Guidi che sarebbe costretto a uscire da Palazzo del Pegaso. “Ora aspettiamo di conoscere le motivazioni tra 30 giorni e poi ricorreremo in Consiglio di Stato” conferma Cavazzuti.

