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Referendum sulla giustizia, confronto pubblico a Massa con Antonio Di Pietro promosso dal comitato Sì Separa

MASSA – Ampia partecipazione e attenzione ai contenuti per l’incontro dedicato alla separazione delle carriere in magistratura, organizzato dal comitato Sì Separa – Massa Carrara Lunigiana nella Sala consiliare “X Aprile” del Comune di Massa, in vista del referendum del 22 e 23 marzo. Ad aprire la serata è stato il sindaco di Massa, Francesco Persiani, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, evidenziando l’importanza di creare occasioni di approfondimento su temi istituzionali di rilievo e complimentandosi per il profilo qualificato dei relatori coinvolti. Un momento, ha sottolineato, utile a favorire partecipazione e consapevolezza civica. L’introduzione dei lavori è stata affidata all’avvocato Giuseppe Ronchieri, tra i promotori del comitato locale, che ha chiarito l’obiettivo dell’iniziativa: fornire ai cittadini strumenti per comprendere nel merito la proposta referendaria. Ronchieri ha precisato che il quesito non riguarda l’efficienza del sistema giudiziario o la durata dei processi, bensì l’assetto ordinamentale della magistratura e, in particolare, la distinzione tra funzioni requirenti e giudicanti. Il dibattito, moderato da Michele Scuto, ha visto l’intervento in collegamento dell’avvocato Giandomenico Caiazza, già presidente dell’Unione Camere Penali. Nel suo contributo ha richiamato il principio della terzietà del giudice come cardine del processo accusatorio, osservando che in molti ordinamenti le carriere di chi accusa e di chi giudica seguono percorsi distinti. A suo avviso, la riforma si muove nella direzione di rafforzare l’equidistanza del giudice rispetto alle parti. È intervenuto anche Antonio Di Pietro, già magistrato e ministro, che ha invitato a valutare il referendum al di fuori di logiche politiche contingenti. Secondo Di Pietro, la separazione delle carriere rappresenta uno sviluppo coerente del modello processuale introdotto alla fine degli anni Ottanta e può contribuire a consolidare la fiducia dei cittadini nell’imparzialità della decisione giudiziaria. L’approfondimento tecnico è stato curato dal professor Sergio Menchini, ordinario all’Università di Pisa, che ha proposto una riflessione sull’organizzazione interna della magistratura e sugli organi di autogoverno. Menchini ha evidenziato come il tema tocchi aspetti strutturali del sistema e meriti un’analisi attenta, al di là delle contrapposizioni. A completare il quadro degli interventi l’avvocato Francesco Rizzo, partner dello studio CBA di Roma, che ha ribadito l’esigenza di affrontare la materia con un approccio informativo e non ideologico, sottolineando le implicazioni che l’assetto delle carriere può avere sull’equilibrio complessivo del processo. Tra il pubblico erano presenti anche il consigliere regionale Jacopo Ferri e il sindaco di Tresana Matteo Mastrini, a testimonianza dell’interesse istituzionale verso l’iniziativa. Nel corso dell’incontro è stato ricordato che il referendum non prevede quorum e che l’esito dipenderà dalla maggioranza dei voti validamente espressi. In chiusura, Ronchieri ha richiamato il principio espresso da Luigi Einaudi, “conoscere per deliberare”, come invito a informarsi in modo approfondito prima di recarsi alle urne. Un messaggio che ha sintetizzato lo spirito della serata: favorire un voto consapevole su una materia complessa ma centrale per l’equilibrio della giustizia.