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Iniziata la bonifica della ‘Buca degli Sforza’. Il Wwf: «Un miracolo. Mai un intervento più importante in zona»

MASSA – «Per la prima volta da quando il mondo industriale produce inquinanti, e il territorio viene cosparso di materiale pericoloso e inquinante, nel Comune di Massa, in località Poveromo in via Verdi al confine con il comune di Montignoso, si sta compiendo un miracolo. Dopo circa 60 anni, nel sito inquinato della “Buca degli Sforza” sono iniziate le operazioni di bonifica; già decine di autotreni sono stati caricati di terre inquinate con direzione impianti e discariche autorizzate». Esprime soddisfazione il presidente del Wwf di Massa-Carrara, Gianluca Giannelli per l’avvio delle attese operazioni di bonifica della “Buca degli Sforza”.

«È un piacere – evidenzia – vedere il cantiere con tanto movimento, impianti di controllo della qualità dell’aria, sistemi di lavaggio delle ruote degli autotreni e tanti altri accorgimenti per operare in sicurezza, in un luogo dove per decenni si è chiesto di riportare questi spazi come erano in origine: zone umide ricche di biodiversità che invece la mano umana ha trasformato da luogo di vita in un luogo di morte. Un luogo dove non cresceva un fiore, come scrivemmo nel comunicato stampa nel 1992 per denunciare la situazione, oltre naturalmente al rischio per la salute pubblica minacciata da contaminanti nell’aria e dal dilavamento del Canalmagro-Fescione e del fosso del Sale che costeggiavano l’area, erodendone gli argini con trascinamento fino al mare; tutto questo per 60 anni».

«Il fatto che lo consideriamo un miracolo è dovuto al motivo che in tutta la provincia di Massa-Carrara non si è mai bonificato niente di così importante; nemmeno nella zona industriale, in stabilimenti tra i più pericolosi d’Italia, si è portato via niente. Tutto è ancora lì ricoperto da una lastra di cemento, almeno per quello che sappiamo; infatti noi non siamo mai riusciti a sapere niente. Qua invece vediamo e vedremo; speriamo che il 2026 sia l’anno della rinascita per un pezzo del nostro territorio da tanti anni abbandonato al degrado. La situazione che più ci ha fatto male – conclude Giannelli – è stata anche la noncuranza di molti nostri concittadini e di operatori turistici che, invece di appoggiarci nelle nostre azioni di protesta, o hanno fatto finta di niente o hanno nascosto il problema, come se la salute pubblica e la difesa della biodiversità non fossero un problema, ma una scocciatura».