il centro storico
|Carrara, rinasce Palazzo Rosso: una biblioteca tra storia e modernità diventa il nuovo polo della cultura
«I lavori di restauro conservativo termineranno presumibilmente a ottobre mentre entro il primo trimestre del 2027 dovrebbero completarsi i lavori di allestimento, salvo intoppi e sorprese»
CARRARA – Una biblioteca all’avanguardia con spazi insonorizzati, solai trasformati in moderni ed effcienti ballatoi, 150 posti lettura con 8 sale, tra cui sale conferenze e tutto mantenendo e conservando l’antica e preziosa struttura di palazzo Rosso. Il palazzo settecentesco, un vero e proprio gioiello nel cuore del centro storico, tornerà a nuova vita, diventando centro nevralgico culturale della città e sede di iniziative di inclusione sociale. I tempi? Lo dichiara la sindaca Serena Arrighi in conferenza stampa: “I lavori di restauro conservativo termineranno presumibilmente a ottobre mentre entro il primo trimestre del 2027 dovrebbero completarsi i lavori di allestimento. Salvo intoppi, considerato che, come sottolinea l’architetto Stefano Calabretta a capo del team di progettisti, si tratta di operazioni estremamente delicate che avvengono in continuo dialogo con la Sovrintendenza”. Solo l’altra mattina per esempio racconta l’architetto, è stato trovato un camino che gli ingegneri strutturisti volevano buttare giù ma per cui, discutendo, è stata poi trovata la soluzione tesa a conservarlo. Un’opera delicatissima con il recupero dei colori originali della sala più bella e straordinaria la sala della Minerva: tra l’azzurro e il verde. Sono state trovate addirittura anche tre pavimentazioni. Solai realizzati in epoche diverse e successive ma che impoverivano la maestosità della stanza, sono stati in parte abbattuti e in parte tramutati in bellissimi e funzionali ballatoi. Insomma con questo lavoro complesso e gentile palazzo Rosso si prepara a riaprire le proprie porte diventando la casa della cultura carrarese. Nei quattro piani dell’edificio troveranno spazio i locali della biblioteca civica ‘Lodovici’, che tornerà così nella sua vecchia casa, ma con una veste tutta nuova. La biblioteca occuperà l’intero palazzo diventando un luogo di cultura a 360 gradi. Non solo prestito, consultazione e spazi per lo studio, dunque, ma ci saranno anche due grandi sale conferenze, un’emeroteca, aree dedicate a bambini e ragazzi e poi ancora gli archivi storici tra cui quello della Ferrovia Marmifera, spazi pensati per la didattica, un locale bar e tanto altro ancora.
«Il recupero di palazzo Rosso rappresenta un altro tassello importante nella nostra visione di rilancio del centro storico – sottolinea la sindaca Serena Arrighi -. Noi crediamo che per dare nuovo slancio e per tornare a crescere ci sia bisogno di aprire porte e creare spazi dove la creatività e la cultura possano affermarsi. Palazzo Rosso diverrà quindi un grande centro culturale: ci sarà spazio per la biblioteca con i suoi fondi e i suoi archivi, ma anche per tanti altri luoghi dove incontrarsi e socializzare. Palazzo Rosso sarà la casa dei lettori, degli studenti e degli studiosi, ma anche delle famiglie e di tutti i cittadini: dovrà diventare un luogo di aggregazione del quale la cultura sarà il motore e il fulcro. Questo progetto acquisisce ancora più importanza nell’ottica della sinergia che si potrà sviluppare con l’Università di Pisa e con il corso di laurea triennale in Ingegneria delle Tecnologie digitali che dal prossimo autunno sarà inaugurato alla Padula e nel centro storico».
«Il progetto di recupero di palazzo Rosso – ricorda l’assessore ai Progetti speciali Moreno Lorenzini – rientra in un complessivo disegno di rigenerazione urbana che stiamo portando avanti ormai da anni. Al fianco di una programmazione e una progettazione culturale organica stiamo realizzando numerosi interventi strutturali finanziati con risorse proprie del Comune, ma anche con fondi Pnrr o, come nel caso di Palazzo Rosso, del bando delle Periferie. Quando sarà riaperto palazzo Rosso dialogherà direttamente con Palazzo Pisani, dove il cantiere di restauro è in procinto di partire, ma anche con la vicina via Verdi. Palazzo Rosso sarà quindi un importante parte di un centro storico riqualificato e rigenerato».
«Recuperare una sede prestigiosa come palazzo Rosso e restituirle la vocazione culturale che ha sempre avuto ritengo sia un’operazione importante per questa città che si prepara a una svolta importante anche grazie al progetto del nuovo corso universitario – dichiara l’assessore alla Cultura Gea Dazzi -. Palazzo Rosso diventerà non solo uno spazio utile alla formazione, allo studio e all’informazione, ma un luogo d’incontro e di socializzazione, per gli studenti del territorio, per quelli che arriveranno da fuori e per la comunità tutta». Attualmente a palazzo Rosso, in passato già sede oltre che della biblioteca civica e di alcuni uffici comunali anche dell’Accademia di Belle Arti, del liceo Artistico e del Municipio, è in corso un importante cantiere di restauro e recupero. Il progetto è stato redatto da un gruppo di professionisti diretto, come si diceva, dall’architetto Stefano Calabretta e prevede il recupero edilizio con miglioramento sismico con riqualificazione e riuso dei quattro piani del palazzo per destinarli a servizi culturali. Complessivamente l’investimento per riaprire palazzo Rosso dopo oltre dieci anni di chiusura è di circa 2,8 milioni di euro di cui 2 finanziati con il bando delle Periferie e le restanti risorse messe a disposizione dall’amministrazione comunale. «E’ la terza amministrazione con cui mi rapporto su questo palazzo e ho notato un cambio di passo. L’insediare una biblioteca a palazzo Rosso significa fare un progetto nuovo alla luce della normativa attuale, perché il progetto andato in gara che era previsto nel Dup era di sventrare il palazzo e conservare la cortina muraria esterna. Noi abbiamo proposto di fare un restauro filologico conservativo e con questa idea abbiamo recuperato i finanziamenti (scaduti i termini dato che lo stanziamento delle risorse col bando di Periferia risaliva al 2015/2016 ndr). L’intervento di restauro che stiamo portando avanti – spiega l’architetto Stefano Calabretta – è delicato, come palazzo Rosso merita. Siamo consapevoli dell’importante azione di recupero che si sta attuando e questo ci responsabilizza ulteriormente. Il bene è tra i più importanti del centro storico e nel tempo ha subito interventi incongrui con la grandiosità e magnificenza originale. Attraverso un intenso dialogo con la Soprintendenza e gli uffici comunali, e una piena condivisione di ogni valutazione puntuale, stiamo realizzando un intervento teso al recupero di quella grandezza. Oltre agli aspetti funzionali il palazzo sarà migliorato sismicamente, dotato di impiantistica evoluta e pensato per proporsi come luogo pienamente permeabile alla città». Sia l’architetto che la sindaca hanno voluto espressamente ringraziare le funzionarie bibliotecarie comunali per il prezioso contributo e i suggerimenti indispensabili per poter pensare correttamente a uan biblioteca funzionale.
L’intervento prevede l’accesso anche da piazza Accademia, per favorire al massimo la permeabilità con il centro storico, qui si troverà l’emeroteca, organizzata con sedute comode ed accoglienti per circa 20 persone ed una consistente parte del magazzino di libri, sempre a questo piano sarà il Front Office. Al piano terra inoltre è prevista la sistemazione della sezione bambini, acusticamente isolata e connessa ad una ambiente che sarà destinato a fasciatoio e sala allattamento per le mamme con figli piccoli.
Al piano nobile del palazzo, la Sala della Minerva diventerà una sala per conferenze per circa 70 persone, dove la scelta dei progettisti è stata quella di puntare su un intervento filologico di recupero dell’originaria bellezza attraverso cromatismi, pavimento e recupero del soffitto cassettonato. Sempre al piano nobile troveranno spazio altre due sale di lettura da 16 posti e varie sezioni tematiche. Tutti questi spazi sono caratterizzati dall’altezza di oltre 6 metri, riportata all’originale anche nelle due sale attigue alla Minerva e dotate di ballatoi per accedere agli alti scaffali per libri.
Al terzo piano una grande sala studio sarà dotata di circa 40 posti, oltre due box isolati acusticamente per consentire lavoro e studio a piccoli gruppi di studenti. Sempre a questo piano altre due sale di lettura o di studio disporranno di 16 posti e saranno destinate ai ragazzi.
Al quarto piano, infine, ci sarà una grande sala per conferenze e attività didattica da circa 80 posti, dotata di ogni comfort tecnologico per supportare formazione e attività culturali. A questo piano ci sarà inoltre un’altra sala di lettura da 16 posti ed una zona bar-area relax dalla quale si potrà godere di una vista unica con due ampie finestre sul centro storico di Carrara e sul campanile del Duomo.
Complessivamente la nuova casa della cultura disporrà quindi di:
- due sale conferenze per un totale di 150 posti (con possibilità di replicare segnale video da una all’altra);
- sale studio e di lettura per un totale di circa 150 posti;
- uffici amministrativi per il personale e servizi igienici ad ogni piano.
Saranno installati un ascensore che servirà tutti i piani e, per ragioni di sicurezza, una scala di emergenza all’angolo su via dell’Arancio.

