Variante Olivetti, scontro Pd-sindaco. «Manca il confronto nel merito». «Sarà una cittadella a usi misti»
MASSA – I consiglieri Pd Enzo Romolo Ricci e Stefano Alberti tornano a contestare la variante relativa all’area ex Olivetti. Ma della bontà della scelta di cambio di destinazione d’uso da artigianale-industriale in commerciale per quel lotto di terreno in zona industriale, il sindaco Francesco Persiani e la sua amministrazione ne sono convinti, rivendicando la legittimità della propria visione. “La risposta dell’amministrazione comunale di Massa alle critiche del gruppo PD sulla variante ex-Olivetti e, più in generale, sulle politiche urbanistiche dell’amministrazione Persiani – criticano Ricci e Alberti -, rappresenta un esempio emblematico di toppa peggiore del buco. Una replica goffa e imbarazzata che, non si comprende se per ignoranza o per calcolo, evita di confrontarsi nel merito dei quesiti posti, rifugiandosi in un gioco di prestigio retorico fatto di affermazioni elusive, divagazioni e confusioni semantiche. Emblematica, in tal senso, è la mistificazione che assimila la produzione industriale alla funzione commerciale di consumo, entrambe definite “produttive”. In previsione degli strumenti urbanistici generali, si blocchino le varianti e si apra un percorso reale e partecipato che coinvolga città, lavoratori, sindacati, imprese e consiglio comunale, per discutere il futuro delle aree industriali”.
La risposta del sindaco non si fa aspettare: “Le dichiarazioni del gruppo consiliare del Partito Democratico colpiscono più per il tono che per il merito delle questioni sollevate. Un linguaggio carico di giudizi e allusioni personali non contribuisce a qualificare il dibattito pubblico né aiuta la città a comprendere con chiarezza le scelte in discussione.In materia urbanistica non esistono verità assolute, ma visioni diverse e tutte legittime. Pensare il contrario significa confondere il confronto democratico con una presunta superiorità morale o culturale che non giova a nessuno.L’area ex Olivetti, successivamente ex Gesco, è notoriamente dismessa e in stato di degrado dalla fine degli anni Novanta, nonostante si tratti di un compendio collocato in una posizione strategica. Nel 2021 l’area è stata acquistata all’asta fallimentare da investitori privati che, da allora, stanno lavorando per avviarne la riqualificazione. Per quanto riguarda questa amministrazione, i fatti dimostrano che non è mai stata presa in considerazione l’ipotesi di autorizzare interventi che non valorizzassero in modo prevalente il tessuto produttivo artigianale e industriale. Al contrario, ogni scelta è stata orientata a creare condizioni di sviluppo sostenibile, attrattività e occupazione, senza contrapposizioni ideologiche tra funzioni produttive e altre attività economiche.Tra il 2024 e il 2025 la proprietà ha presentato un progetto di rigenerazione dell’intero comparto, di oltre 92 mila metri quadrati, che punta alla realizzazione di una “cittadella” a usi misti: spazi artigianali e produttivi, servizi direzionali, attività micro-commerciali, iniziative culturali e sociali, aree fitness o sportive, oltre a potenziali spazi museali dedicati alla storia dell’Olivetti. La proposta di variante urbanistica, presentata e discussa pubblicamente, prevede inoltre la conservazione degli elementi storici più significativi, la demolizione delle parti non recuperabili e l’introduzione di spazi verdi e infrastrutture moderne. Governare il territorio non significa bloccare ogni trasformazione in attesa di una visione astratta, ma assumersi la responsabilità di decidere con equilibrio e realismo, nel rispetto dell’interesse pubblico. Chi oggi pretende di impartire lezioni avrebbe potuto, e dovuto, assumersi le proprie responsabilità quando ne aveva l’opportunità. Il confronto è sempre benvenuto, soprattutto con la cittadinanza. Gli attacchi personali e le polemiche strumentali, invece, non contribuiscono a migliorare la qualità del dibattito e vengono respinti al mittente”.


