«A Massa +27% di tumori allo stomaco, a Carrara +3,6%. Serve il registro provinciale». Appello della Lilt alla Regione
«C’è un eccesso di malattie neoplastiche con numeri più alti a Massa che a Carrara rispetto alla Regione». Il punto di Legambiente sulle bonifiche: dopo la Rumianca saranno sanati solo 20 ettari su 116.
MASSA-CARRARA – A Massa c’è il 27% in più rispetto al dato regionale di tumori allo stomaco e a Carrara il 3.6% in più. Il dato lo spiega in conferenza organizzata dalla Lilt a Palazzo Ducale, il dottor Fabrizio Bianchi ricercatore Cnr. Ma questo 27% in più quali zone riguarda precisamente? E’ di fondamentale importanza saperlo perché, spiega il medico, potrebbero esserci zone all’interno del territorio, con percentuali molto più alte e zone in cui non si sviluppa per niente la malattia e la media poi darà il 27% in più. Quindi? Quindi è necessario al più presto un registro tumori apuano per poter ricostruire, come dicono i vari medici che si sono avvicendati al microfono della conferenza, l’esposizione della patologia zona per zona, come del resto accade in altre province d’Italia. Da qui l’appello alla Regione perché si sblocchi la volontà politica e si dia il via a un registro dei tumori apposito per le province zona Sin-Sir toscane, e in particolare a Massa-Carrara (iIn Toscana sono 4 le zone Sin-Sir: Piombino, Orbetello, Livorno e Massa-Carrara).
Il dottor Fabrizio Bianchi del Cnr fornisce alcuni elementi preziosi che ci permettono di farci un’idea della situazione apuana: “Non essendoci un registro i tumori perfettamente funzionante specialmente in aree ad alto rischio – spiega il ricercatore – mancano i dati di incidenza. Fino ad oggi si è andati avanti con i dati di mortalità che funzionano meglio con le malattia a breve latenza come quelle cardiocircolatorie, mentre con i tumori essendo di latenza media molto lunga meno. Questo ci dice che c’è necessità di registri. Da una parte c’è la necessità di studi che vadano ad approfondire l’esposizione passata nel tempo in modo tale da capire circa la patogenesi e la storia zona per zona. A Massa e Carrara ‘Sentieri’ ha sempre confermato la presenza di anomalie su patologie specifiche tumorali: il tumore dello stomaco, del colon retto, del fegato. Questa del registro è una delle carenze cui bisogna mettere rimedio in tempi stretti per la ricostruzione dell’esposizione I dati a disposizione anche sulla mortalità fino al 2022 dicono che c’è un eccesso di tumori più alti a Massa che a Carrara rispetto alla Regione: il 9% a Massa e 6.6% in più a Carrara. C’è il colon retto più alto con il 10% in più a Massa e il 4% in più a Carrara. Il tumore del polmone non è un problema perché è sotto il livello a Massa e leggermente superiore a Carrara rispetto alla Regione. Il tumore della mammella è al di sotto dei livello regionale: probabilmente funzionano gli screening. Rimane alto il tumore dello stomaco con il 27% in più a Massa rispetto alla Regione un po’ meno a Carrara con il ‘solo’ 3.6%. Quindi le cose da fare sono molte. In aree come queste bisognerebbe sapere la mortalità, l’incidenza delle malattie e la loro connessione nel territorio ripartita all’interno del comune: il 10% in più di tumore al colon retto è spalmato su tutto il territorio o è diversificato secondo le zone? Ci potrebbero essere zone con il 20/30% in più e zone dove non c’è nessun eccesso. E’ necessario ricostruzione dell’esposizione”.
Altri dati che rendono l’idea delle dimensioni del fenomeno li riferisce Pietro Bianchi, presidente della Lilt Massa-Carrara: “Approfittiamo che il 4 febbraio è la giornata mondiale contro il cancro per sensibilizzare la popolazione per le malattie tumorali: a livello mondiale sono attese per il 2025 20milioni di nuove diagnosi di tumori e 10milioni di decessi, in Italia il numero è di 390mila nuove diagnosi e 180mila morti, in Toscana 25mila nuove diagnosi e metà di decessi. Nella nostra provincia si attendono 1700/1800 nuove diagnosi: dove attesa significa stima. Un numero molto importante”. Il dottor Eugenio Paci, coordinatori delle Lilt toscane, in primis punta il dito sul silenzio circa i lavori di bonifica, proponendo di formare un osservatorio che faccia pressione per avere comunicazioni trasparenti periodiche e proponendo di sollecitare la Regione perché venga istituito un registro per ognuna dei 4 siti Sin toscani. Riferisce il medico: “A Massa è in corso un progetto sperimentale perché area considerata esposta. Al di là della bonifica tutti i lavoratori che lavorano col marmo e nei cantieri sono tutti probabilmente a maggior rischio. Abbiamo dimenticato che tra ambiente e lo stile di vita personale c’è anche l’esposizione per il tipo di occupazione che si svolge”. Sul registro tumori prova a chiarire: “Se muore una persona per una patologia, io non so se ci sono state altre persone che sono sopravvissute alla stessa malattia: per questo è importante un registro. Se abbiamo solo la mortalità non vediamo questo dato. Poi non vediamo le caratteristiche delle malattie, abbiamo un dato grezzo: la leucemia ha tante tipologie. Ispro ha una banca dati che indica 94mila tumori in Toscana fino al 2020 (dal 2013) e c’è la distribuzione per area vasta: l’area nord ovest ha tassi importanti ma è troppo vasta per capire la situazione. Come Sin, come Lilt è da chiedere che siano pubblicati questi dati, discussi, resi disponibili ai professionisti e ai cittadini”. Per il dottor Paci, comunque, l’assenza del registro sarebbe dovuta tecnicamente a una legge sulla privacy e la lentezza in Italia a informatizzare i registri. Passando a fare il punto sulle bonifiche, Legambiente Massa riassume: “A Massa-Carrara nonostante il 100% delle aree sia stato caratterizzato (analizzato) i risultati faticano ad arrivare: la superficie delle zone Sin è di 116 ettari perimetrali ma con la conclusione della bonifica dell’area ex Rumianca si arriverà a circa 20 ettari totali risanati. Un dato positivo ma che rappresenta solo una piccola frazione dell’intera area contaminata. Nei suoli e nelle falde persiste un cocktail pericoloso di metalli pesanti, pesticidi, idrocarburi, solventi clorurati e ammoniaca, residui delle storiche attività chimiche e industriali (ex Farmoplant, . ex Agricoltura, ex ferroleghe, Solvay). Una nota di speranza arriva dalla gestione delle acque sotterranee. E’ infatti in partenza il progetto di Sogesid per realizzare un impianto Taf (Trattamento Acque di falda) . Attraverso l’integrazione di nuovi pozzi barriera nelle aree ex ferroleghe, ex Enichem, ex Italian Coke ed ex Farmoplant il sistema permetterà di estrarre e depurare l’acqua inquinata, impedendo la diffusione dei veleni nel sottosuolo. In sostanza un lavaggio delle acque. Oltre al polo chimico esistono inoltre altri pericolo quali l’amianto ancora massicciamente presente sul territorio in prefabbricati e canne fumarie e il problema delle discariche locali (Buca degli Sforza diventerà un’arca naturale e vasca di laminazione, ma resta aperto il problema per via Fescione, via Volpina, e le aree di Montignoso)”.
Infine per l’associazione Isde dei medici per l’ambiente il dottor Alberto Rutili ha evidenziato come non solo i tumori ma anche altre problematiche sanitarie sono diffuse a Massa Carrara, legate al tema ambientale. Pensiamo alle polveri sottili che possono creare importanti problemi cardio circolatori. “C’è la necessità di fare un registro dei tumori che c’è in quasi tutte le realtà italiane come la nostra e non si capisce perché non deve essere anche a Massa – ha ribadito – . E’ importante perché mette in correlazione lo stato di salute con l’ambiente. Se noi abbiamo un problema di ambiente è ovvio che dobbiamo vedere il problema salute nella popolazione che vive o ha vissuto in quella zona”.

