istituto superiore
|«Studente gira con un coltello in tasca a scuola». A Massa genitore informa un docente
Dopo la denuncia di una mamma, la preside visto quanto accaduto a La Spezia, dove è stato ucciso uno studente, ha adottato una misura preventiva segnalando alle forze di polizia
MASSA – Dopo che alcuni giorni fa un genitore ha informato un docente di una scuola superiore massese, che «nella scuola c’è chi gira con un’arma da taglio in tasca», un altro episodio, una zuffa tra due o più studenti nel piazzale della scuola, avrebbe indotto la dirigente scolastica ad allertare le forze di polizia. La segnalazione è partita anche alla luce di quanto accaduto due settimane fa a Youssef Abanoub, il diciottenne di doppia nazionalità, egiziana e italiana, accoltellato a morte all’istituto Chiodo-Einaudi di La Spezia.
«Ha fatto bene la dirigente ad adottare una misura preventiva – affermano quei genitori che informati dai figli, sono preoccupati per l’aria che tira nella scuola – prima che la situazione degeneri e possa accadere qualcosa di più grave». Riguardo alla presenza di uno studente con un’arma, non è chiaro se tratti di un coltello o di un taglierino «ma poco importa – avrebbe detto il genitore informando il docente di ciò che le è stato riferito dal figlio – fatto sta, che sono più di uno gli studenti che sanno di un loro compagno che si reca a scuola nascondendo un’arma in tasca».
Finora il compagno sotto accusa non avrebbe minacciato nessuno e tanto meno si sarebbe fatto forte del fatto di avere un’arma bianca a portata di mano, «un motivo in più per intervenire prima che ciò possa accadere – ha chiesto con fermezza il genitore – rischiando che qualcuno ci rimetta». Voci di corridoio della scuola farebbero intuire, che lo studente sotto i riflettori non sarebbe l’unico ad aver mostrato un arma bianca in pubblico ma per il momento non ci sono né conferme né smentite. Cresce intanto il numero di genitori che approvano la richiesta dei dirigenti scolastici che chiedono l’utilizzo del metal detector, come alternativa alla presenza delle forze di polizia fuori dalle scuole.
«Una presenza, la nostra, che però farebbe da deterrente, come sa bene chi ha cuore la sicurezza dei propri figli e degli altri giovani – ha scritto un rappresentante delle forze di polizia massese tramite i social – contrariamente a chi sostiene che invece rischierebbe di dare l’impressione di un ambiente militarizzato».



