il comitato
|Sfratti a Marina di Carrara: 50 famiglie in regola si uniscono. «Ci mandano via senza motivo»
«Gli abitanti degli immobili hanno ricevuto dalla proprietà un messaggio WhatsApp che collegava la situazione dei contratti di locazione all’esito di contenziosi fiscali (IMU e TARI) tra la società proprietaria e il Comune di Carrara».
MARINA – CARRARA – “Si è costituito a Carrara il Comitato ‘50 Inquilini Sfrattati’ ” annunciano dal comitato stesso spiegando come alcuni nuclei familiari residenti da anni in alcuni palazzi, per la precisione quattro, a Marina in Via Villafranca e Via Bertoloni si siano organizzati in un comitato perché “destinatari di procedure di sfratto per finita locazione, pur in assenza di morosità e senza che venga indicata una motivazione sostanziale. Tutti gli inquilini sono in regola con il pagamento dei canoni – scrivono i cittadini del comitato – e rischiano la perdita della propria abitazione principale a seguito di una scelta della proprietà che appare legata a operazioni di carattere economico e immobiliare, con pesanti ricadute sociali sul territorio. Gli immobili – spiegano dal comitato -, oggi di proprietà di una società a responsabilità limitata, nascono da convenzioni urbanistiche stipulate negli anni Ottanta tra il Comune di Carrara e una terza società costruttrice, convenzioni che qualificavano questi alloggi come edilizia a finalità sociale, con canoni calmierati e precise garanzie di stabilità abitativa. Un patto pubblico che prevedeva benefici per il costruttore in cambio di obblighi verso la collettività e gli inquilini, vincoli che permangono anche per gli aventi causa (i proprietari successivi ndr). Il travaglio degli inquilini – prosegue il comitato -è annoso, con minacce di sfratti che negli anni hanno creato ansie e senso di sgomento da parte degli inquilini. Il 9 gennaio scorso gli abitanti degli immobili hanno ricevuto dalla società proprietaria un messaggio WhatsApp che collegava la situazione dei contratti di locazione all’esito di contenziosi fiscali (IMU e TARI) tra la società e il Comune di Carrara. Nel messaggio si suggeriva che i contratti in essere potessero non essere validi ai fini dell’esenzione IMU e si invitavano gli inquilini a rivolgersi direttamente alle istituzioni comunali per favorire un accordo. Si tratta di comunicazioni che generano forte preoccupazione e tensione tra gli inquilini”, dichiara il comitato. I residenti contestano un comportamento ingenerante pressioni anche psicologiche ingiuste: “Pur essendo parte lesa, veniamo messi sotto pressione per problematiche che non competono. Non siamo morosi, non abbiamo violato alcun contratto, ma ci troviamo improvvisamente esposti a sfratti collettivi. A fronte di questo la richiesta dei cittadini è rivolta al Comune: “Chiediamo alle istituzioni di assumersi la responsabilità di affrontare questa come una vera emergenza abitativa, non come una somma di casi individuali. I quattro palazzi ospitano numerose famiglie a basso reddito: sono presenti persone dal 1984, alcune con disabilità (L. 104), molti anziani over 65 e famiglie con minori. A questo si aggiunge una condizione strutturale sempre più grave: la manutenzione ordinaria e straordinaria latita. Intonaci che si staccano, parti di facciata deteriorate e interventi mai eseguiti hanno fatto sì che questi edifici siano ormai noti nel quartiere come “i palazzi dei bombardati”, con evidenti problemi di decoro e sicurezza”. Il comitato informa quindi che si sta organizzando per tutelare i diritti delle 50 famiglie coinvolte e annuncia che richiederà a breve un incontro urgente con il Comune di Carrara e con la Prefettura di Massa-Carrara, affinché vengano attivati strumenti di tutela, mediazione e soluzioni alternative allo sfratto, con particolare attenzione ai nuclei più fragili. Il Comitato ribadisce la propria disponibilità al dialogo, ma annuncia che “proseguirà le iniziative pubbliche fino all’apertura di un confronto istituzionale serio, trasparente e concreto”.


