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Marina di Carrara, trovata un’altra tartaruga senza vita tra gli scogli
foto dalla pagina social centro didattico Wwf dei Ronchi

Ieri è salito a 8 il numero delle Caretta caretta trovate morte dal 31 Dicembre.

MARINA DI CARRARA – Continuano i ritrovamenti di tartarughe senza vita sulle spiagge apuoversiliesi. Ieri è salito a 8 il numero delle Caretta caretta trovate morte dal 31 Dicembre. Sabato mattina infatti è stato rinvenuto un esemplare morto a Marina di Carrara. La situazione cominica a preoccupare seriamente gli ambientalisti. Il Wwf Italia nei giorni scorsi faceva sapere come “nelle ultime settimane in diverse aree delle coste italiane si è presentato uno scenario drammatico: sono state trovate tartarughe marine spiaggiate e senza vita. Gli esemplari presentavano abrasioni e segni compatibili con l’intrappolamento in reti o lenze da pesca. Saranno le analisi scientifiche a chiarire le cause esatte della morte. I dati sulle tartarughe marine rinvenute senza vita sono allarmanti e indicano un problema che non può essere ignorato. Le interazioni con gli attrezzi da pesca rappresentano una delle principali minacce per questi animali. Dobbiamo ribadire la necessità di un approccio integrato che unisca prevenzione, recupero delle reti fantasma, innovazione tecnologica e collaborazione con il settore della pesca. Solo così sarà possibile fermare una strage silenziosa che continua a colpire una delle specie simbolo del Mediterraneo”. Anche il centro didattico Wwf dei Ronchi man mano che avvenivano i ritrovamenti manifestava preoccupazione e chiedeva maggiore sensibilità e controlli: “Le tartarughe, nella quasi totalità dei casi, muoiono perché restano intrappolate nelle reti da pesca, non riescono a risalire in superficie per respirare e affogano. È una morte evitabile. È una morte causata dall’uomo. La situazione sta diventando gravissima. Continuiamo a trovare reti spiaggiate, pezzi di attrezzature da pesca abbandonate, e sappiamo benissimo che molte altre sono ancora in mare, trascinate dalle correnti, invisibili ma letali. Trappole che continuano a uccidere pesci, cetacei, tartarughe, devastando gli ecosistemi marini giorno dopo giorno. Il danno ambientale è enorme, eppure si continua a far finta di niente. Dove sono i controlli? Dove sono le sanzioni? Dove sono le azioni concrete contro chi pesca illegalmente e abbandona reti in mare come se fosse una discarica? È ora di prendere provvedimenti seri. Serve una regolamentazione della pesca più rigida, controlli costanti e tolleranza zero verso il bracconaggio. Chi distrugge il mare deve essere fermato, non giustificato”.