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Consiglio sui Paav, il centrosinistra lascia ancora l’aula. «Non c’è confronto». «I lavori si organizzano nella Capigruppo»

«Non ci è stato consentito di intervenire sulle singole osservazioni presentate da cittadini e associazioni». «Restiamo aperti a trovare un accordo comune, ma questo deve essere preso nelle sedi opportune»

MASSA – E’ successo nuovamente, durante la seconda seduta di Consiglio dedicata ai Paav (Piano Attuativo degli Arenili e dei Viali a Mare) l’opposizione di centrosinistra abbandona ancora l’aula per protesta e sempre per l’identico motivo: la sua richiesta di discutere e confrontarsi su ogni singola osservazione e controdeduzione non è stata accolta dalla maggioranza. Tante le osservazioni presentate da varie associazioni e cittadini, un centinaio, e quasi tutte controdedotte e respinte. Sia la consigliera Dina Dell’Ertole di Massa è Un’Altra Cosa che la consigliera del Polo Progressista e di Sinistra Daniela Bennati in aula chiedono di poter dibattere su ogni singola controdeduzione. “Vorrei intervenire sull’ordine dei lavori di questo Consiglio – prende la parola Dell’Ertole – come Pd e Massa è Un’altra Cosa ci sentiamo di chiedere unitariamente rispetto all’ordine dei lavori, a tutela delle prerogative del Consiglio di discutere ogni osservazione. Abbiamo già abbandonato l’aula  ieri perché non ci è stato consentito di discutere le singole osservazioni e controdeduzioni comprimendo così il dibattito democratico. Rientriamo oggi con senso di responsabilità istituzionale e chiediamo sia consentito ai consiglieri di intervenire nel merito senza escludere il confronto puntuale. Se anche in questa seduta  ci verrà impedito questo, prendiamo atto che il Consiglio comunale viene posto nella condizione di esprimersi senza confronto reale e in questo caso saremo costretti ad abbandonare l’aula nuovamente”. Come poi effettivamente è successo. Anche l’intervento di Daniela Bennati ha lo stesso tenore: “In merito al Consiglio di ieri – sostiene la consigliera -auspico che questo non venga svolto nello stesso modo, e si possa discutere controdeduzione per controdeduzione come previsto dal regolamento e dallo Statuto”. Viene quindi sospeso per 15 minuti il Consiglio. Durante la pausa la capigruppo consiliare riunitasi cerca di trovare un accordo. Evidentemente non riesce perché al rientro in aula il centrosinistra non c’è. E la consigliera Dina Dell’Ertole commenta dalla sua pagina social: “Anche stasera come opposizione di centrosinistra abbiamo lasciato il Consiglio comunale durante la discussione sul Piano degli Arenili e dei Viali a Mare. Non per ostruzionismo, ma perché non ci è stato consentito di intervenire sulle singole osservazioni presentate da cittadini e associazioni. Ci è stato chiesto di sceglierne alcune a priori: non abbiamo accettato. Il diritto di intervento dei consiglieri non è una concessione. Non spetta all’opposizione decidere quali osservazioni meritino di essere discusse. Così il Consiglio viene ridotto a una semplice ratifica. Abbiamo scelto di uscire per difendere il ruolo del Consiglio comunale e il diritto dei cittadini a un confronto vero”.

Il punto di vista e la posizione del capogruppo della Lega Filippo Frugoli chiarisce che il problema è decidere come organizzare i lavori in aula non a lavori in corso in Consiglio  ma nella capigruppo: “Avevamo fatto una riunione della capigruppo – risponde Frugoli – in cui il presidente del Consiglio aveva proposto di fare una discussione unica sulle osservazioni con votazione su ogni osservazione e dove i consiglieri potevano fare domande. Poi però in Consiglio l’opposizione chiede di discutere le osservazioni una a una, ma non era stato deciso così. Successivamente nella riunione della capigruppo di ieri il presidente ha proposto di discutere le osservazioni che le opposizioni ritenevano più importanti e con una maggiore valenza. Ma il centrosinistra ha risposto che volevano discutere su tutto altrimenti sarebbero usciti. Quindi siamo rimasti come deciso inizialmente dalla capigruppo. Io comunque resto aperto a trovare un accordo comune, ma questo deve essere preso all’interno della capigruppo e non con il Consiglio in corso perché se organizziamo i lavori su 4 Consigli comunali perché ci sono tante controdeduzioni e abbiamo contingentato i tempi, cambiare l’ordine dei lavori con il Consiglio in corso significa che 4 giorni non bastano più, significa rivoluzionare il programma dei lavori in Consiglio”.