disordine pubblico
|Spaccio, consumo di droga e aggressioni: chiusa una sala giochi a Carrara
Diversi sono stati i controlli della polizia all’interno dell’esercizio e in numerose occasioni sono stati identificati cittadini extracomunitari non regolari sul territorio e soggetti gravati da diversi precedenti
CARRARA – Il questore di Massa-Carrara, Bianca Venezia, avvalendosi della facoltà prevista dall’articolo 100 del Tulps, ha sospeso, per la durata di 15 giorni, la licenza di una sala giochi di Carrara. La misura è stata adottata poiché nell’esercizio commerciale, nell’ultimo periodo, sono stati accertati diversi episodi lesivi della tenuta dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Diversi sono stati i controlli all’interno dell’esercizio e in numerose occasioni sono stati identificati cittadini extracomunitari non regolari sul territorio e soggetti gravati da diversi precedenti di polizia e/o precedenti penali in materia di stupefacenti; inoltre all’interno dei servizi igienici sono stati rinvenuti involucri in cellophane vuoti, presumibilmente del tipo utilizzato per il confezionamento delle dosi di sostanza stupefacente, e accanto ad una postazione di gioco è stata trovata della polvere bianca verosimilmente riconducibile a cocaina.
Nel medesimo esercizio era poi avvenuta anche un’aggressione con arma da taglio in danno di un cittadino marocchino. All’atto dei controlli scarsa è stata la collaborazione nei confronti degli operatori di polizia e non vi sono state chiamate al numero unico di emergenza 112 da parte dei titolari o degli impiegati della sala per segnalare condotte illecite di clienti/avventori o presenze di soggetti pericolosi all’interno del locale, così evidenziandosi la mancanza delle «condotte operose e collaborative» previste dalla normativa di settore.
«L’articolo 100 del Tulps (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) – spiega la nota della Questura – conferisce al questore il potere di sospendere o revocare la licenza di un esercizio, anche di vicinato, nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini. Il provvedimento non ha finalità sanzionatorie, ma intende, attraverso la temporanea sospensione delle autorizzazioni per la gestione dell’esercizio, impedire il perpetuarsi di una situazione di oggettivo pregiudizio sociale. Nella comparazione tra libertà di iniziativa economica ed esigenze obiettive di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, queste ultime devono necessariamente prevalere».


