la polemica
|«I consiglieri del ‘padre-padrone’ Valettini rimettano la tessera del partito». Il Pd replica a sindaco e gruppo
Il presidente dei dem apuani, Abruzzese: «Il primo cittadino di Aulla nel corso della direzione provinciale si dichiarò inclusivo e rispettoso delle scelte operate dal partito»
MASSA-CARRARA – «”Ora basta”. Il sindaco di Aulla ha imparato velocemente il modus operandi dell’uomo solo al comando e guida, fa e dispone dei suoi fedeli che manovra tirando i fili». Così Nicola Abruzzese, presidente del Pd di Massa-Carrara, che interviene per rispondere a quanto dichiarato nelle ultime ore dal sindaco di Aulla e presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, e dal gruppo consiliare che lo sostiene in Comune (qui).
«Nel ricoprire l’incarico di presidente della assemblea, mi sono sempre preoccupato che le discussioni e l’attività politica seguisse regole e statuto che guida la comunità del Partito Democratico, e quindi “ora basta” lo posso dire con cognizione di causa: in primis voglio sottolineare come nella direzione provinciale del 19 novembre siano state ufficializzate le candidature di Valettini e Giannetti. In quell’occasione (come riporta il verbale) entrambi si dichiararono inclusivi e rispettosi delle scelte operate dal partito. Fu dato mandato, in quell’occasione, alla segreteria di ascoltare i due candidati e gli elettori di secondo livello per avere delle risposte più oggettive e politiche possibili».
«Dopo una decina di giorni, durante l’ultima direzione provinciale – prosegue Abruzzese – il sindaco Valettini, comprendendo che le indicazioni della maggioranza avrebbero indicato Giannetti quale candidato, chiese di avere le mani libere e disse di avere già da tempo interlocuzioni con la destra, il che aveva tutte le caratteristiche del ricatto politico: o scegliete me o cambio schieramento. Di quel che è accaduto poi ne sono piene le pagine dei media; alla richiesta di conoscere in quale parte del campo intendano giocare i consiglieri comunali, che hanno anche rinnovato la tessera del Partito Democratico di recente, si scagliano contro il partito stesso, perché evidentemente reputano un normale comportamento politico rinnovare con il Pd e festeggiare con il centrodestra pochi giorni dopo».
«Da presidente – conclude l’esponente dem – posso garantire che nessuna norma dello statuto sia mai stata violata né artefatta a favore di nessuno dei due candidati, e registro la volontà del gruppo consiliare di allinearsi all’operato politico del loro padre-padrone, utilizzando impropriamente e provocatoriamente il simbolo del Pd, dal quale si distaccano loro sponte. Credo che sarebbe un gesto logico da parte loro rimettere la tessera, se ancora alberga un briciolo di dignità politica, e credo altresì che il sindaco Valettini farebbe miglior figura a lavorare per la Provincia, nel poco tempo del suo mandato, e lasci perdere polemiche o accuse farneticanti dettate dall’essere totalmente autoreferenziale».


