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«Il Comitato Lunigiana Ambiente doveva rispettare un preciso bilanciamento politico. Rigettiamo le accuse di irresponsabilità»

Giannetti e Maffei replicano: «Le recenti elezioni provinciali, che hanno visto il Comune di Aulla sostenuto dal centrodestra, rappresentano un fatto politico rilevante, che ha modificato gli equilibri originari su cui il controllo analogo era stato costituito».

LUNIGIANA – “In riferimento all’articolo diffuso a seguito della seduta del Comitato Ristretto per il Controllo Analogo della S.O.L. Lunigiana Ambiente del 23 dicembre,  riteniamo doveroso ristabilire alcuni elementi di verità che risultano omessi o rappresentati in modo fuorviante” replicanoAntonio Maffei sindaco di COmano e Gianluigi Giannetti sindaco di FIvizzano ai membri del Comitato Manuel Buttini, Roberto Cipriani e Loris Bernari ( ne avevamo parlato qui).
“Il controllo analogo – precisano e replicano i due sindaci –  non è l’espressione di una parte, bensì dei 14 Comuni della Lunigiana. In tutte le società partecipate pubbliche, la composizione di tali organi tiene necessariamente conto delle rappresentanze territoriali e politiche, al fine di riflettere la volontà espressa dai cittadini attraverso il voto.
Nel caso della S.O.L. Lunigiana Ambiente, furono proprio i 14 sindaci, a maggioranza di centrosinistra, a decidere una composizione che garantisse:
• 3 Comuni di area centrosinistra (Aulla, Comano, Fivizzano);
• 2 Comuni di area centrodestra (Pontremoli e Villafranca).
Una scelta politica, legittima e trasparente, ulteriormente rafforzata dalla decisione — condivisa da tutti — di nominare il Comune di Pontremoli come coordinatore del Comitato, proprio per garantire equilibrio e collaborazione istituzionale. Alla luce di ciò, quando il coordinatore Manuel Buttini afferma che le scelte del Comitato “non hanno nulla a che vedere con la politica”, è oggettivamente fuori strada, oppure volutamente. Le recenti elezioni provinciali, che hanno visto il Comune di Aulla sostenuto dal centrodestra, rappresentano un fatto politico rilevante, che ha modificato gli equilibri originari su cui il controllo analogo era stato costituito. Un passaggio che, a nostro avviso, ha tradito il mandato elettorale ricevuto dai cittadini di Aulla e che fa venire meno le condizioni politiche e democratiche alla base dell’attuale composizione del Comitato. Oggi, dunque, gli equilibri non sono più rappresentativi della maggioranza dei cittadini della Lunigiana. Per quanto riguarda la seduta del 23 dicembre, ribadiamo che le decisioni all’ordine del giorno erano meramente organizzative e avrebbero potuto — e dovuto — essere assunte direttamente dall’amministratore e dal direttore della società, senza l’interferenza politica del Comitato di controllo analogo.
Anche l’incontro con le organizzazioni sindacali non rientra tra le competenze del controllo analogo: si trattava semplicemente di comunicare l’avvenuta approvazione, da parte di tutti i sindaci, della concessione dei premi aziendali, comunicazione che poteva essere effettuata dal direttore di Lunigiana Ambiente. L’interferenza politica del Comitato, invece, è stata evidente fin dall’inizio e ha condizionato nel tempo scelte strategiche fondamentali, sempre con grande soddisfazione del coordinatore Buttini. Emblematico è il caso dell’inaugurazione, prevista a gennaio, dell’unico centro di raccolta della Lunigiana a Pontremoli, guarda caso proprio il Comune del coordinatore, prima ancora della realizzazione della sede individuata e decisa da tutti i sindaci a Boceda di Mulazzo, dove solo 2 mesi fa è stata posata la prima pietra. Una logica rovesciata: prima il tetto, poi — forse — le fondamenta. Nel frattempo:
• il Comune di Fivizzano, da oltre tre anni, ha messo a disposizione un’area per un centro di raccolta a servizio della Lunigiana orientale, ma non è stato ascoltato;
• il Comune di Aulla, indicato come “più centrale”, ha promesso per tre anni aree adeguate, deliberando solo nell’ottobre 2025 e, per di più, richiedendo un rimborso economico per un’area destinata a un servizio pubblico essenziale.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un Comitato che di fatto opera nell’interesse di una sola parte della Lunigiana, lasciando scoperti vasti territori della Lunigiana centrale e orientale. Respingeremo sempre le accuse di irresponsabilità- concludono i due primi cittadini – chi ha mancato di rispetto ai cittadini e agli elettori sono altri. Noi continuiamo ad agire con coerenza, lealtà e trasparenza, al servizio dei cittadini che ci hanno accordato fiducia, e continueremo a difendere un’idea di Lunigiana equa, rappresentativa e realmente al servizio di tutti. Proprio nel rispetto dei cittadini, chiediamo che si riuniscano tutti i Sindaci della Lunigiana affinché venga ridefinita una nuova composizione del Comitato per il Controllo Analogo, capace di rispecchiare gli attuali equilibri territoriali e democratici e di garantire un governo della società realmente condiviso, efficace e trasparente”.