«I franchi tiratori alle elezioni provinciali? Io guardo alle file del centrosinistra di Carrara»
Secondo il segretario di Rifondazione Comunista il tramonto degli ideali e delle ideologie è alla fonte del camaleontismo politico. «Su questo si dovrebbe riflettere. Il fenomeno è il prezzo che poi si paga. Quanto accaduto non è stato un incidente di percorso»
MASSA-CARRARA – «Io sui civici non ci metterei la mano sul fuoco, diciamo che ho dei forti sospetti su di loro. Qualcuno a Massa è possibile ma, per forza di numeri, soprattutto a Carrara». Abbiamo chiesto al segretario provinciale di Rifondazione comunista di Massa-Carrara Domenico Guadagnucci una chiosa sulle elezioni provinciali e soprattutto sui retroscena. Il 50,94% per Roberto Valettini (sindaco di Aulla) sostenuto dal centrodestra contro il 49,06% raggiunto da Gianluigi Giannetti (sindaco di Fivizzano) sostenuto dal centrosinistra. Un soffio, una manciata di schede. Gli esiti delle elezioni provinciali di sabato scorso li conosciamo già: le urne consegnano la vittoria al centrodestra che mette a segno un risultato storico conquistando per la prima volta la Provincia. Tutto questo non senza che si registri una spaccatura nella politica apuana. Evidente e copiosa nel centrosinistra. Probabilmente una più silenziosa nel centrodestra. Ne parliamo con il segretario provinciale di Rifondazione comunista di Massa-Carrara, non tra i protagonisti diretti ma comunque della partita e testimone-osservatore “sulla scena del delitto”.
Queste elezioni potrebbero aprire a nuovi scenari politici? A contraccolpi di assestamento? Di quale “delitto” stiamo parlando? Secondo il centrosinistra, più precisamente del Pd, il “delitto” sarebbe quello che ha visto come vittima la buona politica, agli antipodi del trasformismo. Ma quale Pd? Sarebbe questa la domanda da porre e che poniamo a Guadagnucci. Veniamo all’antefatto: come è noto Valettini è il sindaco di Aulla. O meglio il sindaco di centrosinistra di Aulla. Che però decide di presentarsi alle elezioni provinciali con il centrodestra. Non solo: stando ai numeri ufficiali, considerato che a votare vanno sindaci e consiglieri comunali del territorio provinciale, 245 grandi elettori fra sindaci e consiglieri comunali di tutto il territorio (mentre i candidati a presidente possono essere solo sindaci), avrebbe dovuto vincere Giannetti, quindi il Pd. Ma qualcosa non va negli ingranaggi del centrosinistra. Gli occhi sono puntati sui consiglieri che pesano elettoralmente di più (i consiglieri dei comuni più popolati hanno un peso elettorale maggiore), quelli che siedono a Carrara e a Massa.
Succede quindi il colpo di scena, che qualcuno di centrosinistra vota per il candidato di centrodestra in numero sufficiente per spostare l’ago della bilancia. Et voilà, i giochi sono fatti. Sconfitta del Pd e vittoria del centrodestra. Ricordiamo che Rifondazione comunista all’ultimo tuffo dà indicazione ai suoi di schierarsi con Giannetti, cosa che ovviamente non basta al centrosinistra per confermarsi alla presidenza. Il segretario provinciale lo dice: «Votare Giannetti per evitare la vittoria della destra era dovuto, noi con la destra non abbiamo nessuna intenzione di averci a che fare nonostante le differenze che ci dividono dal Pd – risponde quando gli chiediamo cosa avesse spinto a prendere questa decisione –. Poi – prosegue – Giannetti aveva fatto delle aperture su temi che ci stavano a cuore come il tema del dissesto idrogeologico esprimendo posizioni vicine alle nostre. E la figura del presidente della Provincia è importante, è una congiuntura nei rapporti coi territori. La provincia è motore di cura. La prova di Gianni Lorenzetti (il presidente uscente ndr) è stata parziale, nel senso che lui ha fatto quello che ha potuto ma sicuramente come sappiamo l’istituzione della provincia dopo la riforma Del Rio è stata depotenziata. Lorenzetti ha quindi fatto al meglio delle limitate risorse messe a disposizione alla provincia».
Guadagnucci sospetta su chi all’interno delle fila del centrosinistra possa aver votato per il centrodestra, ma non ha dubbi su una cosa: «È inaccettabile il comportamento politico di Valettini: passare così con nonchalance da uno schieramento all’altro». Toccando questa corda Rifondazione comunista osserva, parlando al Pd: «Il Partito Democratico dovrebbe cominciare a rivedere i canoni sui giudizi di merito nella selezione dei gruppi dirigenti. Quanto costa la personalizzazione della politica? Su questo si dovrebbe riflettere. Il trasformismo viene alimentato dalla personalizzazione della politica. Questo non è stato un incidente di percorso. Spero che su queste questioni ci si cominci a ragionare, proprio per evitare derive della politica. Il Pd dovrebbe rivedere la selezione dei gruppi dirigenti, noi abbiamo avuto il caso di Massimiliano Bernardi (ex esponente ed ex assessore di Carrara per 15 anni con Rifondazione comunista e da una consiliatura e mezzo diventato civico alleato al centrodestra, ndr), quindi lo diciamo con cognizione di causa, anche noi ne abbiamo sofferto e per questo invitiamo anche gli altri a riflettere».
Guadagnucci prova a dare una sua interpretazione del voto: «Chi nel centrosinistra ha votato Valettini e quindi per il centrodestra non ha barriere antifasciste – premette per poi ipotizzare riferendosi alla spaccatura che a Massa di fatto c’è nel centrodestra con Fratelli d’Italia che dopo aver sfiduciato la giunta Persiani I nel 2023 ha perso le elezioni senza che nel frattempo sia intercorsa alcuna cucitura e che quindi adesso siede tra i banchi dell’opposizione ( e tra l’altro Persiani si era detto disponibile a candidarsi ma la coalizione gli ha preferito Valettini)– non sono sicuro che tutti i consiglieri di Persiani a Massa abbiano votato per Valettini. A votarlo sono stati alcuni consiglieri di centrosinistra e in buona parte, secondo me, a Carrara. A Carrara il centrosinistra ha dei grossi problemi che meritano una riflessione: per noi deve essere chiaro l’antifascismo. Anche su Massa troppo spesso il centrosinistra vota con il centrodestra, forse dovrebbero pensare a creare una alternativa alla destra, non c’è una grande opposizione alla destra». «Chi possono essere i franchi tiratori?». Risponde Guadagnucci: «Beh a Massa i consiglieri di sinistra sono solo 7, più 2 civici, a Carrara molti di più, e poi basta vedere le assenze di Carrara (si sono recati alle urne 239 su 245, ndr), non calcolando la consigliera Rigoletta Vincenti di Rifondazione che non ha votato per seri motivi familiari».
A questo punto il discorso cade sul tema dei civici, a cui per definizione non si lega nessuna particolare ideologia politica: «Non sono molto affidabili – considera Guadagnucci esprimendo perplessità sulle liste civiche – sui civici di Carrara non ci metterei la mano sul fuoco rispetto a queste elezioni, anche se non escludo qualche franco tiratore anche a Massa». Un’ultima domanda è sul famoso campo largo. No, a Domenico Guadagnucci non piace parlare di campo largo: «Lo abbiamo già detto anche a Elisabetta Sordi (segretario provinciale Pd, ndr): noi al tavolo delle alleanze ci sediamo ma per parlare di progetti e programmi, cosa si va a fare e come si fa a vincere. Come detto più volte: la porta resta aperta ma per parlare di programmi e progetti».


