Mercato del lavoro, rallenta la domanda a Massa-Carrara (anche a Pisa). Lucca cresce
Per il mese di dicembre le imprese apuane stimano circa 810 entrate, un valore leggermente inferiore a quello registrato un anno fa (840), corrispondente a una diminuzione di 30 unità pari al -4%.
MASSA-CARRARA – La fotografia del mercato del lavoro di fine anno nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa restituisce un quadro in chiaroscuro: da un lato l’occupazione mostra una tenuta nei servizi, grazie al dinamismo del turismo e a una domanda crescente nei comparti della cura alla persona; dall’altro, alcuni settori industriali continuano a soffrire, con ricadute sulle esigenze di personale delle imprese manifatturiere. Nel complesso le aziende del territorio programmano per dicembre quasi 5 mila nuove assunzioni, un valore sostanzialmente stabile rispetto al dicembre dello scorso anno, ma che esprime differenze tra i tre territori e, soprattutto, un’evoluzione nella qualità delle competenze richieste. Il dato più rilevante è infatti l’aumento della selettività: le imprese, pur assumendo, chiedono con maggiore frequenza lavoratori già formati, capaci di inserirsi rapidamente nei processi produttivi e nei servizi. A livello aggregato, per quasi due terzi delle assunzioni programmate le imprese richiedono una pregressa esperienza, ed in alcuni comparti (tecnici, specialisti, ristorazione e servizi alla persona) tale percentuale è nettamente più elevata. Il mese di dicembre, tradizionalmente caratterizzato da stagionalità legata al turismo e alle festività, conferma il ruolo decisivo dei servizi, ma mostra anche una crescente differenziazione interna: settori come commercio e servizi alle imprese risultano più prudenti, mentre il turismo presenta una espansione particolarmente marcata a Lucca e un recupero significativo a Massa-Carrara. Sul fronte industriale, le costruzioni tengono nel complesso, mentre la manifattura rallenta in tutte le province, pur con intensità diverse. Sono questi i risultati elaborati dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dall’Istituto Studi e Ricerche (ISR) sulla base del Sistema informativo Excelsior, indagine realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro su quasi 2 mila imprese del territorio. “La richiesta di esperienza è ormai un fattore chiave del mercato del lavoro locale” – sottolinea Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – “In tutti i territori le imprese privilegiano profili immediatamente operativi, e alla richiesta di esperienza rimane agganciato il tema centrale della difficoltà di reperimento, confermando l’esistenza di un mismatch tra offerta e domanda di competenze che penalizza soprattutto le imprese manifatturiere locali. Si tratta di un segnale che rimanda alla necessità di percorsi formativi più mirati, ma anche a politiche di attrazione e consolidamento della forza lavoro specializzata”. Massa-Carrara mostra sul mercato di lavoro una sostanziale stabilità con 810 entrate (-4%), penalizzata dalla flessione dell’industria manifatturiera (-20%), mentre il turismo cresce del 31%. La selettività è molto alta: una pregressa esperienza lavorativa è richiesta nel 69% delle entrate, ma il dato balza all’89% per i laureati, ai quali si richiede di aver già operato soprattutto nella professione. Anche per i diplomati la soglia resta elevata (78%). Sul fronte professionale, la domanda di esperienza è quasi totalitaria per dirigenti e tecnici (88%). Più accessibili, ma comunque selettivi, i ruoli commerciali e dei servizi, dove l’esperienza è richiesta nel 70% dei casi, spesso legata alla stagionalità natalizia, e degli operai specializzati (64%) che toccano punte dell’86% per gli impiantisti elettrici ed elettronici.
LA DOMANDA DI LAVORO IN PROVINCIA DI MASSA-CARRARA A DICEMBRE 2025
Per il mese di dicembre le imprese apuane stimano circa 810 entrate, un valore leggermente inferiore a quello registrato un anno fa (840), corrispondente a una diminuzione di 30 unità pari al -4%. Questa lieve flessione si inserisce in un contesto nazionale nel quale, sempre a dicembre, il fabbisogno delle imprese mostra un calo più accentuato con la previsione di circa 350.000 nuovi contratti, in diminuzione del 5,9% rispetto al dicembre 2024. Estendendo la previsione al trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, la stima di assunzioni è di 3.160 unità, in flessione di 230 unità (-7%) rispetto al pari trimestre dicembre 2024-febbraio 2025, segnando una dinamica peggiore di quella nazionale (-6,2%). Tale contrazione è generata in particolare dal comparto industriale apuano. La difficoltà nel reperire i profili desiderati rimane uno dei principali ostacoli per il sistema produttivo locale, con 58 imprese su 100 che nel mese di dicembre segnalano problemi nel trovare le figure cercate. Si tratta di una quota in lieve crescita dal 55% dello scorso anno e nettamente superiore alla media nazionale (46%) registrata nel mese. Tra le cause della difficoltà di reperimento prevalgono la mancanza di candidati (38%) e la preparazione non adeguata degli stessi (18%). Con riferimento agli inquadramenti contrattuali previsti, il 30% delle assunzioni sarà con contratto stabile (24% a tempo indeterminato e 6% di apprendistato), mentre il restante 70% sarà composto da contratti a tempo determinato (48%), di somministrazione (8%) e da altre tipologie contrattuali sempre a durata definita. La componente giovanile, pur con una percentuale ancora rilevante del 27% delle assunzioni previste, risulta in calo di 7 punti percentuali rispetto al mese di dicembre 2024.
Lavoratori in entrata per settore
La contrazione nella previsione di assunzioni a Dicembre 2025 è il risultato di andamenti divergenti tra industria e servizi. Il comparto industriale mostra una riduzione più marcata, con la previsione di ingressi
programmati che scende a 300, segnando un calo di 50 unità (-14%). La flessione riguarda quasi interamente l’industria manifatturiera e le public utilities, che si fermano a 200 entrate (-20%, -50 unità). Il rallentamento potrebbe riflettere una fase di maggiore cautela produttiva, legata a un quadro congiunturale complesso che porta al ridimensionamento degli ordinativi in alcuni comparti del made in Italy ed anche al permanere di costi energetici relativamente elevati che comprimono i margini. Diverso il quadro delle costruzioni, che confermano una previsione di 100 assunzioni, in linea con l’anno precedente. Il settore continua a mostrare una domanda stabile, probabilmente sostenuta dai cantieri già avviati e da interventi di riqualificazione ancora in corso, pur in un contesto in cui gli incentivi fiscali hanno ormai perso parte della loro spinta iniziale. Nel complesso, quindi, l’industria si conferma ancora un punto di riferimento significativo per l’occupazione locale, anche se con dinamiche in lieve ridimensionamento rispetto alla chiusura del 2024. I servizi, invece, presentano un quadro più eterogeneo ma complessivamente stabile. I 500 ingressi previsti a dicembre 2025 confermano una domanda occupazionale in linea con lo stesso periodo del 2024, anche se a livello settoriale emergono dinamiche contrastanti. Il commercio registra una lieve contrazione con 100 assunzioni programmate (-17%; -20 unità), un calo che potrebbe essere legato alla prudenza dei consumatori ma anche alla crescente concorrenza del digitale che riduce il fabbisogno di personale nei punti vendita tradizionali. Al contrario, il turismo mostra una dinamica positiva con 170 ingressi previsti, segnando un incremento del 31% (+40 unità). I servizi alle imprese e i servizi alla persona mostrano entrambi arretramenti moderati (-10 unità ciascuno), pur restando su livelli elevati rispettivamente con 120 e 110 assunzioni programmate. In sintesi, il mercato del lavoro apuano chiude il 2025 con un numero di entrate leggermente inferiore rispetto al dicembre 2024, ma con segnali settoriali molto diversi: industria in rallentamento, servizi complessivamente stabili ma sostenuti dal solo turismo,
costruzioni che mantengono un profilo invariato. Una situazione che riflette un’economia locale in fase di adattamento, condizionata sia dalle dinamiche dei mercati internazionali sia dalle scelte di consumo delle famiglie. Esperienza richiesta per titolo di studio L’analisi delle assunzioni per gruppo professionale previste nel mese di dicembre 2025 in provincia di Massa-Carrara conferma quanto l’esperienza pregressa continui ad essere un elemento decisivo nel reclutamento, soprattutto nei profili tecnici e nelle attività manifatturiere. Nel complesso, per circa il 69% degli 810 ingressi programmati viene richiesta una qualche forma di esperienza, con livelli sensibilmente differenti a seconda dei comparti professionali. La domanda di lavoratori con titolo universitario si attesta a 70 ingressi e rimane associata a requisiti di esperienza molto elevati con l’89% dei laureati ricercati che deve aver già svolto attività nella professione o nel settore di riferimento. La percentuale di esperienza richiesta nella mansione (63%) risulta particolarmente alta, riflettendo l’esigenza delle imprese di inserire figure già autonome, soprattutto in ambiti tecnico-specialistici e amministrativo–gestionali. L’istruzione tecnica superiore (ITS) mostra una richiesta contenuta (30 ingressi) e registra requisiti di esperienza nettamente più bassi: solo per il 19% delle posizioni viene prevista una pregressa esperienza, soprattutto nel ruolo. Questa dinamica potrebbe essere spiegata con la natura formativa degli ITS, che spesso prevede percorsi professionalizzanti in grado di ridurre l’esigenza di competenze già consolidate. Per chi possiede un titolo di scuola secondaria il livello di esperienza richiesto risulta molto elevato, con il 78% delle posizioni per le quali viene richiesto un passato lavorativo pertinente ed equilibrato tra esperienza professionale (32%) e nel settore (46%). Le imprese sembrano quindi orientate a inserire giovani diplomati già in grado di muoversi con una certa autonomia nei propri contesti aziendali. La più elevata richiesta di personale interessa le figure lavorative con qualifica di formazione o diploma professionale, con 280 entrate previste nel mese. Per questo gruppo il 61% delle richieste è rivolto a candidati con esperienza, soprattutto nel settore (45%). Si tratta di profili molto legati alla pratica, per i quali l’operatività immediata costituisce un requisito determinante, in particolare nelle filiere artigiane, logistiche e del turismo. La scuola dell’obbligo rimane infine associata a mansioni meno qualificate: le imprese cercano 200 lavoratori e l’esperienza richiesta si ferma al 68%, con un forte orientamento verso la conoscenza del settore (63%) più che della professione. Questi dati riflettono la natura delle posizioni, spesso legate a ruoli d’ingresso che richiedono familiarità con l’ambiente operativo piuttosto che competenze tecnico-specifiche. Esperienza richiesta per professione Il gruppo dei dirigenti, delle professioni altamente specializzate e dei tecnici mostra nuovamente la domanda più selettiva con l’88% delle 100 entrate programmate per le quali è richiesta esperienza, in particolare nella professione che si andrà a svolgere (59%). Questo dato riflette l’elevata specializzazione ricercata dalle imprese, soprattutto in ambiti tecnici avanzati e nelle funzioni gestionali, dove l’autonomia operativa costituisce un prerequisito essenziale. Non sorprende, quindi, che la difficoltà di reperimento sia in questo caso particolarmente elevata (oltre il 56%), con una quota importante attribuita alla mancanza di candidati adeguati (31%). Un quadro altrettanto significativo emerge per gli operai specializzati e i conduttori di impianti e macchine, che rappresentano uno dei gruppi numericamente più rilevanti con 290 ingressi previsti nel mese. Anche qui l’esperienza risulta un fattore determinante: oltre il 64% delle assunzioni richiede conoscenze pregresse, con valori più alti per alcune specifiche figure. Gli operai specializzati dell’impiantistica elettrica ed elettronica superano addirittura l’86%, mentre i meccanici e manutentori si attestano al 77%. L’importanza dell’esperienza deriva dal carattere operativo e tecnico di questi ruoli che non consentono ampi margini di apprendimento sul posto. Conseguentemente, la difficoltà di reperimento raggiunge livelli molto elevati (74%), con una pressione particolarmente forte legata alla scarsità di candidati qualificati. Il settore degli impiegati, delle professioni commerciali e dei servizi, che con 310 ingressi rappresenta il gruppo professionale con la maggiore richiesta occupazionale, presenta invece una domanda di esperienza più equilibrata con il 70% delle posizioni per le quali viene richiesta una precedente attività lavorativa, maturata soprattutto nel settore (56%). Alcune figure mostrano esigenze più specifiche, come gli addetti alle vendite che, ad esempio, richiedono esperienza nel 74% dei casi, mentre tra gli addetti alla ristorazione la quota si ferma al 71%, con un’incidenza particolarmente elevata per l’esperienza settoriale (67%). La diversa intensità della domanda può essere letta alla luce della stagionalità, con il periodo natalizio che impone alle imprese di reperire personale immediatamente operativo. Il gruppo delle professioni non qualificate, con 120 entrate previste, rimane quello in cui il requisito dell’esperienza pesa meno (58%). Tuttavia, anche in questo comparto emergono differenziazioni interne: per il personale dei servizi di pulizia è richiesta un’esperienza relativamente elevata (57%), mentre per gli addetti allo spostamento merci le competenze pregresse sono domandate solo nel 37% dei casi. Accanto alla richiesta di esperienza, il tema della difficoltà di reperimento rimane centrale: oltre il 58% delle assunzioni previste nel mese in provincia presenta criticità, in larga parte dovute all’assenza di candidati idonei (38%). Tale fenomeno risulta particolarmente marcato nei comparti tecnici e tra gli operai specializzati, confermando l’esistenza di un mismatch tra offerta e domanda di competenze che penalizza soprattutto le imprese manifatturiere locali. Nel complesso, i dati di dicembre 2025 evidenziano come il mercato del lavoro apuano rimanga fortemente orientato alla ricerca di profili esperti, soprattutto nei settori tecnici e nei mestieri ad elevata manualità. La difficoltà di reperimento conferma una tensione crescente tra fabbisogni delle imprese e disponibilità di lavoratori qualificati, un nodo strutturale che continua a caratterizzare la dinamica occupazionale del territorio.


