Scuola di Massa invita la relatrice Onu Francesca Albanese. Amorese minaccia un’interpellanza
L’accusa di Usb: «È un censore». Il deputato: «Bene ha fatto il ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara a chiedere ispezioni nella nostra regione»
MASSA-CARRARA – «Quando chi detiene il potere pretende di tappare la bocca a chi non si allinea ad esso sappiamo sempre da che parte stare – prende con forza posizione Usb Massa-Carrara nei confronti del deputato apuano di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese – Una classe di seconda media dell’Istituto Comprensivo Massa 6 – il sindacato riferisce l’episodio sotto accusa – grazie all’impegno della rete di insegnanti ‘Docenti per Gaza’, ha il piacere di ascoltare la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati Francesca Albanese durante il proprio orario scolastico. Crediamo, come sindacato, sia un onore e un motivo di vanto, quando giovani alunni e alunne riescono, grazie agli istituti scolastici pubblici a confrontarsi alla pari con personalità influenti del panorama politico internazionale come in questo caso. Evidentemente non la pensa alla stessa maniera l’onorevole Alessandro Amorese che minaccia interpellanze al governo in pieno stile inquisizione. Se ne faccia una ragione, la censura governativa, quella stessa che per mesi ha cercato di impedirci di pronunciare la parola genocidio, ma che ha dovuto chinare la testa di fronte a centinaia di migliaia di persone scese in piazza, così come la censura esercitata nei confronti di Alessandro Barbero, Angelo D’orsi o Orsini non è mai la strada vincente. Al fianco degli insegnanti del distretto Massa 6. Alessandro Amorese non ci tapperà mai la bocca e anzi se ha tempo e fiato da sprecare che lo impieghi per riaprire la Parini invece che per minacciare interpellanze».
Il comunicato di Amorese
Riportiamo di seguito il comunicato di Amorese: «In seguito alla nostra denuncia di indottrinamento e assenza di contraddittorio imposta persino a studenti di seconda media, e alla mia interrogazione sul webinar con Francesca Albanese, collegata con oltre 150 classi di istituti scolastici italiani, si apprendono dettagli ancor più inquietanti su una vicenda che aveva già dimostrato di avere contorni gravissimi. Anche nelle aule di istituti scolastici toscani, si è realizzata una delle peggiori manifestazioni di anti democrazia. Albanese infatti, durante il collegamento in orario scolastico, imponendosi così in lezioni che gli studenti, per regolamento, sono tenuti a seguire, non solo ha tacciato il governo di essere complice di genocidio, ma ha invitato le classi a occupare gli istituti per Gaza, istigando così un’ampia platea di studenti a commettere un reato penale. Bene ha fatto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a chiedere ispezioni nella nostra regione. Condanniamo con forza ogni forma di coercizione intellettuale a danno della libertà, e rispediamo al mittente di colei che ha giustificato gli atti vandalici alla sede de La Stampa definendoli ‘monito’ per i giornalisti, ogni violenta illazione propagandistica, esprimendo la nostra solidarietà agli studenti che hanno dovuto subire il suo monologo non potendo abbandonare l’aula. L’incontro con Francesca Albanese è solo la dimostrazione plastica di un metodo da regime inaccettabile nella scuola italiana».



